Catania, Longo si presenta: «Vogliamo una squadra coraggiosa e dominante. La storia del Catania deve essere una spinta, non una zavorra»

di Giuliano Spina

Il nuovo corso del Catania è ufficialmente iniziato. Dopo il raduno della squadra allo stadio Massimino, il nuovo allenatore Emilio Longo si è presentato alla stampa, illustrando la propria idea di calcio, gli obiettivi della stagione e il progetto tecnico che intende sviluppare insieme alla società.

Ad aprire simbolicamente la conferenza è stato il messaggio del presidente Rosario Pelligra, che ha spiegato le ragioni della scelta del nuovo tecnico.

«Oggi il nuovo allenatore del Catania incontra i giocatori e i giornalisti: è l’inizio di una nuova avventura ed è importante garantire sostegno e incoraggiamento. Abbiamo scelto Emilio Longo perché crediamo fortemente nel suo metodo di lavoro e nelle sue capacità di creare uno stile di gioco sempre propositivo. Ci aspettiamo che il nuovo gruppo cresca ogni giorno, diventando sempre più forte e affiatato. Benvenuto e buon lavoro, mister».

Anche il vicepresidente Vincenzo Grella ha ribadito la piena fiducia nel nuovo allenatore.

«Abbiamo apprezzato la sua capacità di migliorare le rose che ha allenato, valorizzare i giovani e tirare fuori il meglio dai giocatori a disposizione. Abbiamo davanti una stagione importante e vogliamo offrire ai nostri tifosi una squadra capace di divertire attraverso il gioco».

Un’identità precisa

Longo ha subito chiarito quale sarà la filosofia della sua squadra.

«Con la società condividiamo la stessa idea di calcio. Vogliamo costruire una squadra capace di dominare l’avversario attraverso il possesso, l’intensità e il coraggio. Non mi piace fare paragoni con chi mi ha preceduto, perché ogni allenatore ha una propria filosofia. Io voglio trasmettere la mia».

Il tecnico ha sottolineato la sintonia trovata fin dai primi colloqui con la dirigenza.

«Ho avuto massima disponibilità da parte di Grella e Varrà. Mi hanno dato la possibilità di scegliere e di lavorare secondo le mie convinzioni. Ci sono tanti calciatori importanti, ma dobbiamo capire come inserirli nel nuovo sistema di gioco».

Difesa a quattro e valutazioni sulla rosa

Tra le principali novità ci sarà il cambio di sistema tattico.

«Negli ultimi anni questa squadra ha giocato prevalentemente con una difesa a tre. Noi partiremo da una linea a quattro. Sarà necessario valutare come ogni calciatore potrà adattarsi al nuovo modo di stare in campo. Vale per tutti, da Casasola a Donnarumma».

Sul mercato, Longo preferisce non avere fretta.

«Ho bisogno di osservare tutti. Tra una decina di giorni ci siederemo con la società per capire quali saranno realmente gli innesti necessari. Mi auguro che siano meno di quelli che oggi immagino. Se riusciremo a mantenere uno zoccolo duro sarà più semplice costruire la nostra identità».

Non solo età, ma mentalità

Il tema del ringiovanimento della rosa è stato affrontato con una riflessione più ampia.

«Quando si parla di abbassare l’età media non bisogna fermarsi ai numeri. Serve soprattutto una mentalità giovane, fatta di entusiasmo, disponibilità al lavoro e voglia di giocare un calcio coraggioso. Ho bisogno di calciatori pronti a sacrificarsi e ad avere l’ambizione di imporre il proprio gioco».

Una preparazione curata nei dettagli

L’allenatore ha illustrato anche l’organizzazione del ritiro.

«I primi quindici giorni sono stati programmati in ogni dettaglio. La giornata inizierà con un briefing durante la colazione, poi ci sarà il primo allenamento. Dopo il pranzo lavoreremo ancora nel pomeriggio e concluderemo insieme la giornata con la cena. Ogni momento sarà utile per creare spirito di gruppo».

Tra le richieste avanzate alla società c’è stata anche quella di allenarsi esclusivamente al Massimino.

«È stata una delle poche richieste che ho avanzato. In questo momento ritengo che il Cibalino non sia nelle condizioni migliori per ospitare gli allenamenti. Il Massimino, invece, è in condizioni eccellenti e sarebbe un errore cercare alibi. Molte società di Serie C farebbero a gara per potersi allenare in un impianto come questo».

Torre del Grifo e il primo acquisto

Longo ha visitato personalmente Torre del Grifo, mostrando fiducia nella riapertura del centro sportivo.

«Ieri sono stato a Torre del Grifo. I due campi in erba naturale sono già pronti, mentre le altre strutture stanno completando il loro percorso di sistemazione. Mi auguro che si possa entrare il prima possibile perché rappresenta un patrimonio enorme per questa società».

Spazio anche al primo volto nuovo del mercato rossazzurro, Luca Mihai.

«Luca Mihai è un ragazzo di grande valore. Può giocare sia in un centrocampo a due sia a tre, come play oppure da mezzala. Ha struttura fisica, qualità tecniche importanti e una buona fase di non possesso. È un giovane che ha già maturato esperienze significative e vogliamo valorizzarlo nel contesto Catania».

«Catania era la scelta giusta»

L’allenatore ha poi smentito le voci che lo volevano vicino al Foggia.

«Non ho mai dato la mia parola al Foggia. Quando il Catania mi ha contattato ho trovato qualcosa di diverso. Non è stato un semplice colloquio, ma un confronto profondo sulle idee di calcio e sul progetto. È stato quello il momento in cui ho capito che questa era la scelta giusta».

E ha aggiunto una frase destinata a far discutere.

«Per un allenatore, Catania rappresenta il massimo che si possa desiderare in Serie C e, per certi aspetti, anche in Serie B».

Lo staff e il settore giovanile

Longo ha presentato anche il proprio staff tecnico:

  • Vincenzo Migliaccio (vice allenatore);
  • Stefano Corno (analista e collaboratore tecnico);
  • Nicola Barasso (preparatore atletico);
  • professor Pietro La Porta (staff preparazione atletica);
  • Antonello De Giorgio (assistant coach).

Grande attenzione sarà dedicata anche al vivaio.

«Vorrei creare un collegamento continuo con la Primavera, organizzando anche amichevoli durante la settimana. Il settore giovanile deve avere l’ambizione di portare i ragazzi in prima squadra. Non devono esistere barriere tra i due gruppi».

Il messaggio ai tifosi

In chiusura Longo ha preferito evitare promesse.

«Ai tifosi non devo promettere parole, ma fatti. Saranno loro a giudicare il nostro lavoro e a riconoscere la dedizione che metteremo ogni giorno. Devo trasformare l’emozione di allenare il Catania in un valore aggiunto».

Infine il manifesto del suo progetto tecnico.

«Umiltà, ambizione, lealtà, cura e coraggio saranno le basi del nostro lavoro. Mi piacerebbe che questa squadra avesse il coraggio di Sant’Agata. La storia del Catania non deve essere una zavorra, ma una spinta verso la vittoria. Sono convinto di essere nel posto giusto, al momento giusto, per costruire insieme un futuro luminoso».

Con queste parole prende ufficialmente il via l’avventura di Emilio Longo sulla panchina rossazzurra. Adesso la parola passa al campo, dove il nuovo allenatore sarà chiamato a trasformare le idee illustrate in conferenza in una squadra riconoscibile, propositiva e competitiva.

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