Italia-Turchia 3-1, Mancini aggiunge un altro mattone alla ricostruzione azzurra

di Giuliano Spina

La nuova era di Roberto Mancini alla guida della Nazionale aggiunge un altro mattone. Dopo la sconfitta all’esordio contro il Belgio, la reazione di Bursa, il pareggio sfiorando l’impresa a Parigi contro la Francia e ora la vittoria di Bologna contro la Turchia: quattro partite che hanno iniziato a dare una forma più precisa al nuovo progetto azzurro.

Il 3-1 del Dall’Ara chiude nel modo migliore la prima tornata di Nations League e consegna all’Italia tre punti pesanti, oltre al secondo posto momentaneo nel girone. Ma soprattutto conferma la sensazione che questa Nazionale stia lentamente costruendo una propria identità.

Non è ancora un progetto compiuto e lo stesso Mancini, dopo la partita, ha sottolineato le difficoltà incontrate soprattutto nella fase iniziale. Ma proprio la capacità di reagire e di cambiare volto alla gara rappresenta uno degli elementi più interessanti di questo nuovo corso.

Dalla crisi alla reazione

Il percorso era cominciato nel modo peggiore. Il 2-0 subito all’Olimpico contro il Belgio aveva fatto riemergere dubbi e preoccupazioni attorno alla Nazionale.

Pochi giorni dopo, però, l’Italia ha reagito con un netto 4-1 a Bursa contro la Turchia. A Parigi è arrivato poi l’1-1 contro la Francia di Zinedine Zidane, risultato che ha dato ulteriore fiducia al gruppo.

A Bologna serviva quindi una conferma.

È arrivata attraverso una partita meno spettacolare rispetto a quella disputata in Turchia, ma significativa soprattutto per la capacità degli Azzurri di rimanere dentro la gara anche nei momenti più complicati.

Scamacca apre, la Turchia pareggia

Mancini cambia nove undicesimi rispetto alla sfida con la Francia. Una scelta dettata anche dal calendario, con quattro partite in undici giorni, ma che diventa contemporaneamente un’opportunità per allargare il gruppo e valutare nuove soluzioni.

Donnarumma e Bastoni sono gli unici confermati, mentre a centrocampo e in attacco trovano spazio diversi giocatori meno utilizzati.

L’Italia parte con qualche difficoltà e fatica a prendere il controllo della partita. È Donnarumma a dover intervenire per evitare il vantaggio turco, prima che gli Azzurri trovino il modo di sbloccare il risultato.

Al 26’ è Gianluca Scamacca a firmare l’1-0, sfruttando sotto porta un rimpallo nato da un’iniziativa di Doumbia e da un cross di Di Lorenzo. Per l’attaccante è il secondo gol con la maglia della Nazionale.

La Turchia, però, non si arrende e nella ripresa trova il pareggio al 61’ con Aral Simsir.

È il momento in cui la partita potrebbe complicarsi, ma l’Italia trova una nuova risposta.

Calafiori ed Esposito, il nuovo mattone della Nazionale

A cambiare nuovamente la partita sono anche le sostituzioni di Mancini. Entrano Kayode, Calafiori e Pio Esposito e la squadra ritrova maggiore qualità nella costruzione e presenza offensiva.

Al 65’ arriva il 2-1.

A firmarlo è Riccardo Calafiori, che proprio al Dall’Ara torna protagonista dopo l’esperienza vissuta con il Bologna. Il difensore, entrato da pochi minuti, raccoglie il cross di Barella e con un colpo di testa manda il pallone all’incrocio dei pali, realizzando il primo gol in Nazionale.

Il terzo gol arriva all’87’ ed è ancora una volta di Pio Esposito.

L’attaccante, ormai sempre più dentro il progetto azzurro, firma il suo settimo gol in 13 presenze, chiudendo una partita nella quale la Nazionale ha saputo trovare risorse anche attraverso i giocatori chiamati a dare nuova linfa alla squadra.

Giovani e vecchia guardia: la ricostruzione passa da qui

È probabilmente questo il dato più interessante della serata di Bologna.

Mancini ha scelto di cambiare nove giocatori, offrendo spazio a elementi come Romano, Doumbia, Vergara e Maldini. Alcuni hanno pagato inevitabilmente l’inesperienza e la mancanza di automatismi, ma il loro inserimento fa parte della logica di questa nuova Nazionale.

Lo stesso commissario tecnico ha sottolineato il percorso di crescita di Romano, spiegando che il centrocampista deve giocare partite di questo livello per migliorare e può essere utilizzato anche come mezzala. Già alla vigilia, Mancini aveva indicato Romano e Vergara come giocatori importanti per il futuro.

Dall’altra parte rimangono i riferimenti della squadra: Donnarumma, Bastoni, Barella e gli altri elementi della vecchia guardia chiamati a fare da guida a un gruppo che sta cambiando.

La ricostruzione, dunque, non passa per una rottura netta con il passato. Piuttosto, prova a costruire un equilibrio tra esperienza e nuove energie.

Quattro partite, un’identità che prende forma

Il bilancio della prima finestra di Nations League racconta due vittorie, un pareggio e una sconfitta. L’Italia ha iniziato male, ha reagito, ha trovato una vittoria larga in trasferta, ha tenuto testa alla Francia e ha chiuso con un altro successo. In parallelo, Mancini ha iniziato a sperimentare uomini e soluzioni, ampliando progressivamente il numero di giocatori coinvolti nel progetto.

È proprio questa la sensazione lasciata dal 3-1 di Bologna: non quella di una Nazionale già arrivata, ma di una squadra che sta aggiungendo, partita dopo partita, nuovi elementi alla propria costruzione.

situs togel

situs togel

jacktoto

kinsale.cork.anglican.org/about/how-to-find-us

toto togel

link togel

situs togel

jacktoto