Da una settimana l’attività eruttiva sull’Etna non accenna a diminuire, in particolar modo sulla Valle del Bove, dove il campo lavico è ancora oggi alimentato e dove il fronte più avanzato ha raggiunto la quota di 1360 metri sopra il livello del mare. Mentre l’area più attiva del campo lavico si trova a monte di Rocca Musarra, tra i 1700 e i 1800 metri sopra il livello del mare, continua a intensità variabile l’attività stromboliana al cratere Voragine con delle leggere emissioni di cenere che si disperdono in area sommitale.
L’attuale attività eruttiva dell’Etna ha portato il sindaco di Milo, Alfio Cosentino, a emettere l’ordinanza di regolamentazione e di inibizione dell’accesso alla Strada di Pietracannone, una diramazione della Strada Mareneve, dato il grande afflusso di visitatori incuriositi dall’evento, che comunque non mette a rischio lo stato di salute delle abitazioni.
Quando si è avuta l’evidenza del flusso lavico sull’Etna?
Il direttore dell’Osservatorio Etneo dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Salvatore Gambino, ha sottolineato come la colata lavica sia partita in termini di attività da Monte Simone.
«La colata lavica sull’Etna – ha detto Gambino – parte da una frattura posta a 2100 metri, quindi in zona Monte Simone, e che sostanzialmente ha iniziato la sua attività giorno 1, ma forse anche prima. L’altro ieri abbiamo avuto l’evidenza di questo flusso lavico, che fino a ieri sera aveva raggiunto una quota di 1400 metri circa e che stamattina l’aggiornamento ha portato leggermente più in basso. In ogni caso il fronte avanza molto lentamente, è ancora alimentato, ma avanza con lentezza».
Tremore oscillante
Le sovrapposizioni laviche sono adesso «più in quota. Attualmente si deve capire come evolverà questa situazione, nel senso che il tremore ha fatto un po’ le bizze e oggi si ritrova sul medio, ma tendente verso l’alto. E’ comunque oscillante e non dà un’indicazione chiara sulla situazione, che è in evoluzione. Ma attualmente è tutto sotto controllo, perché non ci sono particolari problemi, perché permane solo l’attività stromboliana al cratere Voragine e questo porta leggere emissioni di cenere che si disperdono in atmosfera. Il grosso avvenne il 27 dicembre, quando vennero buttate verso l’aria delle fontane di cenere».
Come va dal punto di vista sismico?
Dal punto di vista sismico «ci sono stati degli eventi sulla Valle del Bove fra giorno 30 e giorno 31, ma attualmente non ci sono altri eventi particolari. Sono state fatte delle ordinanze per limitare l’afflusso e per chiudere i passaggi. C’è il sentiero di Pietracannone, che porta verso il fronte e che è stato interdetto perché molto stretto. Altri posti di controllo sono al Rifugio Citelli, che è molto pericoloso».