Ci sono debutti che servono semplicemente a prendere confidenza con un palcoscenico. E poi ci sono quelli destinati a entrare nella storia di un club.
Quello del Como in Champions League appartiene senza dubbio alla seconda categoria. Alla prima partita assoluta nella massima competizione europea, la squadra di Cesc Fàbregas ha superato il Lipsia con un netto 4-1, regalando al Sinigaglia una notte che i tifosi lariani difficilmente dimenticheranno.
Non era soltanto una partita. Era la prima pagina di un capitolo completamente nuovo della storia del Como. E quella pagina è stata scritta con quattro gol.
Como-Lipsia 4-1: la prima volta diventa subito storia
Il debutto in Champions aveva già un valore speciale. Il Como non aveva mai giocato una partita nella competizione e si presentava per la prima volta davanti al grande pubblico europeo dopo una crescita rapidissima che lo ha riportato ai vertici del calcio italiano.
Contro il Lipsia, però, i lariani non hanno mostrato alcun timore reverenziale.
Il Como ha preso progressivamente il controllo della partita e al 15′ ha trovato il primo gol della propria storia in Champions League. È stato Martin Baturina a firmare il momento destinato a rimanere negli annali: combinazione con Douvikas, movimento nello spazio e conclusione che ha aperto la serata.
Un gol storico, perché ha rappresentato la prima rete del Como nelle competizioni europee.
Baturina e Douvikas: il Como prende il largo
Il Lipsia ha provato a reagire, ma il Como ha continuato a giocare con personalità.
Al 38′ è arrivato il raddoppio. Ancora Baturina protagonista, questa volta con l’assist per Tasos Douvikas, bravo a liberarsi e a battere il portiere tedesco con un diagonale preciso.
All’intervallo il Como era avanti 2-0 e il sogno di una prima vittoria europea cominciava a prendere una forma concreta.
La squadra di Fàbregas, però, non si è accontentata.
Diao firma il tris, Perrone chiude la festa
A inizio ripresa il Lipsia ha provato ad alzare il ritmo, ma al 54′ il Como ha colpito ancora.
Da Cunha ha recuperato il pallone e Nico Paz ha immediatamente verticalizzato per Assane Diao, che ha trovato il diagonale vincente per il 3-0.
Il Lipsia ha accorciato poco dopo con Andrija Maksimovic, ma la rete tedesca non ha cambiato l’inerzia della serata.
Il Como ha continuato a creare occasioni e al 90′ ha trovato anche il quarto gol. Protagonista ancora Nico Paz, autore del secondo assist della sua partita, con Máximo Perrone a firmare il definitivo 4-1.
Poker al debutto.
Una vittoria che va oltre il risultato
Il 4-1 racconta solo una parte della serata.
La vera notizia è che il Como, alla sua prima apparizione assoluta in Champions League, non ha giocato per limitare i danni. Ha giocato per imporre il proprio calcio.
E lo ha fatto contro un avversario abituato alle competizioni europee, mostrando organizzazione, qualità e personalità.
La statistica rende ancora più particolare l’impresa: il Como è soltanto la seconda squadra italiana capace di segnare più di tre gol al debutto in Champions League, dopo la Sampdoria, che nel settembre 1991 aveva battuto il Rosenborg 5-0.
Fàbregas e la trasformazione del Como
Dietro questa prima volta c’è anche la storia di un progetto che in pochi anni ha compiuto un percorso sorprendente.
Cesc Fàbregas, che ha chiuso la propria carriera da calciatore proprio a Como nel 2023, è diventato progressivamente uno dei protagonisti della trasformazione del club, fino a guidarlo sulla scena europea.
Il tecnico spagnolo ha definito quella contro il Lipsia una serata storica per il club e per i suoi tifosi, sottolineando quanto a lungo una notte del genere resterà nella memoria del Como.
Ed è difficile dargli torto.
Nico Paz, Baturina e una squadra senza paura
Tra i protagonisti della serata spiccano Baturina, autore del primo storico gol europeo del Como, Douvikas e Diao, ma anche Nico Paz, capace di servire due assist e di diventare uno dei riferimenti offensivi della squadra.
Il successo, però, è soprattutto il risultato di una prestazione collettiva.
Il Como ha saputo gestire i momenti della partita, resistere quando il Lipsia ha provato a reagire e colpire nuovamente nei momenti decisivi. Un atteggiamento che racconta una squadra arrivata in Champions non soltanto per partecipare.