Boom di visitatori nonostante il maltempo
Si è conclusa con numeri da record la 34ª edizione delle Giornate FAI di Primavera organizzate dalla Delegazione di Catania. Nonostante condizioni meteo tutt’altro che favorevoli, tra piogge intermittenti e schiarite improvvise, l’iniziativa ha registrato un’affluenza straordinaria, confermando ancora una volta il forte interesse del pubblico verso il patrimonio culturale del territorio.
21 siti aperti tra Catania e provincia
Sono stati 21 i siti aperti tra Catania, Acireale, Giarre, Mascalucia, Mineo, Misterbianco e Piedimonte Etneo, legati dal filo conduttore del tema “Intrecci di comunità – 5 racconti di un territorio in costante trasformazione”. Un percorso che ha permesso ai visitatori di riscoprire palazzi storici, ville, chiese, dimore antiche e persino testimonianze archeologiche, attraversando storie e trasformazioni di un territorio ricco di identità.
Gli studenti protagonisti
Protagonisti assoluti dell’edizione 2026 sono stati gli 860 Aspiranti Ciceroni, studenti provenienti da 33 istituti scolastici della provincia. Ragazzi delle scuole secondarie di primo e secondo grado che, con competenza e passione, hanno guidato i visitatori raccontando con precisione e coinvolgimento la storia dei luoghi, diventando veri ambasciatori del patrimonio culturale locale.
Accessibilità e inclusione al centro dell’edizione 2026
Grande attenzione è stata riservata anche all’accessibilità. Le Giornate FAI di Primavera a Catania si sono distinte infatti per un forte impegno verso l’inclusione, grazie alle collaborazioni con l’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti e con l’Associazione Famiglie Audiolesi Etnei. In diversi siti sono stati attivati percorsi dedicati, pensati per garantire la partecipazione anche a persone con disabilità visive e uditive.
«La risposta della cittadinanza cresce ogni anno – ha spiegato Marilisa Yolanda Spironello, capo Delegazione FAI di Catania –. Le Giornate FAI rappresentano un’occasione preziosa per mettere in relazione passato, presente e futuro. Attraverso i cinque intrecci tematici abbiamo connesso Catania con altri territori, offrendo ai visitatori la possibilità di scoprire luoghi spesso sconosciuti anche a chi vive qui».
Una rete di collaborazioni per valorizzare il territorio
Il successo dell’iniziativa è stato possibile grazie a una fitta rete di collaborazioni con enti, associazioni e istituzioni, tra cui l’Università di Catania, il Sistema Museale d’Ateneo, numerose realtà del territorio e il patrocinio dei Comuni coinvolti, oltre a diocesi, enti culturali e forze dell’ordine.
Fondamentale anche il contributo dei volontari FAI e dei gruppi locali, dai Giovani al FAI Ponte tra Culture, fino ai gruppi territoriali di Etna Nord, Acireale, Giarre e Calatino. «Gli studenti – ha aggiunto Spironello – sono stati il cuore dell’evento. Con il loro entusiasmo hanno dimostrato che la primavera è davvero la promessa di ciò che verrà».
Il futuro: appuntamento alle Giornate FAI d’Autunno
Un entusiasmo condiviso anche dai capigruppo locali. «Queste giornate sono state un laboratorio di energia e partecipazione», ha sottolineato Gabriella Catalano, mentre Giada Patané ha evidenziato come «l’alta affluenza abbia confermato il raggiungimento della missione del FAI: far conoscere e valorizzare il territorio».
Dalle pendici dell’Etna fino al Calatino, passando per la costa ionica, le Giornate FAI hanno dimostrato ancora una volta la loro capacità di creare connessioni, rafforzare il senso di comunità e avvicinare soprattutto i più giovani alla tutela del patrimonio culturale.
Archiviata un’edizione da record, la Delegazione FAI di Catania guarda già al futuro: il prossimo appuntamento è fissato per le Giornate FAI d’Autunno, in programma il 10 e 11 ottobre.







