Giornata Mondiale della Podologia, piedi, salute e libertà: perché la prevenzione conta

di Giuliano Spina

Ogni giorno i nostri piedi sostengono il peso del corpo, ci permettono di camminare, correre, lavorare, fare sport e muoverci autonomamente. Eppure sono spesso una delle parti del corpo a cui prestiamo attenzione soltanto quando compare un problema.

È da questa consapevolezza che parte la Giornata Internazionale della Podologia, che si celebra oggi, 8 ottobre 2026. La ricorrenza, promossa dalla Federazione Internazionale dei Podologi (FIP), nasce per richiamare l’attenzione sull’importanza della salute del piede e della caviglia e sul contributo che la podologia può offrire alla salute e alla qualità della vita.

L’obiettivo della giornata non è quindi soltanto parlare di disturbi del piede, ma favorire una maggiore consapevolezza sull’importanza della prevenzione, dell’informazione sanitaria e del ricorso a professionisti qualificati. Un approccio che assume un significato ancora più importante quando si considera quanto la salute dei piedi sia legata alla mobilità e all’indipendenza delle persone.

Il piede non è soltanto una parte del corpo

Quanti passi compiamo ogni giorno senza fermarci a pensare a ciò che li rende possibili?

Camminiamo per andare al lavoro, accompagnare i figli a scuola, attraversare le strade delle nostre città, praticare attività fisica, viaggiare o semplicemente incontrare una persona cara. Sono gesti quotidiani che spesso consideriamo scontati, ma che custodiscono qualcosa di essenziale: la nostra autonomia.

«Prendersi cura dei piedi significa tutelare la salute, la mobilità e la qualità della vita» è il principio al centro della riflessione proposta dalla Commissione d’Albo Podologi dell’Ordine TSRM e PSTRP di Catania, che in occasione della giornata invita a guardare alla salute del piede soprattutto attraverso la lente della prevenzione.

Il problema, infatti, è che ci si accorge dell’importanza dei piedi soprattutto quando iniziano a fare male. Un’unghia incarnita, una callosità, una lesione, una vescica o un fastidio possono trasformare una semplice passeggiata in un’attività faticosa.

Aspettare il dolore, però, non sempre è la scelta migliore.

La podologia e il ruolo della prevenzione

In Italia il podologo è un professionista sanitario con formazione universitaria abilitante e un profilo professionale definito dal decreto ministeriale 14 settembre 1994, n. 666. La sua attività comprende, nell’ambito delle proprie competenze, la cura di problematiche del piede come callosità, unghie deformi o incarnite e piede doloroso, oltre ad attività di educazione sanitaria e prevenzione.

Il podologo può inoltre individuare situazioni che richiedono l’intervento di altri professionisti sanitari e segnalare al medico le condizioni che necessitano di ulteriori accertamenti.

La salute del piede, quindi, non dovrebbe essere confusa con una questione esclusivamente estetica. È una componente della salute della persona e può richiedere particolare attenzione soprattutto quando sono presenti condizioni che aumentano il rischio di complicanze.

Anziani, persone con diabete, pazienti con problemi circolatori o con una ridotta sensibilità agli arti inferiori possono avere infatti esigenze specifiche e necessitare di percorsi di prevenzione personalizzati.

Quando una piccola lesione può diventare un problema

Uno degli ambiti nei quali la prevenzione podologica assume un’importanza particolare è quello del piede diabetico.

Il diabete può compromettere nel tempo i nervi e la circolazione sanguigna. Una riduzione della sensibilità può fare sì che una persona non si accorga immediatamente di una ferita o di uno sfregamento, mentre una circolazione compromessa può rendere più difficoltosa la guarigione.

Per questo anche un problema apparentemente banale non dovrebbe essere sottovalutato.

Un taglio, una vescica, un arrossamento, un gonfiore o un cambiamento insolito della pelle possono richiedere una valutazione sanitaria, soprattutto quando sono presenti fattori di rischio. L’assenza di dolore, inoltre, non è necessariamente una garanzia: proprio la neuropatia può ridurre la capacità di percepire una lesione.

La prevenzione significa quindi osservare, controllare e intervenire tempestivamente quando qualcosa cambia.

