La festa della Madonna del Castello a Palma di Montechiaro: quando la Pasqua si allunga

di Giuliano Spina

In Sicilia c’è un luogo in cui le festività pasquali proseguono un’altra settimana. Ci troviamo a Palma di Montechiaro, nell’Agrigentino, dove la domenica successiva a quella di Pasqua si festeggia la Madonna del Castello.

Si tratta di una festa che affonda le sue radici in un rituale antichissimo, secondo il quale un centinaio di fedeli si recano al castello cittadino per portare via la statua della Madonna di Montechiaro scolpita dall’artista palermitano Antonello Gagini.

I particolari storici, ma anche attuali, di questa festa che si svolgerà domani domenica 12 aprile 2026, successiva alla festività pasquale, li racconta Calogero Costanzino, conosciuto anche come Lillo, presidente della Pro Loco di Palma di Montechiaro.

«Da un centinaio di anni – spiega Costanzino – la festa è collocata nella prima domenica successiva a Pasqua, la Domenica in Albis, senza un motivo ben preciso. Da un centinaio di anni si svolge quindi un pellegrinaggio che va dal Castello Chiaramontano, che è una struttura del 1300, fino al centro abitato cittadino. C’è una grande partecipazione della cittadinanza palmese, ma un’altra cosa da ricordare è che inizialmente nacque come un culto dei pastori, che seguivano la Madonna con i muli. Poi dai muli si è passati ai cavalli, che oggi non ci sono più. Quindi queste persone portano la Madonna dal castello al centro e la vestono con un abito d’oro, un ex voto donato alla Madonna».

La festa è talmente sentita che «il pellegrinaggio si svolge scalzi da Palma al castello andata e ritorno. Si cercavano delle grazie generiche da parte della Madonna, mentre i pastori la ringraziavano per il benessere che creava attraverso il ciclo di vita annuale. Una volta la statua fu rubata dai Saraceni, ma dopo che fu caricata sulla nave era talmente pesante da far affondare la nave. Di questa storia comunque non ci sono prove bibliografiche. A poca distanza dal castello c’è un vallone denominato Vadduni da’ Battaglia. Ci furono anche lotte tra agrigentini e palmesi».

I cavalli, che avevano sostituito i muli, sono scomparsi «per una questione di normativa. La prassi comunque prevede l’inizio di buon mattino e la permanenza della statua nel centro del paese per un mese, durante il quale resta nel Monastero delle Benedettine. Per domani dovrebbe essere previsto un gruppo di zampognari intorno alle 9 sotto al castello. Alle 14,30 in via Parigi si raccoglieranno i cavalli, alcuni dei quali bardati con i carretti siciliani che seguiranno la Madonna per tutto il centro storico».