4 novembre, perché si celebra la Festa dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate
Sergenti Simone Ruggia e Claudio Marchesi, Tenente Franco Adriano Zecchillo, Sergente Laura Procacci: l’ultimo saluto, tributato dalle massime cariche dello Stato Italiano ai quattro militari caduti in Bosnia il 29 ottobre scorso, rappresenta un momento che porteremo, per sempre, tra le memorie civili di una Comunità Nazionale sofferente per la tragedia verificatasi e riconoscente verso i caduti nell’adempimento del loro pacifico dovere in Bosnia, nell’area denominata Brcko.
L’armistizio di Villa Giusti e la fine della Prima guerra mondiale
Quanti servono lo Stato indossando una divisa, sanno benissimo che il sacrificio della loro persona potrebbe fare parte dell’adempimento della loro Missione, alla quale hanno scelto, meritoriamente, di dedicare la loro esistenza terrena. Esercito Italiano, Marina Militare, Aeronautica Militare, Arma dei Carabinieri e Guardia di Finanza formano il corpo armato delle nostre forze di difesa.
Il Corpo militare volontario della Croce Rossa Italiana, il Corpo delle infermiere volontarie della Croce Rossa Italiana, il Corpo militare del sovrano militare, l’Ordine di Malta ausiliario dell’Esercito Italiano, il Corpo delle infermiere volontarie dell’ACISMON (sia pur quiescente) e l’Ordinariato Militare formano i Corpi Ausiliari delle Forze Armate. Cosa intendiamo oggi, mercoledì 4 novembre 2026, con la dicitura di «Forze Armate»?

Ecco a voi la risposta, mutuata dalla Costituzione della Repubblica Italiana del 1948. Per Forze Armate intendiamo «l’organizzazione di uomini e mezzi destinati alla difesa militare dello Stato, inquadrati gerarchicamente e sottoposti al comando, almeno formale del Capo dello Stato», come specifica l’articolo 87 della Costituzione sopracitata. Tra tanti giorni “papabili”, per quale ragione è stato scelto il 4 novembre?
Il sacrificio dei militari italiani caduti in Bosnia
Prima di chiedere a scolari immemori e a passanti indaffarati, di certo non per dimenticanze attribuibile a loro, riprendiamo un buon manuale di storia, di quelli in uso ai tempi del glorioso Liceo Classico che è stato e, lo speriamo vivamente, continuerà ad essere. Al netto di volgarissime strumentalizzazioni ideologiche, tutt’altro che assenti, la Verità storica è ricavabile a partire dalla più elementare delle azioni, tra le operazioni a nostra disposizione, da poter compiere: la conoscenza di quanto è avvenuto il 4 novembre.
Nello specifico, il 4 novembre del 1918 entrava in vigore l’armistizio di Villa Giusti, firmato il giorno precedente nei pressi di Padova. L’esercito italiano entrava a Trento e la marina italiana dominava su Trieste. Una volta sconfitto l’esercito austriaco, il Secondo Risorgimento Italiano era simbolicamente compiuto.
Forze Armate, il valore del servizio alla Repubblica
Quanti di noi fischiettano, ancora oggi, la celebre canzone del Piave, il fiume sul quale vennero combattute le più aspre battaglie tra l’esercito italiano e gli eserciti del nemico, durante la Prima Guerra Mondiale del 1914-1918? Cosa significa dire, oggi, «qui non passa lo straniero»?
Quanti oggi vogliono cancellare ogni nostra usanza a beneficio della consumistica (e satanica) ritualità di Halloween, quanti vogliono farci credere che manifestanti a viso coperto e inneggianti all’integralismo siano parimenti stimabili rispetto a quanti lavorano civilmente e duramente ogni giorno, quanti vorrebbero, addirittura cancellare il Santo Natale per fare posto a non si sa cosa.
Dal Piave alla memoria nazionale: il significato del 4 novembre
Vogliamo poi ricordare quanti vorrebbero eliminare tutte le sacrosante differenze di genere, fonte di ricchezza e di arricchimento nelle relazioni tra il genere maschile e quello femminile? Di stranieri, ne abbiamo davvero troppi.
Ritornare alle pacifiche celebrazioni del 4 novembre, servirà a tutti noi per riscoprire tanto quello che siamo, quanto ad allontanare, come straniero da noi, quello che distruggerebbe quanto è stato faticosamente costruito nel corso di lunghissimi e travagliati secoli: la Civiltà Cristiana nella quale viviamo, insostituibile fonte di vera libertà, di vero progresso, di vera giustizia. Buon 4 novembre a tutti voi, nel segno del rispetto e della gratitudine per le Forze Armate e nel ricordo dell’inscindibile unità dell’Italia! Uniti si vince, ieri come oggi, oggi come domani.
(Immagine posta a corredo del presente articolo, scelta dal prof. Leonardi a beneficio dei lettori). Nella sua essenzialità, il manifesto celebrativo sulla «Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate», meritoriamente diffuso dal Ministero della Difesa della Repubblica Italiana, dice pressoché tutto. Oggi, mercoledì 4 novembre 2026, ricorre in Italia una giornata che tutti noi dovremmo concelebrare, nella piena consapevolezza di quanto siano necessarie le Forze Armate al corretto funzionamento della Nazione Italiana)