Nausea e vomito nel cane, come riconoscere i segnali e quando preoccuparsi

di Giuliano Spina

La nausea e il vomito sono disturbi piuttosto comuni nei cani, ma non devono essere sottovalutati. Dietro un episodio isolato può esserci un’indigestione, magari dopo aver mangiato qualcosa durante una passeggiata, ma quando il problema si ripete o si accompagna ad altri sintomi può nascondere condizioni più serie. Riconoscere i segnali, osservare ciò che accade e sapere quando rivolgersi al veterinario è fondamentale per tutelare la salute del proprio animale.

A spiegare come interpretare questi sintomi è Mirko Ivaldi, veterinario appassionato di divulgazione, che accompagna i proprietari alla scoperta dei principali segnali da non trascurare.

«Il vomito è un sintomo ma è anche un meccanismo di difesa, ovvero l’organismo espelle un qualcosa che può essere estraneo o non digerito, comunque qualcosa che non va bene, dallo stomaco e lo butta fuori. Questo è il principio che c’è appunto dietro al vomito stesso», spiega Ivaldi.

Come riconoscere la nausea nel cane

Prima che si verifichi il vomito vero e proprio, il cane può manifestare alcuni comportamenti che aiutano a riconoscere uno stato di malessere. L’animale può apparire irrequieto, agitarsi, camminare in cerchio per qualche istante e poi fermarsi. Un altro segnale da osservare è il leccamento frequente del naso, più intenso rispetto al comportamento abituale.

«Un cane con nausea, quindi prima di avere vomito, è abbastanza irrequieto, tende a essere agitato, a volte cammina un pelo in tondo, poi si ferma. Questo è in realtà un segno di malessere abbastanza generalizzato. E poi comincia a leccarsi il naso in maniera, non dico compulsiva, però con una frequenza decisamente superiore alla norma», racconta il veterinario.

La nausea può quindi precedere i conati, che non sempre portano all’espulsione di materiale. Quando il cane apre la bocca, inarca la schiena e contrae la muscolatura addominale, il vomito può diventare produttivo. È importante, inoltre, distinguere questo fenomeno dal rigurgito: quest’ultimo consiste nella fuoriuscita passiva di materiale dall’esofago, senza le contrazioni attive tipiche del vomito.

Le possibili cause: dall’indigestione ai problemi più seri

Le ragioni per cui un cane vomita possono essere numerose e di diversa gravità. Un episodio può essere legato a una gastrite acuta, magari dopo aver ingerito qualcosa di inadatto, oppure a problemi digestivi che si ripresentano nel tempo. Tra le possibili cause rientrano anche patologie gastriche, intestinali o epatiche, condizioni di forte agitazione e situazioni che richiedono un intervento tempestivo.

«Il vomito è un sintomo che ha cause veramente molteplici. Può essere un sintomo di un avvelenamento, può essere un sintomo di una gastrite acuta da cane che mangia schifezze, può essere un qualcosa di cronico per problemi gastrici o epatici o intestinali», sottolinea Ivaldi.

Particolare attenzione va riservata ai conati ripetuti che non producono vomito. In alcuni casi possono essere associati a condizioni molto gravi, come la dilatazione-torsione gastrica, un’emergenza veterinaria. La frequenza degli episodi, la loro intensità e le condizioni generali dell’animale sono elementi importanti per valutare la situazione, senza però tentare di formulare una diagnosi autonomamente.

Il colore del vomito può fornire indicazioni

Osservare ciò che il cane espelle può aiutare il veterinario a ricostruire l’origine del disturbo. Se il materiale contiene cibo poco digerito, per esempio, può essere utile capire quanto tempo è trascorso dal pasto, se l’animale ha mangiato troppo e se l’episodio si è già verificato in precedenza.

«Se è cibo parzialmente o non digerito, abbiamo un caso in cui l’animale ha dei problemi di digestione, o acuti, magari ha mangiato troppo, ha mangiato qualcosa che in quella specifica razione giornaliera non era a posto», spiega il veterinario.

Un vomito biancastro o schiumoso può contenere saliva e succhi gastrici ed essere associato a un’irritazione dello stomaco. Quello giallastro o verdastro può invece contenere bile. Il significato di questi segnali dipende dal quadro complessivo: un singolo episodio, infatti, non permette da solo di stabilire quale sia la causa.

