Ne parliamo con l’oculista Giovanni Moschitta
Capita almeno una volta a tutti. Ci si guarda allo specchio e un occhio appare improvvisamente arrossato. La prima reazione è spesso quella di pensare a una congiuntivite o a una semplice stanchezza.
Ma l’occhio rosso non ha sempre la stessa origine.
«L’arrossamento è un segno clinico, non una diagnosi», spiega Giovanni Moschitta, oculista. «Può dipendere da cause molto diverse tra loro, alcune banali e altre che richiedono una valutazione specialistica».
Le cause più comuni
Tra le situazioni più frequenti troviamo irritazioni, allergie, secchezza oculare, utilizzo prolungato di schermi o lenti a contatto.
In questi casi l’arrossamento è spesso accompagnato da bruciore, fastidio o sensazione di corpo estraneo. Esistono però situazioni in cui l’occhio rosso rappresenta un campanello d’allarme.
«Se all’arrossamento si associano dolore importante, riduzione della vista, sensibilità intensa alla luce o secrezioni abbondanti, è opportuno rivolgersi rapidamente all’oculista», anche un arrossamento che persiste per diversi giorni o tende a ripresentarsi merita un approfondimento.
Evitare il fai da te
Molte persone utilizzano colliri senza sapere quale sia la causa del problema. «Non tutti i colliri sono uguali. Utilizzare il prodotto sbagliato può ritardare la diagnosi o mascherare condizioni che richiedono un trattamento specifico», sottolinea Moschitta.
L’occhio rosso è un sintomo molto comune, ma non deve essere sottovalutato. Capire da cosa dipende è il primo passo per proteggere la salute degli occhi.