Agricoltura in crisi dopo il ciclone Harry: ancora nessuna risposta per i produttori siciliani

di Giuliano Spina

Gli effetti del ciclone Harry sull’agricoltura siciliana

A distanza di tempo dagli effetti devastanti del ciclone Harry, gli agricoltori siciliani attendono ancora risposte concrete. Una situazione che rischia di compromettere seriamente la ripartenza di un settore già duramente colpito negli ultimi anni da eventi climatici sempre più frequenti e intensi.

Negli ultimi cinque anni, infatti, le produzioni agricole hanno subito forti ridimensionamenti a causa di condizioni meteo avverse, con conseguenze pesanti su uno dei comparti chiave dell’economia dell’isola. Un indebolimento che si riflette anche sulla competitività delle aziende siciliane nei mercati internazionali.

Stato di calamità non dichiarato: cresce la preoccupazione

A destare particolare preoccupazione è la mancata dichiarazione dello stato di calamità per il settore agricolo, un passaggio ritenuto fondamentale per consentire l’accesso a risorse straordinarie, anche a livello extra regionale, indispensabili per sostenere le imprese colpite.

La richiesta di audizione in Commissione regionale

Per questo motivo, i parlamentari catanesi del gruppo autonomista — Giuseppe Lombardo, Ludovico Balsamo e Santo Primavera — hanno richiesto un’audizione dell’assessore regionale all’Agricoltura presso la terza commissione parlamentare (Attività produttive). L’obiettivo è quello di fare chiarezza sulle misure adottate e sui tempi di intervento, coinvolgendo anche i sindaci dei comuni interessati e le organizzazioni di categoria.

Nel corso dell’audizione, i deputati intendono ottenere risposte precise sull’iter relativo alle misure compensative, sui ritardi accumulati e sulle strategie per affrontare un’ulteriore criticità che grava sul comparto: il caro carburante. Un problema aggravatosi anche a seguito delle tensioni internazionali in Medio Oriente, che ha determinato un significativo aumento dei costi di produzione per le aziende agricole.

Il nodo degli aiuti economici e dei ritardi burocratici

La situazione resta dunque complessa e delicata, con il rischio concreto che, senza interventi tempestivi, molte imprese possano trovarsi in difficoltà irreversibili, mettendo a repentaglio non solo l’economia locale ma anche il futuro di un settore strategico per l’intera Sicilia.

L’allarme della Confederazione Italiana Agricoltori

Il presidente regionale della Confederazione Italiana Agricoltori, Graziano Scardino, ha posto la sua attenzione sull’attivazione delle misure per fronteggiare l’emergenza.
«Lo stato di crisi noi lo abbiamo chiesto fin da subito – ha detto Scardino –, da quando è avvenuto il ciclone Harry e poi con quello di San Valentino. Abbiamo chiesto che si attivino subito misure adeguate, in quanto i 5 milioni di euro previsti nella finanziaria regionale sono insufficienti. Quello che si deve fare subito è valutare subito in danni, un percorso già iniziato e che si deve completare il prima possibile perché uniche risorse da mettere a disposizione sono quelle della 102, la legge storica che prevede il risarcimento dei danni quando ci sono questi eventi in agricoltura. La macchina politica è già messa in moto e bisogna accelerare le procedure per mettere in piedi strumenti per ristorare gli agricoltori, in particolare quelli che hanno subito i danni. Si deve completare la ricognizione».

Caro carburante: costi in aumento per le imprese agricole

Riguardo al problema del caro carburante «abbiamo chiesto di intervenire sulle accise e soprattutto di fare la stessa cosa fatta per la pesca, ovvero di riconoscere il credito d’imposta per il 20 % sul costo del carburante. In questo momento l’agricoltura sta soffrendo e il caro carburante ha causato un aumento per i fertilizzanti perché molti derivano dalla chimica, dal petrolio e da quelle zone che in questo momento sono bloccate per via di quello che succede nello Stretto di Hormuz. Si deve calmierare il prezzo, ma il credito d’imposta è fondamentale perché parecchi agricoltori stanno utilizzando parecchio gasolio agricolo».

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