Dalla cura del problema alla cultura della prevenzione

Uno degli obiettivi della Giornata Internazionale della Podologia è proprio quello di contribuire a cambiare un’abitudine ancora diffusa: occuparsi dei piedi soltanto quando compare un disturbo.

La Commissione d’Albo Podologi dell’Ordine TSRM e PSTRP di Catania richiama invece l’attenzione sulla necessità di sviluppare una vera cultura della prevenzione.

Questo significa conoscere i propri piedi, prestare attenzione ai cambiamenti, scegliere calzature adeguate, evitare interventi fai-da-te potenzialmente rischiosi e rivolgersi a professionisti qualificati quando necessario.

Non tutte le persone hanno lo stesso livello di rischio e non tutti i problemi possono essere trattati allo stesso modo. Un disturbo apparentemente semplice può assumere un significato diverso in presenza di diabete, problemi vascolari, neuropatie o altre condizioni.

Per questo la prevenzione non può essere ridotta a una serie di consigli generici: deve tenere conto della persona e delle sue condizioni di salute.

Informazione e professioni sanitarie

La campagna internazionale dell’8 ottobre coinvolge podologi e organizzazioni professionali di diversi Paesi, con l’obiettivo di costruire una maggiore consapevolezza sulla salute del piede e sul ruolo della professione. La FIP sottolinea proprio la necessità di diffondere conoscenze e buone pratiche e di valorizzare la podologia all’interno dei sistemi sanitari.

È un approccio che mette al centro anche la collaborazione tra professionisti sanitari. La salute del piede, infatti, non è sempre una questione isolata: può essere collegata a patologie croniche, problemi neurologici, alterazioni della circolazione, difficoltà motorie e condizioni che richiedono una presa in carico multidisciplinare.

Informare significa quindi anche aiutare le persone a capire quando è possibile gestire un disturbo con semplici attenzioni e quando, invece, è necessario rivolgersi a un professionista.

Il decalogo del piede sano: dieci gesti quotidiani che fanno la differenza

La prevenzione non richiede necessariamente grandi cambiamenti. Spesso comincia da semplici abitudini quotidiane, da seguire con regolarità e consapevolezza.

  1. Osservare i piedi ogni giorno
    Controllare la pelle e le unghie, prestando attenzione ad arrossamenti, tagli, vesciche, gonfiori o cambiamenti insoliti. Se non si riesce a vedere bene la pianta del piede, si può utilizzare uno specchio o chiedere aiuto.
  2. Curare l’igiene
    Lavare quotidianamente i piedi con acqua tiepida e un detergente delicato, evitando temperature eccessive, soprattutto quando la sensibilità è ridotta.
  3. Asciugare con attenzione
    Asciugare accuratamente tutta la superficie del piede, compresi gli spazi tra le dita, tamponando delicatamente per evitare che l’umidità rimanga a lungo sulla pelle.
  4. Idratare la pelle
    Applicare una crema emolliente sulle zone secche, come talloni e pianta del piede, evitando di lasciare residui tra le dita, dove l’eccessiva umidità può favorire problemi cutanei.
  5. Scegliere le scarpe giuste
    Preferire calzature della misura corretta, comode, stabili e adatte all’attività svolta. Le scarpe non devono comprimere le dita né provocare sfregamenti.
  6. Evitare il fai-da-te rischioso
    Non utilizzare lamette, strumenti taglienti o prodotti caustici per rimuovere calli e duroni. In presenza di diabete, problemi circolatori o ridotta sensibilità è particolarmente importante rivolgersi a un professionista sanitario.
  7. Tagliare le unghie correttamente
    Tagliare le unghie senza andare troppo in profondità e senza scavare gli angoli. Se sono ispessite, deformate o difficili da trattare, è preferibile richiedere una valutazione professionale.
  8. Ascoltare i segnali durante lo sport
    Utilizzare calzature adeguate alla disciplina praticata e non ignorare dolore persistente, vesciche o altri segnali di sovraccarico.
  9. Aumentare l’attenzione in presenza di diabete o problemi circolatori
    Controllare quotidianamente i piedi e seguire un programma di sorveglianza e prevenzione personalizzato, concordato con i professionisti sanitari.
  10. Non aspettare il dolore per chiedere aiuto
    Una valutazione podologica può essere utile anche in un’ottica preventiva, soprattutto quando sono presenti fattori di rischio o difficoltà nella cura quotidiana dei piedi.