Catania Capitale Italiana della Cultura 2028: qual è lo scopo dell’Inaf?

di Giuliano Spina

Tra i partners di Catania Continua, l’associazione che si sta occupando di promuovere la candidatura a Catania Capitale della Cultura 2028, c’è anche l’Inaf Osservatorio Astrofisico, che si propone di fare entrare le produzioni scientifiche per una nuova narrazione della città in chiave scientifica.

Di questo progetto parla la direttrice scientifica dell’Inaf Osservatorio Astronomico, Isabella Pagano, che spiega come il loro contributo miri alla valorizzazione del patrimonio culturale che esiste nella città di Catania.

«Come Osservatorio Astrofisico negli anni scorsi abbiamo promosso – afferma la Pagano – la costruzione di una guida per il turista che viene a Catania e che visita Catania sulle tracce di segnali che in qualche modo sono connessi con l’osservazione dell’universo e con la misurazione del tempo. Siamo in fase finale di elaborazione, abbiamo le bozze pronte e sarà fruibile nel periodo in cui Catania diventi davvero Capitale della Cultura. Nel nostro territorio ci sono enti di ricerca, come il nostro, ma anche l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, istituti del Centro Nazionale delle Ricerche e l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, che studia l’Etna Patrimonio dell’Unesco».

Anche l’Etna ha una sua importanza nel progetto, in quanto«lì sperimentiamo i nostri strumenti per fare astrofisica e il nostro contributo consiste nel mettere in evidenza tutti gli aspetti culturali della scienza guardando dal fondo del mare fino al cielo e fare vedere come Catania sia vulcanica e creativa lanciandosi verso la conoscenza. L’obiettivo è far capire come Catania sia compresa sia da chi viene da fuori che da chi vi abita dando un orgoglio delle capacità di questa città a tutti. Catania è una città del futuro, nella quale vivere e proiettata verso il futuro, che in essa si può costruire».