Cortei, cori, bandiere: scusate tanto, ma che c’azzecca la bandiera della Palestina con la lotta al caro-vita? Forse non ce ne siamo accorti: a Gaza danno la benzina gratis? Siamo proprio sicuri che su Marte non ci sia una governante rapportabile a Giorgia Meloni? Qualora dovessimo dare retta ai ragazzotti che hanno riempito le strade di tutta Italia, in occasione dello sciopero nazionale di venerdì 30 dicembre 2026, faremmo meglio ad andare a Cuba, muniti di biglietto aereo di sola andata.
Di certo il razionamento dell’energia elettrica è preferibile al caro-bollette, a detta di alcuni filo-non si sa cosa, anti-sempre e comunque contro la nostra (validissima) Giorgia nazionale. Tuttavia, non vi auguriamo di necessitare della struttura ospedaliera nell’isola di Fidel Castro e di Ernesto «Che» Guevara: non è sempre agevole il rientro a Roma con il primo aereo disponibile! Continuate pure a dibba-ttere (ogni riferimento ai protestatari di mestiere è puramente voluto, non ci prendete per sgrammaticati, non lo siamo affatto!) sulle storture della nostra società capitalista.

Mai avremmo da obiettare nulla in proposito! Lo sciopero, in particolare quello degli studenti delle scuole, è un rito laico che attraversa le generazioni. Manifestare il dissenso tramite lo sciopero: pratica aberrante, da cancellare? Neanche per scherzo! Partecipare ad un corteo, condividere un’emozione, scandire gli stessi cori, leggere e dibattere su autori, libri, dischi e riviste non è mai una perdita di tempo. Ci si forma anche con la partecipazione a momenti di aggregazione comunitaria.
Ben venga lo sciopero, qualora fatto cum grano salis e senza danneggiare chi non ha colpe per il prezzo del gasolio alle stelle. La povera pensionata che non trova nemmeno una bottiglia d’acqua, sparita dagli scaffali del supermercato sotto casa, a vostro dire è la persona giusta da colpire con la protesta? Ben altra cosa, rispetto ad una manifestazione studentesca, è la condotta da scioperati. Distruggere attività commerciali, lanciare sanpietrini contro le forze dell’ordine, caricare gli agenti in tenuta antisommossa, là convenuti per svolgere onestamente il proprio lavoro, non c’entra una mazza con lo sciopero.
«Intendete forse voi per “selvaggi” degli zotici che vivono in capanne con le loro donne e alcuni animali, esposti incessantemente a tutte le intemperie delle stagioni»? Dal 1740, l’interrogativo formulato da Voltaire, nel suo «Saggio sui costumi e lo Spirito delle Nazioni», non smette di inquietarci. Non esiste una risposta definitiva.
Ricorrere nuovamente a quest’opera monumentale, può comunque aiutarci a trovare una via d’uscita. «Prima di giungere a formare una società numerosa, un popolo, una nazione, occorre un linguaggio, e questa è la cosa più difficile». Ogni giorno, esternare anche il più piccolo vagito, speso nel creare un linguaggio comune e condiviso tramite la parola scritta diffusa nei canali della comunicazione, sarà in grado di dare forma ai nostri disagi, senza perdere di vista i riferimenti a quei Valori che hanno formato la Civiltà Cristiana.
Difendere, discutere e diffondere, ogni giorno della nostra vita, quei Valori che hanno conservato l’eredità greco-romana e giudaica fino ai giorni nostri, permetterà a tutti noi di distinguerci da quei selvaggi, altrimenti detti scioperati. «Autodafé immaginato» è stato creato per questo: creare e propagare un linguaggio, schietto, graffiante e ricco di contenuti, un linguaggio nel quale tutti possiamo riconoscerci. Siamo arrivati a quota cento. La «Buona Battaglia», chiosiamo San Paolo, verrà ancora combattuta, nelle centinaia di puntate a venire.
(Immagine posta a corredo del presente articolo, scelta dal prof. Leonardi a beneficio dei lettori. Siamo arrivati a quota 100. Lo scrivente della presente rubrica si è posto, da tempo sotto la protezione dell’Arcangelo Michele. Nell’auspicio di continuare la Buona Battaglia, di paolina memoria, Marco Leonardi porge un sincero grazie a tutti i suoi lettori, per la pazienza e la simpatia dimostrata in questi mesi. «Autodafé immaginato» prosegue! Continueremo a disturbarvi, a farci detestare, ad essere antipatici. Senza un serio e ponderato anticonformismo, Montanelli docet, non potrà mai esserci la crescita spirituale, civile ed economica del proprio popolo, della propria comunità. Ad Maiora, Autodafé immaginato!