Cunziria: dove si trova e perché è famosa
Nel borgo di Vizzini, noto per essere la terra del famoso scrittore Giovanni Verga, c’è un luogo che per anni è stato avvolto nel mistero per un suo aspetto spettrale. Si tratta del borgo della Cunziria, situato in periferia e noto per essere stato per molto tempo quasi emblema di luogo fantasma.
Le origini tra concerie e sorgenti d’acqua
La sua storia e la sua destinazione in termini di attività per tanti anni li mostra sempre la guida turistica Margherita Riggio, che mostra anche i legami della Cunziria con la figura di Giovanni Verga.
«Il borgo si trova nella parte che guarda verso il torrente Masero – ha detto la Riggio –, un torrente che gira intorno al paese. Nella parte bassa, nei pressi di una zona in cui ci sono grotte antiche, fra cui le grotte dalle quali si dice che passò Sant’Angelo da Licata. Una volta dismessa la chiesa è stata costruita un’altra struttura ecclesiastica dedicata a Sant’Eligio, conciatore degli orafi. Tutti dicono che nacque come ghetto ebraico, ma si trattava di strutture costruite sopra gli ingrottamenti che servivano per la concia delle pelli».
«Questo sito divenne molto importante fra il 1600 e il 1800 perché su queste grotte vennero costruiti circa quaranta edifici con al centro una chiesa. La motivazione per cui venne costruita in quella zona era la ricchezza delle sorgenti d’acqua, che servivano per la concia e che erano canalizzate in ogni casa. Le case erano costruite tutte su un declivio e una sopra l’altra in modo che la sorgente si potesse utilizzare nei vari edifici dentro i quali si immergevano le pelli».
Il periodo di abbandono e l’aspetto “spettrale”
L’aspetto spettrale che questo borgo ha avuto in passato era dovuto «al fatto che il luogo era stato abbandonato nel dopoguerra. Poi è arrivato il cinema in un tentativo di conciliare l’opera lirica della Cavalleria Rusticana con l’opera teatrale e con la novella. Un lavoro che era stato fatto da Verga con l’opera teatrale e poi da Mascagni con l’opera lirica. Franco Zeffirelli negli anni ’80 ha girato alcune scene dentro il paese e dentro le concerie. Negli anni seguenti furono girate le scene del film La Lupa di Gabriele Lavia, anche perché il borgo è particolare perché rimasto intatto immerso tra i fichidindia e i mulini ad acqua che citava Verga in Mastro Don Gesualdo».