La festa di Sant’Agata del 2026 è andata ufficialmente in archivio e a Catania è tempo di fare un bilancio di questa edizione, in particolar modo dopo le polemiche che si sono fatte sentire nei giorni della festa.
L’Ottava senza intoppi e il bilancio dell’edizione 2026
La celebrazione dell’Ottava lo scorso 12 febbraio ha avuto luogo per fortuna senza particolari intoppi nonostante la persistenza del maltempo e il presidente emerito del Comitato dei Festeggiamenti Agatini, Francesco Marano, ha sottolineato come il numero di partecipanti piuttosto elevato sia uno dei motivi conduttori di questa edizione, ma anche come non sia stato bello assistere ai fuochi del Borgo in mattinata.
«La festa è stata molto partecipata – ha detto Marano –, come sempre bellissima, ma ci sono stati anche alcuni eccessi nei tempi, soprattutto il 4 e il 5, e si è andato oltre, in particolar modo per i fuochi del borgo, per i quali è stato spiacevole non vederli bene a causa della luce del giorno. E’ un tema su cui si dibatte poco, su come poter limitare almeno di qualche ora il rientro, sia del 4 che del 5. Ci sono tantissimi che contribuiscono a questa esagerazione, al protrarsi della festa, per la quale io credo che basterebbero 2-3 ore in meno per ricondurla a degli orari normali. E’ una cosa che sta continuando nel corso degli anni e che da alcuni decenni va avanti. E’ un dibattito che la città deve fare».
Regole, sicurezza e tutela delle candelore
Riguardo alle polemiche successiva alla tichetta tra i cerei «le regole sono necessarie e la trasparenza, la legalità e la sicurezza sono elementi imprescindibili per svolgere qualsiasi evento pubblico con tanta gente, a maggior ragione per l’evento più grande d’Italia, che è la festa di Sant’Agata. Tutto ciò che riguarda sicurezza e legalità e una rinnovata esigenza di aver delle regole chiare senza zone d’ombra è necessario da tenere a mente. Le candelore vanno tutelate dal punto di vista artistico, ma bisogna chiedere a chi le gestisce massimo rigore e un comportamento adeguato. Tutti devono avere degli atteggiamenti degni perché la festa è religiosa e presenta difficoltà logistiche».
Il ruolo dell’arcivescovo e delle istituzioni
Le parole utilizzate in queste occasioni dall’arcivescovo Luigi Renna sono giusto, in quanto «sottolinea l’importanza di avere comportamenti corretti e tutti dobbiamo rifarci a essi. Quest’anno è importante perché è l’anno giubilare e dobbiamo tenere conto del percorso che stiamo seguendo con l’Unesco. Il sindaco Trantino ha detto che i tempi si sono protratti troppo e di essere infastidito dai fuochi sparati di giorno, cosa che non va bene. Dobbiamo trovare soluzioni affinché il maestro del fercolo sia nelle condizioni migliori per poter far proseguire con i tempi corretti il fercolo senza ostruzioni permettendo anche ai devoti di tirare il cordone quando il maestro dà il suo via libera. La città deve affrontare un dibattito con tutti gli attori perché i ritardi sono indotti da diversi fattori. I devoti stessi non sono addestrati a tirare il cordone, sono persone col sacco bianco e che devono avere un comportamento dignitosi».
L’obiettivo Unesco e la dimensione nazionale
Riguardo alle ostruzioni dei ceroni davanti alle maniglie «ritardano spesso molto l’andamento della processione. La partecipazione è enorme, ma è una questione culturale, nello specifico di lanciare la festa nel grande circuito delle televisioni nazionali. Io ho fatto una diretta Rai sopra Porta Uzeda in collegamento per Uno Mattina con Antonella Gurrieri che doveva durare un paio di minuti e che invece è durata molto di più. Da Roma sono impazziti quando hanno visto le immagini e Tiberio Timperi ha detto che il Tg1 è cominciato dopo proprio per far vedere queste bellissime immagini. Questo è uno dei tanti momenti in cui la festa può e deve andare nelle tv nazionali e c’è stato anche un servizio di A sua immagine, altro programma di Raiuno. Dobbiamo lavorare su questo, ma la festa è in evoluzione sia nel suo svolgimento che nel suo racconto all’esterno, sia dal punto di vista nazionale che da quello internazionale. Anche l’obiettivo Unesco contribuirà a questo. Fiducia e impegno di tutti per questo obiettivo, non solo nei giorni della festa».