Bruxismo notturno: perché accade e come può aiutare l’osteopata

di Davide Bavetta

Il bruxismo notturno è un disturbo molto più comune di quanto si pensi e viene spesso scoperto tardi, quando compaiono sintomi persistenti o quando il dentista rileva segni di usura dentale. È una condizione che può manifestarsi con serramento (stringere i denti) o digrignamento (sfregarli), spesso durante il sonno, in modo involontario.

Nel mio lavoro di osteopata incontro molte persone che arrivano con un mal di testa ricorrente, tensione cervicale, dolore alla mandibola o una sensazione di affaticamento al risveglio. E solo dopo, mettendo insieme i segnali, emerge il collegamento: bruxismo.

Bruxismo: non riguarda solo i denti

Il primo equivoco da sciogliere è questo: il bruxismo non è un problema esclusivamente odontoiatrico. È una condizione che coinvolge un sistema complesso, dove entrano in gioco:

  • muscoli masticatori
  • articolazione temporo-mandibolare (ATM)
  • cranio e cervicale
  • postura
  • sistema nervoso autonomo
  • respirazione

Perché accade: il ruolo del sistema nervoso

Il bruxismo notturno è frequentemente associato a uno stato di iperattivazione del sistema nervoso. Non significa necessariamente “avere ansia”, ma può indicare che il corpo sta vivendo un periodo di carico prolungato. In termini semplici: il sistema nervoso fatica a spegnersi completamente anche durante il sonno.

Questo può tradursi in micro-attivazioni muscolari, soprattutto a livello della mandibola, che è una delle zone più sensibili alle tensioni.

I sintomi più comuni (che spesso non vengono collegati)

Molte persone convivono con il bruxismo senza rendersene conto, perché i segnali sono indiretti.

Tra i sintomi più frequenti:

  • mal di testa al risveglio, soprattutto alle tempie
  • dolore o affaticamento mandibolare
  • rigidità cervicale e tensione alle spalle
  • click mandibolari o blocchi dell’ATM
  • sensibilità dentale
  • disturbi del sonno e risvegli non ristoratori
  • fastidio vicino all’orecchio o senso di orecchio “pieno”

Uno degli aspetti più frustranti è che questi sintomi vengono spesso trattati separatamente, senza riconoscere l’origine comune.

Bruxismo e cervicale: una relazione molto frequente

Una parte importante del mio lavoro riguarda il legame tra mandibola e cervicale.
Dal punto di vista funzionale, sono due aree strettamente connesse. Quando la mandibola è in tensione, la cervicale tende ad adattarsi. E quando la cervicale è rigida, la mandibola tende a compensare. Questo può creare un circolo che alimenta dolore e rigidità.

Per questo motivo, in molti casi, il bruxismo richiede una visione più ampia.

Il ruolo della respirazione

Un altro elemento spesso sottovalutato è il respiro.
Quando una persona respira in modo superficiale, soprattutto in periodi di stress, il corpo rimane in uno stato di tensione.

Il diaframma lavora meno, il torace si irrigidisce e la muscolatura accessoria (compresa quella cervicale) tende a sovraccaricarsi.

In questo contesto, la mandibola diventa una delle aree in cui la tensione si scarica più facilmente, anche durante la notte.

Come può aiutare l’osteopata

L’osteopatia non ha l’obiettivo di “bloccare” il bruxismo, ma di lavorare sulle condizioni che lo favoriscono. Nel mio approccio, l’attenzione si concentra su:

  • mobilità dell’articolazione temporo-mandibolare
  • tensioni dei muscoli masticatori
  • cervicale e tratto dorsale
  • cranio e strutture correlate
  • diaframma e respirazione
  • equilibrio posturale generale

L’obiettivo è ridurre la tensione, migliorare la mobilità e aiutare il corpo a ritrovare un assetto più funzionale.

Il lavoro più importante non è “zittire” il sintomo, ma comprenderlo: perché sta accadendo, cosa lo alimenta, e come ridurre le condizioni che lo mantengono.