Cibi umani da non somministrare a cani e gatti: come comportarsi?

di Giuliano Spina

Quali sono gli alimenti che possiamo condividere con i nostri cani e gatti e quali, invece, possono essere pericolosi? È una domanda che molti proprietari si pongono, soprattutto quando si tende a considerare innocuo un piccolo assaggio della nostra tavola. In realtà, alcuni alimenti destinati al consumo umano possono provocare problemi anche seri ai nostri amici a quattro zampe.

A fare chiarezza è il veterinario esperto di divulgazione Mirko Ivaldi, che spiega quali alimenti possono essere inseriti, con le dovute precauzioni, nell’alimentazione degli animali e quali è invece preferibile evitare.

Pochi alimenti della nostra tavola sono adatti agli animali

«Sono davvero pochi gli alimenti umani adatti anche ai nostri animali», sottolinea Ivaldi. «Le frattaglie possono essere somministrate e, per un’alimentazione di tipo casalingo, la base può essere rappresentata da carne o frattaglie, come trippa, fegato o cuore».

Si tratta di alimenti che possono essere utilizzati nell’ambito di una dieta casalinga formulata correttamente, ma non significa che possano essere somministrati senza criterio o in quantità casuali.

Per quanto riguarda la preparazione, il veterinario spiega che «l’ideale sarebbe somministrarli appena sbollentati per un discorso di carattere igienico-sanitario». Esistono infatti anche regimi alimentari che prevedono la somministrazione di alimenti crudi, ma richiedono particolare attenzione alla gestione e alla conservazione degli ingredienti.

Attenzione alla dieta a base di alimenti crudi

La cosiddetta alimentazione cruda richiede infatti una gestione particolarmente accurata degli alimenti e della catena del freddo.

«Questa dieta è comunque sconsigliata perché con essa è molto difficile mantenere la catena del freddo, a meno che non si abbia la possibilità di non far scendere la temperatura, prendendo gli alimenti in un negozio a poca distanza da casa», spiega Ivaldi.

Il tema della sicurezza alimentare diventa quindi centrale: la gestione, la conservazione e la preparazione degli alimenti devono essere particolarmente accurate per ridurre i rischi igienico-sanitari.

Verdure, frutta e spezie: cosa sapere

Tra gli alimenti vegetali, il veterinario indica alcuni ortaggi che possono essere utilizzati nell’alimentazione del cane.

«Gli ortaggi devono essere stracotti in modo da permettere all’animale di digerirli bene. Tra questi ci sono le zucchine e i finocchi», spiega Ivaldi.

Anche le spezie richiedono cautela. «Tra le spezie possono essere mangiate la curcuma e lo zenzero, ma dato che non sono facili da dosare durante l’alimentazione è meglio evitare perché difficili da gestire».

Un alimento da escludere è invece il pepe, indicato dal veterinario come tossico per il cane.

Per quanto riguarda la frutta, Ivaldi cita il mirtillo tra gli alimenti consentiti. Anche in questo caso, però, la quantità e la frequenza devono essere adeguate all’alimentazione complessiva dell’animale.

Latticini e formaggi: meglio con moderazione

Anche i latticini non sono tutti uguali.

«Tra i latticini vanno bene i formaggi molto stagionati, anche se devono essere dati in quantità limitata. Sono molto ricchi di sale», spiega il veterinario.

Il latte, invece, è da escludere perché contiene lattosio, che può essere difficilmente digeribile dal cane e provocare disturbi gastrointestinali.

Salumi e avocado da evitare

Tra gli alimenti che è preferibile non offrire ai nostri animali ci sono anche i salumi, generalmente ricchi di sale e grassi.

Anche l’avocado, secondo le indicazioni fornite da Ivaldi, rientra tra gli alimenti da evitare.

La regola generale, quindi, è non trasferire automaticamente le nostre abitudini alimentari a cani e gatti. Un alimento adatto all’uomo non è necessariamente sicuro per un animale.

Pasta e riso sì, ma ben cotti

Pasta e riso possono invece essere utilizzati nell’alimentazione del cane, purché siano adeguatamente cotti.

«Pasta e riso vanno bene se scotti», precisa Ivaldi.

Anche in questo caso, però, non si tratta di alimenti da aggiungere indiscriminatamente alla dieta quotidiana: quantità e composizione dell’alimentazione devono essere valutate in relazione alle esigenze dell’animale.

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