La candidatura di Catania al ruolo di Capitale Italiana della Cultura 2028 è ormai cosa certa e lo scorso 26 febbraio al ministero della Cultura a Roma è stato presentato alla giuria il dossier “Catania Continua”. L’audizione per la Capitale Italiana della Cultura 2028 è stata trasformata in un momento di identità condivisa e visione concreta.
I testimonial: Parmitano e Fiorello
Per l’occasione sono intervenuti due testimonial d’eccezione, come il colonnello Luca Parmitano e il noto showman Rosario Fiorello. Il primo ha parlato di Catania come città capace di guardare in alto, di superare i propri confini, di essere crocevia e laboratorio di contaminazioni. Il secondo ha invece invitato i cittadini a credere in una sfida che riguarda l’intera comunità.
Il progetto KM3NeT4RR e il telescopio sottomarino
All’interno del dossier Catania Continua ci sono diversi esperti. Tra questi c’è il responsabile del progetto KM3NET4RR, Giacomo Cuttone. Il progetto si propone di realizzare un telescopio sottomarino a 3.500 metri di profondità per la rilevazione di neutrini ad altissima energia per lo studio dell’universo.
Lo stesso Cuttone, che è anche da anni uno degli uomini di punta dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, ha spiegato i dettagli di questo progetto nell’ambito della candidatura di Catania a questo prestigioso ruolo.
«Io sono responsabile scientifico di questo progetto – ha detto Cuttone – a chilometro cubo finanziato dal Miur sul Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Siamo impegnati a Catania nello sviluppo di questo grande telescopio sottomarino a 3.500 metri di profondità che stiamo realizzando di fronte a Portopalo di Capo Passero con tutti i dati che transitano da Catania. Siamo stati coinvolti e ci è sembrato veramente interessante dare un supporto alla città di Catania e al Comune in quest’avventura. Si vuole coniugare la cultura sia in termini culturali e della storia che Catania ha sia riguardo a quello che stiamo facendo a 3.500 metri di profondità a mare e arrivando a poco meno di 3.500 metri sull’Etna».
Cultura, mare ed Etna: la visione integrata
«E’ un modo per dire che Catania può essere Capitale Italiana della Cultura anche perché riuscirebbe a offrire un panorama di attività scientifiche che si mescolano con la storia della città e con le grandi peculiarità, come l’Etna e il mare. Noi assieme agli altri enti vogliamo dare un contributo alla candidatura di Catania, che ha una cultura anche scientifica. Ne sono una prova le infrastrutture di ricerca e il rapporto col territorio molto forte che possa permettere ai nostri giovani di restare. Abbiamo promesso anche l’organizzazione di eventi scientifici e culturali nei quali il territorio si mette assieme alla cultura».
Giovani, ricerca e futuro
Il dialogo con i testimonial e con le istituzioni è fondamentale: «Ho incontrato Parmitano in una sua recente visita al Dipartimento di Fisica e Astronomia e col sindaco abbiamo parlato di questo. E’ molto entusiasta, così come Fiorello. Noi lunedì scorso abbiamo fatto l’evento finale al Monastero dei Benedettini, in cui abbiamo enunciato i risultati del progetto KM3NET4RRR. Oltre al sindaco c’era il professore Paolo Della Sega, che sta dando un grande aiuto per questa candidatura. Anche durante il nostro evento abbiamo voluto citare questa proposta e dire che siamo pronti a raccogliere la sfida se come noi ci auguriamo Catania diventasse Capitale Italiana della Cultura 2028».