Cani e bambini: convivenza sicura tra tenerezza e regole

di Giuliano Spina

Cani e bambini: un rapporto naturale, ma da gestire

Cani e bambini, un binomio da molti ritenuto vincente e spesso fonte di tenerezza quando si vedono i pargoli giocare con i nostri amici a quattro zampe, specie quando sono piccoli. Altrettanto spesso però non si fa caso ai pericoli di questa convivenza e alle conseguenze spiacevoli alle quali un bimbo o bimba possono andare incontro se inviano ai cani segnali interpretati da loro come non positivi.

Cani e bambini: un rapporto naturale, ma da gestire

Il veterinario appassionato di divulgazione Mirko Ivaldi spiega quali sono le indicazioni da seguire per uno dei rapporti più belli che ci siano tra gli essere viventi.

«Il rapporto tra cani e bambini – afferma Ivaldi – è una delle cose più belle che possano succedere. Tuttavia vanno tenute a mente alcune cose per poter godere al meglio di tale rapporto. Prima di tutto bisogna tenere conto dell’età del bambino o bambina in questione, che se è un’età in cui sa riconoscere i segnali che dà il cane di stop alle attenzioni o prima di un attacco o di una difesa la faccenda è più gestibile. Le età sono indicative, ma a 8 anni un bambino ha già consapevolezza per capire ciò e quanto può fare di bello col cane. Ma anche il cane più bravo del mondo se non ha voglia di giocare lancia segnali. Tra questi ci sono le orecchie basse, il leccarsi il naso, il guardare verso il proprietario principale e cercare di sottrarsi andando via dall’attenzione della persona in questione. Se l’attenzione continua lui comincia a vocalizzare e a ringhiare e poi a tirare il morso».

Il ruolo fondamentale dei genitori

Se il bambino non è in grado di capire questo «c’è la necessità che ci sia un genitore o una persona responsabile lì vicino. Se ho un bimbo di pochi mesi e lo voglio mettere vicino al mio cane per farlo socializzare con lui fin quando il cane accetta le carezze o le manate si può lasciare. Nel caso in cui il cane comincia a dare segnali si deve subito allontanare il bambino in modo tale che inizia a capire quando il cane non ha voglia. Con bambini piccoli ci deve essere quindi un genitore, al contrario di quando sono più piccoli. In ogni caso il bambino va educato al rispetto dell’animale».

Come far convivere cane e neonato

Spesso però in una famiglia in cui il cane è inserito l’arrivo di un bebè non è ben visto dallo stesso cane. In questo caso «consiglio di far annusare al cane abiti e oggetti del bambino stesso, in modo tale che il cane comprende che la nuova creatura fa parte del branco che pian piano lo accetta. Le tante esigenze che ha il neonato non devono far crollare le attenzioni per il cane e per esempio le passeggiate in giro alle quali il cane è abituato si devono continuare. Nel momento in cui si riesce a non far instaurare la gelosia il cane riconosce il bimbo come nuova creatura come nuovo membro del branco. In alcuni casi addirittura il cane vede il bimbo in modo protettivo fino a farlo salire in groppa».

I benefici del rapporto tra cane e bambino

Il rapporto tra cane e bambino «fa bene al cane perché ha una creatura che gli dà molte attenzioni e sostegno a livello sociale e altrettanto per il bambino, che impara anche a empatizzare con altre creature che non siano persone. Il rapporto è bello anche grazie anche alle dinamiche reciproche tra l’uno e l’altro e c’è uno scambio divertente e anche addirittura culturale. Io sono dell’idea che quando un bambino ci comincia a muovere nell’ambiente, anche se ha cinque mesi, ci può stare di tenerlo accanto a un cane a patto che ci sia sempre un adulto a supervisionare. L’importante è che il pargolo sia capace di muoversi nell’ambiente, anche perché il cane può interpretare male una manata che il bimbo non dà per male».