La proporzione aritmetica tra i libri oggi a disposizione sul mercato editoriale e il numero dei lettori è, a dir poco, squilibrata, a indubbio vantaggio della prima categoria sul secondo raggruppamento. Siamo solo in presenza di un rapporto squilibrato, grazie al quale un lettore può scegliere tra oltre cento titoli? La tara dell’offerta culturale è ben più grave, a nostro avviso, in quanto riguarda, in primis, aspetti fondamentali della formazione umana.
Qualità, orientamenti esistenziali, esempi da imitare non solo sono virtù che latitano, ma il solo nominarle crea imbarazzo, quasi si trattasse di vecchi arnesi, inservibili ad incidere nella realtà odierna. Nulla è più falso di quanti straparlano della fine della cultura mirata a finalità educative o, addirittura, delle Scienze Umane adoperate a finalità esistenziali e normative. Non appena finite di “turarvi il naso”, giusto per non dimenticare Montanelli, prendetevi di coraggio e ricostruite il primo ponte, necessario a superare le paludi limacciose del Presente. Riscopriamo la Storia a partire dai buoni libri.

Avete mai letto, per caso la Civiltà Medievale, magistralmente scritta per il grande pubblico dal compianto storico siciliano Antonino De Stefano (Vita, Trapani, 4 agosto 1880 ‒ Palermo, 5 dicembre 1964). Prosa brillante e scorrevole, contenuti espressi in maniera limpida e cristallina, manifestazione di una conoscenza profonda dei secoli compresi tra il IV e il XVI, con il corollario di mentalità, Valori di riferimento, odi e amori, creazioni e distruzioni che oggi parlano a tutti noi, vuoi dalle vetrate istoriate di una Cattedrale, vuoi da un codice miniato, vuoi dalle vestigia di un castello, vuoi dalle mura merlate di un centro storico.
«Carlo Magno, il grande Imperatore, abbracciando, configurando e plasmando tutti gli aspetti della vita medievale, nel campo politico e sociale come in quello religioso e culturale, era destinato ad essere lo strumento provvidenziale che doveva permettere alla Chiesa la piena realizzazione del suo destino storico». Avete ancora da perdere tempo con i social? Quando vi renderete conto, finalmente, che la Salvezza può venire anche dalla riattualizzazione delle nostre radici storiche? Non volete essere salvati, preferite rimanere ingranaggi di un meccanismo, diabolico e massificante, denominato dallo scrittore Paolo Volponi, la «Macchina mondiale»? Essere dei veri Cristiani, essere dei veri studiosi, essere dei veri intellettuali, ci obbliga ad essere scomodi ed antipatici, proprio come Antonino De Stefano. La Civiltà non si è mai costruita sulla passiva acquiescenza della pigrizia.
(Immagine posta a corredo del presente articolo, scelta dal prof. Leonardi a beneficio dei lettori. Un libro per uscire dalla crisi del Tempo Presente: Antonino De Stefano, Civiltà Medievale, Cinabro Edizioni, Roma 20232, pp. 204)