Nell’ottobre del 2011, la scomparsa dell’informatico Steve Jobs è stata accompagnata da pianti di dolore così strombazzati ai quattro venti, da fare impallidire le performances, lacrimanti e chiassose, delle «Anna e Giuturna» di virgiliana memoria! Quanti ricordano ancora le strida delle “squinzie” di turno, andate in estasi per aver visto, dal vivo, i «Backstreet boys»?
Noi “vegliardi” e testimoni dell’ultima decade del Novecento, abbiamo un “titolo” in più di tanti altri “sbarbatelli”, per asserire come la tecnologia, vuoi creata per il telefono mobile vuoi adoperata per aureolare i divi musicali del momento, non ci ha mai entusiasmato più di tanto. Abbiamo infatti reiterato per decenni, da cattolici umanisti innamorati del primato della persona sulla techné, a diffidare da facili sostituzioni del nostro essere critici, pensanti e agenti come esseri umani.
Niente da fare. Siamo rimasti inascoltati e, nella più rosea delle ipotesi, canzonati. I grandi numeri da uditorio “di massa” hanno, letteralmente, ignorato l’esistenza di un fine storico cattolico come Giovanni Cantoni (uomo che ha scritto per molti, ma non per tutti) e di un giornalista come Vittorio Messori (giornalista menzionato da tutti, pur rimanendo inviso a molti). Abbiamo compianto i “nostri” esempi nelle nicchie di gruppi, laicali, parrocchiali o chiesastici non importa, loro malgrado autoreferenziali e mai espressione di una sensibilità diffusa. Per la serie: vox clamans in deserto.

Il mio barista di fiducia chiosava: tu ta soni e tu ta canti (tu te la suoni e tu te la canti)! Se vuoi anche solo sperare di essere ascoltato da una platea vastissima, come minimo dovresti essere…un Papa! Benvenga, di conseguenza, l’ultima enciclica di Papa Leone XIV. Il titolo già dice tutto: «Magnifica Humanitas». Finalmente la più alta autorità religiosa e spirituale dell’Occidente, IL rappresentante della religione monoteista più diffusa al mondo, non le manda a dire! Piamente, garbatamente, santamente, come si addice al Papa, tuttavia: non le manda a dire comunque! Come e perché quel coacervo di attese, costruzioni, passioni, sconfitte, storia, vittoria, denominata «umanità», può e deve essere declinata come magnifica? I cinque capitoli che formano lo scritto leonino, sono arricchiti da un’introduzione, sottolineante la necessità di «contenere gli effetti distorsivi del potere tecnologico».
Parimenti condivisibile è la conclusione, laddove il Vicario di Cristo sottolinea come «Nella fedeltà umile di ogni giorno, anche il tempo dell’IA può diventare un passaggio in cui lo Spirito fa maturare la civiltà dell’amore nella nostra vita». Siamo dinanzi ad una nuova manifestazione di un dilemma, che interroga il genere umano dai tempi ottocenteschi della Rivoluzione Industriale.
Come agire dinanzi allo sviluppo di nuove tecnologie? È ancora possibile usare le tecnologie senza esserne usati e diventare marionette nelle mani dei grandi gruppi tecnologici? Quale può (e deve) essere la risposta, specificamente cristiana e cattolica, alle sfide che l’intelligenza artificiale ci pone davanti, ogni giorno rischiando di travolgere anche gli ultimi “trucioli” di umanità rimastaci? Abbiamo scritto fin troppo: non vi diremo più niente su un’enciclica scritta in maniera brillante, colta e divulgativa allo stesso tempo, foriera di spunti costruttivi (e positivi) per affrontate l’orrore ipertecnologico del mondo quotidiano.
Ergo, fiondatevi nei cinque capitoli, come se vi tuffaste in piscina! Non occorre essere teologi per leggere la «Magnifica humanitas». Siamo in presenza di uno scritto PER tutti e A FAVORE di tutti gli esseri umani! Facciamo solo un appello a quanti ci leggono. Il testo papale è reperibile ovunque, costa meno di un gelato, si legge con sapiente leggerezza anche sotto l’ombrellone: stupite i vostri amici e tenete quest’aureo libretto vicino alla crema abbronzante.
Raggiungerete l’impossibile: essere dorati all’esterno ma, soprattutto, rifulgerete, all’interno della vostra anima, di una saggezza genuinamente aurea, mille volte più efficace ed utile dell’olio Johnson. Regalate una copia dell’enciclica a chiunque sia nel vostro raggio d’azione: se essere parsimoniosi è una virtù per cattolici o a-cattolici, la spilorceria è degna della peggiore tetraggine dell’anima. Parola di un cattolico “ribelle” (esiste, nel 2026, ribellione più autentica dell’essere Conservatori?), come lo scrivente.
(Immagine scelta dal prof. Leonardi per il presente contributo: ecco a voi la copertina dell’edizione a stampa, in versione economica, dell’ultima enciclica papale, licenziata il 15 maggio 2026 dal Sommo Pontefice, Papa Leone XIV [Magnifica Humanitas. Lettera enciclica sulla custodia della persona umana nel tempo dell’intelligenza artificiale, Libreria Editrice Vaticana, Città del Vaticano 2026, pp. 231, Euro 2,90]. Suggeriamo di regalare una copia dell’edizione cartacea ad una persona a noi cara, oppure ad una persona da noi detestata. Il “libretto” costa meno di un gelato e arricchirà quanti lo riceveranno)