«Lo stato di crisi noi lo abbiamo chiesto fin da subito – ha detto Scardino –, da quando è avvenuto il ciclone Harry e poi con quello di San Valentino. Abbiamo chiesto che si attivino subito misure adeguate, in quanto i 5 milioni di euro previsti nella finanziaria regionale sono insufficienti. Quello che si deve fare subito è valutare subito in danni, un percorso già iniziato e che si deve completare il prima possibile perché uniche risorse da mettere a disposizione sono quelle della 102, la legge storica che prevede il risarcimento dei danni quando ci sono questi eventi in agricoltura. La macchina politica è già messa in moto e bisogna accelerare le procedure per mettere in piedi strumenti per ristorare gli agricoltori, in particolare quelli che hanno subito i danni. Si deve completare la ricognizione».
Caro carburante: costi in aumento per le imprese agricole
Riguardo al problema del caro carburante «abbiamo chiesto di intervenire sulle accise e soprattutto di fare la stessa cosa fatta per la pesca, ovvero di riconoscere il credito d’imposta per il 20 % sul costo del carburante. In questo momento l’agricoltura sta soffrendo e il caro carburante ha causato un aumento per i fertilizzanti perché molti derivano dalla chimica, dal petrolio e da quelle zone che in questo momento sono bloccate per via di quello che succede nello Stretto di Hormuz. Si deve calmierare il prezzo, ma il credito d’imposta è fondamentale perché parecchi agricoltori stanno utilizzando parecchio gasolio agricolo».