Un argomento di cui si sente spesso parlare riguardo ai nostri amici a quattro zampe, ma del quale altrettanto spesso si ignorano i dettagli. Stiamo parlando delle malattie trasmesse da zecche, che con l’arrivo della stagione calda diventano sempre più di attualità.
Il veterinario appassionato di divulgazione Mirko Ivaldi fa un quadro di quelle che sono le malattie trasmesse da zecche e come il sopraggiungere delle temperature calde faccia la sua parte.
«Le temperature più alte fanno la loro parte – spiega Ivaldi – anche per via di una conseguenza ben precisa collegata al cambiamento climatico, ovvero che la fascia di attività della zecca si è estesa di parecchio. Le zecche in primavera alle latitudini del Piemonte sono aumentate e con loro il rischio di trasmissione della malattia. Le principali sono la borreliosi, l’erlicchiosi, la rickettsiosi e la tularemia, che sono sono zoonotiche, in quanto possono colpire l’animale e l’essere umano e vanno tenute molto sotto controllo. La borreliosi come sintomatologia comincia a volte con una macchia rossa che si espande portando a disturbi come dolori che di tipo neurologico e peggiorando fino a problemi anche di livello cardiaco».
Se diagnosticata in tempo e lavorata altrettanto in tempo «si guarisce, soprattutto con antibiotico. Esiste negli Usa un vaccino non ancora sviluppato in Europa, anche perché nel nostro continente sono diversi i ceppi presenti e diventa difficile fare un vaccino che comprenda tutte queste problematiche. Vale molto la prevenzione con alcune tecniche. L’erlicchiosi è una malattia che porta febbre e sintomi sono quell’influenza o esantematici come il morbillo. L’erlicchiosi potrebbe avere un’evoluzione benigna, ma le persone più anziane possono avere problemi nei reni e nel sistema muscolare. Non esiste un vaccino e basta l’antibiotico purché diagnosticata presto».
La ricckettsiosi in Italia è diffusa sotto forma di una febbre, chiamata «botonosa, trasmessa soprattutto dalle zecche dure. L’agente patogeno è il batterio che si chiama Rickettsia Conorii, ma ce ne sono anche altri. C’è un test di laboratorio che la identifica e i sintomi sono simili a quelli dell’influenza con eruzione esantematica. Di solito con l’antibiotico si guarisce senza problemi, ma c’è una letalità sotto il 3 % anche in assenza di terapia, soprattutto per le persone che hanno già una compromissione di salute precedente. Si può prevenire prevenendo sempre l’attacco della zecca. Per la tularemia, che a seconda della virulenza del sierotipo può dare sintomi pericolosi e diverse forme. Può avere una fascia molto vasta di sintomi e il sospetto si basa sia sull’anamnesi che su un test sierologico. La terapia deve iniziare subito per evitare che la malattia faccia il suo corso, in quanto piuttosto pesante».
La prevenzione consiste quindi in «un collare repellente per zecche, sia per il cane che per il gatto. E’ il prodotto più completo anche se non funziona per noi essere umani. Si deve evitare di passare per l’erba alta nei sentire e di strusciarsi per evitare quanto più possibile il contatto tra le zecche presenti nell’ambiente e le persone. Si devono controllare al termine di una passeggiata all’esterno la pelle, gli indumenti e il pelo dell’animale e rimuovere le zecche. Gli indumenti si devono controllare prima di essere portati in casa e si devono indossare abiti lunghi per rendere l’attaccamento della zecca più difficile».
Le zecche infine si nutrono in modo particolare, in quanto «riescono a inserirsi nella sottocute della vittima e a succhiare il sangue. In questo modo riescono a succhiare molto sangue e sono di difficile rimozione. Io consiglio di non utilizzare liquidi o il fiammifero bagnato, l’olio, l’alcool e la pomata. Questi ultimi non funzionano perché l’irritazione della zecca può farla rigurgitare portandola a buttare dentro l’animale o dentro di noi tutte le schifezze che ha. La soluzione migliore è cercarle di acchiappare con un paio di pinzette quanto più vicino alla pelle possibile e tirare dolcemente anche dando una specie di svitata. In commercio ci sono palanchini e levette fatti apposta per staccare la zecca dal corpo senza lasciare testa incastrata, che in caso contrario può fare infezione».