Candelora d’Oro consegnata a Giovanni Cultrera di Montesano

di Giuliano Spina

Il premio Candelora d’Oro 2026 nell’ambito della Festa di Sant’Agata è stato assegnato a Giovanni Cultrera di Montesano, Sovrintendente del Teatro Massimo Vincenzo Bellini.

La cerimonia a Palazzo degli Elefanti durante la Festa di Sant’Agata

La cerimonia di consegna si è svolta ieri nel tardo pomeriggio a Palazzo degli Elefanti alle 18,30 alla presenza del sindaco di Catania, Enrico Trantino, che ha consegnato il premio, dell’arcivescovo Monsignor Luigi Renna, del prefetto Pietro Signoriello, del presidente del consiglio comunale Sebastiano Anastasi, del questore Giuseppe Bellassai, del comandante della Polizia Locale, del comandante della Polizia Municipale, Diego Peruga, dei rappresentanti delle forze dell’Ordine e dell’Esercito, della giunta comunale al completo e di numerosi operatori del Teatro Massimo Vincenzo Bellini.

Il riconoscimento al Teatro Massimo Vincenzo Bellini e alle sue maestranze

All’evento ha partecipato anche l’associazione Musica Insieme del quartiere Librino, che si è esibita, e Cultrera ha sottolineato come questo riconoscimento non sia soltanto per lui, ma per tutta l’organizzazione del teatro.

«Un premio così importante come la Candelora D’Oro 2026 – ha detto Cultrera – è fondamentale per la città di Catania e rappresenta sicuramente una tappa anche per alcuni personaggi che si sono distinti durante la loro carriera. Noi abbiamo lavorato nel mondo dell’arte e sento di doverlo condividere con tutto il teatro e per teatro intendo tutte le maestranze tecniche e amministrative, tutti i direttori, i funzionari, a cominciare dal direttore artistico Fabrizio Carminati e tutti coloro che lavorano per portare avanti la cultura. Io dico sempre che se funziona il teatro funziona tutta la città, perché il teatro è espressione della città. E’ il salotto della città che accoglie cittadini e turisti e che sviluppa un senso non solo artistico, ma soprattutto civile e sociale. Se poi inquadriamo il tutto nei festeggiamenti agatini capiamo che esso oltre a essere un tempio della cultura è anche un tempio soprattutto religioso perché Agata è Catania e Catania è Agata. Questo sillogismo esprime in quale direzione lavora questo teatro».

I numeri del Bellini e il ruolo centrale della cultura a Catania

I numeri che il teatro registra sono una conferma di tutto questo: «Gli oltre 7mila abbonati e la campagna abbonamenti che riapre senza il primo titolo dal 3 febbraio testimonia assieme ai continui sold out di tutti gli spettacoli conferma che il teatro è molto vivo e che la cittadinanza e il turismo sono presenti sempre. Questo è frutto di un’azione corale delle nostre eccellenze che lavorano in teatro, prima fra tutte l’ufficiale Luigi Albino Lucifora, che ha curato il coordinamento amministrativo. La città sta rispondendo, abbiamo incrementato la nostra offerta, abbiamo chiuso l’Aida con nove recite e accogliamo i giovani in un’ottica civile e sociale di inclusione. Operiamo il decentramento e le nostre masse artistiche e tecniche che si esprimono nelle varie chiese palcoscenici anche nei quartieri periferici».

Sant’Agata, Bellini e il legame tra identità religiosa e artistica

Per questo motivo il riconoscimento ricevuto da Cultrera è «il coronamento di un grande pensiero per il quale si è lavorato senza pensare a risultati, premi e riconoscimenti. Il teatro veniva da una situazione un po’ di stallo e di stasi, ma soprattutto dopo il Covid si è messa in moto una forza corale interna al teatro stesso che ha voluto far sentire la proprio sia all’interno della città che a carattere nazionale e internazionale per i risultati plurimi ottenuti. La Candelora d’Oro 2026 lo sento come un riconoscimento alla carriera, ma per uno sforzo collettivo che questo teatro ha quantomeno fatto capire ai suoi frequentatori e non solo che c’è la possibilità di accostarsi e che qui si raccontano storie attuali non obsolete. Le nostro produzioni litiche e sinfoniche rappresentano assolutamente una realtà di oggi. Insegniamo ai giovani i valori del rispetto, della patria, della lealtà, della libertà e della giustizia attraverso le opere liriche. Io sono solo il custode di uno dei teatri più belli del mondo. Dopo la consegna della Candelora D’Oro 2026 vorrei anche esprimere che Vincenzo Bellini è figlio di Catania e quindi di Agata, una grande correlazione tra Bellini che ha espresso anche in musica il sentimento della sofferenza e della disperazione sublimando in canto anche una necessaria richiesta di aiuto alla santa e tutti noi rievochiamo Sant’Agata».