Il Giardino dei Novizi: il giardino sospeso sulla lava nel cuore del Monastero dei Benedettini di Catania

di Giuliano Spina

Nel cuore del Monastero dei Benedettini di San Nicolò l’Arena a Catania si nasconde uno dei luoghi più affascinanti e meno conosciuti della città: il Giardino dei Novizi, uno straordinario giardino pensile che racconta il rapporto unico tra il capoluogo etneo, il barocco e la forza distruttrice dell’Etna.

Visitandolo oggi è difficile immaginare che questo spazio verde sia stato costruito direttamente sopra una delle più devastanti colate laviche della storia siciliana. Eppure è proprio questa la sua particolarità: essere nato dalla capacità dell’uomo di trasformare una tragedia naturale in un elemento architettonico e paesaggistico di grande valore.

L’eruzione del 1669 che cambiò il volto di Catania

Nel 1669 l’Etna fu protagonista di una delle eruzioni più violente mai registrate. La colata lavica raggiunse Catania, modificando profondamente il territorio e investendo anche l’area del monastero benedettino.

Davanti a una massa di lava alta circa dodici metri, i monaci avrebbero potuto abbandonare il complesso. Scelsero invece una soluzione sorprendente: utilizzare quel gigantesco banco lavico come base per la ricostruzione.

La lava non venne rimossa, ma integrata nel nuovo assetto architettonico del monastero, diventando il fondamento su cui edificare nuovi ambienti e spazi.

Un giardino costruito sopra la pietra lavica

Da questa scelta nacque il Giardino dei Novizi, oggi collocato circa dodici metri più in alto rispetto al piano originario del complesso.

Il giardino rappresenta uno straordinario esempio di adattamento al territorio vulcanico. Qui la natura e l’architettura dialogano continuamente: sotto il verde delle aiuole e dei percorsi si trova infatti la nera colata dell’Etna, trasformata da minaccia in elemento strutturale.

Questo luogo testimonia come il barocco catanese abbia saputo convivere con le tracce ancora recenti della catastrofe naturale, integrandole nel tessuto urbano e monumentale della città.

Il recupero contemporaneo

Nel corso dei secoli il giardino ha subito modifiche e trasformazioni, fino al grande progetto di recupero del monastero avviato in epoca contemporanea.

L’intervento guidato dall’architetto Giancarlo De Carlo ha restituito piena fruibilità a questo spazio, riconnettendolo agli ambienti del monastero attraverso una suggestiva scala elicoidale e un sistema di passerelle che permettono di osservare il complesso da prospettive inedite.

La fontana, la centrale termica e il gioco dei riflessi

Tra gli elementi più curiosi del Giardino dei Novizi si trovano una fontana centrale e i camini della moderna centrale termica del monastero.

L’intervento contemporaneo non ha nascosto queste strutture tecniche, ma le ha integrate nel contesto storico attraverso una grande superficie vetrata scura che riflette gli edifici circostanti e la vegetazione del giardino.

Il risultato è un dialogo continuo tra antico e moderno, dove il riflesso del monastero sembra emergere direttamente dalla colata lavica che ne ha segnato la storia.

Un simbolo della rinascita di Catania

Il Giardino dei Novizi rappresenta molto più di un semplice spazio verde. È il simbolo della capacità di Catania di rinascere dopo le grandi calamità che ne hanno segnato il passato.

La lava del 1669, che avrebbe potuto decretare la fine del monastero, è diventata invece la base su cui costruire uno degli angoli più suggestivi della città. Un luogo in cui la memoria dell’Etna, la magnificenza del barocco e la sensibilità dell’architettura contemporanea convivono armoniosamente, offrendo ai visitatori un’esperienza unica nel panorama culturale siciliano.

jacktoto