La presenza di sangue merita un’attenzione particolare. Il sangue rosso vivo può indicare un sanguinamento recente, mentre materiale scuro, simile a fondi di caffè, può essere compatibile con sangue parzialmente digerito. Anche feci nere, lucide e catramose, definite melena, possono segnalare un sanguinamento gastrointestinale e richiedono una valutazione veterinaria urgente.

«Se c’è del sangue vivo, quindi parliamo di sangue rosso, è sangue che proviene probabilmente da qualche capillare prima dello stomaco, quindi parliamo di esofago, di gola. Questo perché se il sangue finisce all’interno dello stomaco viene comunque digerito e assume una colorazione nerastra», osserva Ivaldi.

Anche un vomito dal colore insolito, soprattutto se associato al sospetto di ingestione di sostanze tossiche, deve essere considerato un campanello d’allarme. Non è possibile identificare un veleno soltanto dal colore del materiale espulso: se si sospetta un avvelenamento, occorre contattare immediatamente un veterinario o un pronto soccorso veterinario, senza aspettare che compaiano altri sintomi.

Un’altra situazione possibile, soprattutto negli animali giovani o in quelli con infestazioni parassitarie importanti, è il vomito contenente vermi. In questo caso è necessario rivolgersi al veterinario per individuare i parassiti e impostare il trattamento adeguato.

Cuccioli, cani anziani e abitudini da tenere sotto controllo

L’età e la storia clinica dell’animale sono elementi importanti per comprendere il significato di nausea e vomito. Un cane giovane che tende a raccogliere e ingerire qualsiasi cosa durante le passeggiate può essere maggiormente esposto a episodi di gastrite acuta o all’ingestione di corpi estranei e sostanze pericolose. Un animale anziano, soprattutto se soffre già di patologie, può invece manifestare disturbi anche in presenza di stimoli relativamente modesti.

«Se ho un cane giovane che ha il brutto vizio, quando in passeggiata, di letteralmente ficcare il naso ovunque, qualsiasi schifezza assaggiarla o leccarla, è facile che si possa sviluppare a volte delle gastriti acute da schifezza. Se ho un cane che magari già un po’ anzianotto, che ha già di suo dei problemi allo stomaco, è facile che basti veramente poco per farlo vomitare o per dargli dei conati di nausea», spiega Ivaldi.

Per questo motivo, quando si contatta il veterinario, è utile riferire che cosa il cane potrebbe aver mangiato, quando è comparso il primo episodio, quante volte ha vomitato e se sono presenti altri sintomi, come debolezza, dolore addominale, diarrea o perdita di appetito. Anche una fotografia del materiale espulso, se possibile, può essere utile per fornire informazioni senza doverlo manipolare.

Quando rivolgersi al veterinario e perché evitare il fai da te

Non tutti gli episodi di vomito hanno la stessa gravità, ma è importante non sottovalutare quelli ripetuti, persistenti o accompagnati da un peggioramento delle condizioni generali. Conati improduttivi frequenti, addome gonfio o dolorante, sangue nel vomito, marcata debolezza e sospetta ingestione di sostanze tossiche richiedono un intervento veterinario urgente. Nei cuccioli e nei cani fragili è opportuno mantenere una soglia di attenzione particolarmente alta.

Esistono terapie contro la nausea e il vomito, ma la scelta dipende dalla causa e dalle condizioni dell’animale. In alcuni casi il veterinario può intervenire sui sintomi; in altri è necessario individuare e trattare il problema che li provoca.

«Per nausea e vomito esistono delle terapie. Se è un qualcosa di acuto o di raro, ovviamente si fa un qualcosa di una terapia, chiamiamola sintomatica, quindi si va ad agire sopra con un antinausea o con un antiacido, tenendo presente che qualsiasi farmaco di questo genere va comunque dato sempre ed esclusivamente sotto controllo veterinario», precisa Ivaldi.

Somministrare farmaci di propria iniziativa può essere rischioso, così come tentare di provocare il vomito senza indicazioni professionali. La priorità è capire che cosa stia succedendo e intervenire nel modo più appropriato.

Il consiglio conclusivo del veterinario è quindi quello di non affidarsi a interpretazioni improvvisate e di coinvolgere chi conosce la storia clinica del cane. «Perché comunque sia conosce la storia clinica del vostro animale e allo stesso tempo saprà volta per volta consigliarvi al meglio per gestire il vostro animale», conclude Ivaldi.