Gran Camposanto di Messina, un museo a cielo aperto tra arte, storia e panorami sullo Stretto

di Giuliano Spina

C’è un luogo a Messina in cui la memoria incontra l’arte e l’architettura dialoga con il paesaggio. È il Cimitero Monumentale, conosciuto anche come Gran Camposanto, uno dei complessi monumentali più interessanti della Sicilia e tra le più significative testimonianze dell’eclettismo europeo nell’architettura funeraria.

Progettato dall’architetto Leone Savoja e inaugurato nel 1872, il complesso si estende su una collina di circa 22 ettari lungo via Catania. La sua posizione sopraelevata regala scorci suggestivi sulla città, sullo Stretto di Messina e, nei punti più panoramici, sulla costa calabrese. Un patrimonio che unisce valore storico, artistico e naturalistico, trasformando una visita al Gran Camposanto in un percorso attraverso epoche, stili e paesaggi.

Un museo a cielo aperto tra Neoclassicismo, Neogotico e Liberty

Il Gran Camposanto viene spesso descritto come una galleria d’arte all’aperto. Passeggiando lungo i suoi viali si incontrano monumenti, cappelle gentilizie, sculture e architetture che raccontano l’evoluzione del gusto artistico tra la seconda metà dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento.

A caratterizzare il complesso è soprattutto la convivenza di differenti linguaggi architettonici, che trovano nel Neoclassicismo, nel Neogotico e nello stile Liberty le loro espressioni più riconoscibili.

Il Neoclassicismo emerge nelle strutture monumentali e negli spazi celebrativi. Il suo esempio più rappresentativo è il Famedio, il Pantheon dedicato ai messinesi illustri, riconoscibile per il grande colonnato che richiama la tradizione dei templi classici.

Il Neogotico trova invece una delle sue espressioni più suggestive nel Cenobio, la chiesetta collocata nella parte alta della collina, e nel Conventino. Entrambi sono legati al progetto dell’architetto Giacomo Fiore e si distinguono per archi a sesto acuto e decorazioni che evocano l’immaginario medievale.

A completare questo mosaico artistico è lo stile Liberty, particolarmente evidente nelle cappelle private e nella statuaria dei primi del Novecento. Linee sinuose, motivi floreali, figure angeliche e allegorie restituiscono un patrimonio scultoreo di grande raffinatezza, nel quale arte e memoria si intrecciano.

Il Famedio e il Cenobio: i luoghi simbolo del Gran Camposanto

Tra le architetture che meritano particolare attenzione spicca il Famedio, uno degli elementi più rappresentativi dell’intero complesso. Pensato come luogo di celebrazione della memoria cittadina, custodisce il ricordo di personalità che hanno contribuito alla storia di Messina.

La sua posizione sopraelevata contribuisce a renderlo uno degli scorci più scenografici del cimitero. I loggiati e gli affacci, insieme agli spazi della galleria sotterranea, creano un suggestivo rapporto visivo con la città e il paesaggio circostante. L’architettura monumentale si apre così verso l’esterno, lasciando spazio alla vista sul mare e sullo Stretto.

Salendo ancora, si raggiunge la zona del Cenobio, nella parte più alta della collina. Qui la chiesetta neogotica diventa un punto di riferimento del percorso e un luogo privilegiato per osservare il panorama. Dalla sommità lo sguardo abbraccia la parte meridionale di Messina, mentre il mare fa da sfondo alle cappelle e alle edicole monumentali.

Il panorama sullo Stretto e sulla costa calabrese

Uno degli aspetti più sorprendenti del Gran Camposanto è proprio il suo rapporto con il territorio. La collocazione collinare permette di ammirare Messina da una prospettiva particolare, lontana dai consueti punti di osservazione urbani.

Lungo i viali alberati, procedendo verso le sezioni più alte, la vegetazione lascia progressivamente spazio a vedute sullo Stretto, sul mar Ionio e sulla costa della Calabria, che si staglia proprio di fronte alla città.

Il paesaggio accompagna così la visita e diventa parte integrante dell’esperienza. Da una parte le architetture funerarie, le sculture e le testimonianze artistiche di un’altra epoca; dall’altra il blu del mare e un orizzonte che restituisce tutta la particolare identità geografica di Messina.

A rendere ancora più interessante il complesso è il suo giardino monumentale, caratterizzato da viali alberati e specie botaniche anche rare. Un patrimonio verde che contribuisce al valore paesaggistico del cimitero e ne rafforza l’identità di parco storico.

Il progetto di valorizzazione: il Gran Camposanto verso un museo a cielo aperto

Il valore del Cimitero Monumentale non si limita alla sua storia e alle sue architetture. Negli ultimi anni è cresciuta l’attenzione verso la possibilità di restituire questo patrimonio alla città attraverso nuovi itinerari di visita e interventi di valorizzazione.

In questa direzione si inserisce il progetto denominato «Percorso della memoria», finanziato dal Dipartimento regionale del Turismo, che punta a trasformare il Gran Camposanto in un vero e proprio museo a cielo aperto.

Tra gli interventi e le attività previsti figurano itinerari di trekking culturale, audioguide e percorsi dedicati alla scoperta delle opere d’arte, dei monumenti e degli scorci panoramici. L’obiettivo è rendere più accessibile e fruibile un luogo che custodisce una parte importante della storia e dell’identità messinese.