Donne rurali, custodi della terra e del futuro: il loro lavoro vale più di quanto venga riconosciuto

di Tindaro Guadagnini

Il 15 ottobre si celebra la Giornata internazionale delle donne rurali. Dall’agricoltura alla tutela della biodiversità, il contributo femminile è fondamentale per le comunità e la sicurezza alimentare. Ma restano disuguaglianze nell’accesso alla terra, al credito e alle opportunità economiche.

Dietro il cibo che arriva sulle nostre tavole, la cura dei territori e la conservazione di antichi saperi agricoli c’è anche il lavoro quotidiano di milioni di donne. Un impegno che spesso rimane lontano dai riflettori, ma che rappresenta una risorsa essenziale per l’economia, l’ambiente e la vita delle comunità. È a loro che è dedicata la Giornata internazionale delle donne rurali, che ricorre oggi, 15 ottobre, per richiamare l’attenzione sul ruolo delle donne nello sviluppo agricolo e rurale e sulla necessità di garantire diritti e pari opportunità.

Un lavoro essenziale, ancora troppo poco visibile

Le donne rurali sono protagoniste di numerose attività: coltivano la terra, allevano animali, contribuiscono alla trasformazione dei prodotti, custodiscono le tradizioni alimentari e partecipano alla gestione delle risorse naturali. In molti contesti si fanno carico anche del lavoro domestico e dell’assistenza familiare, sommando responsabilità professionali e di cura.

Eppure, il loro contributo non sempre si traduce in un riconoscimento economico e sociale adeguato. L’accesso alla proprietà fondiaria, ai finanziamenti, alle tecnologie, ai mercati e ai ruoli decisionali continua a essere diseguale. Una disparità che limita l’autonomia delle lavoratrici e imprenditrici agricole e ostacola lo sviluppo delle stesse comunità rurali.

Le donne rappresentano una componente fondamentale dei sistemi alimentari mondiali, ma incontrano ancora ostacoli strutturali nell’accesso alle risorse produttive e alle opportunità di crescita. Riconoscere il loro lavoro significa, quindi, affrontare disuguaglianze che hanno conseguenze non soltanto individuali, ma anche economiche e sociali.

Ambiente, biodiversità e sicurezza alimentare

La ricorrenza assume un significato ancora più importante in un momento in cui il cambiamento climatico, la tutela del suolo e la sostenibilità dei sistemi agricoli sono diventati temi centrali.

Le donne che lavorano nelle aree rurali contribuiscono alla conservazione delle sementi, alla salvaguardia della biodiversità, alla gestione dell’acqua e alla trasmissione delle conoscenze legate alle coltivazioni e agli ecosistemi locali. Saperi tramandati nel tempo che, integrati con l’innovazione, possono aiutare a rendere l’agricoltura più resiliente e rispettosa dell’ambiente.

Il riconoscimento di questo ruolo non riguarda soltanto il settore primario. Significa anche difendere la qualità del cibo, preservare il patrimonio naturale e culturale e sostenere modelli di sviluppo capaci di coniugare crescita economica e tutela del territorio.

La sfida riguarda anche la Sicilia

In Sicilia, dove l’agricoltura è parte integrante del paesaggio, dell’economia e dell’identità culturale, il ruolo delle donne rurali merita un’attenzione particolare. Dalle aziende agricole alle realtà familiari, dalla trasformazione alimentare alla valorizzazione delle produzioni locali, il lavoro femminile contribuisce alla vitalità dei territori e alla continuità delle tradizioni.

Le aree interne e i piccoli centri devono confrontarsi con sfide come lo spopolamento, la difficoltà di accesso ai servizi, il ricambio generazionale e la necessità di creare nuove opportunità di lavoro. In questo scenario, sostenere le donne che scelgono di investire nell’agricoltura e nell’imprenditoria rurale significa anche rafforzare le comunità e offrire nuove prospettive alle giovani generazioni.

Perché il futuro delle campagne non dipende soltanto dalla produttività, ma anche dalla capacità di rendere questi luoghi vivibili, attrattivi e ricchi di opportunità.

Dalle celebrazioni ai diritti concreti

Istituita dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite nel 2007 e celebrata per la prima volta nel 2008, la Giornata internazionale delle donne rurali punta a riconoscere il contributo femminile allo sviluppo agricolo, alla sicurezza alimentare e alla lotta contro la povertà nelle aree rurali.

Il 2026 è inoltre l’Anno internazionale delle donne agricoltrici, proclamato dalle Nazioni Unite per valorizzare il contributo femminile ai sistemi agroalimentari e richiamare l’attenzione sulle condizioni in cui le donne lavorano.

La sfida va oltre la celebrazione simbolica. Occorrono politiche che favoriscano l’accesso alla terra e al credito, la formazione, servizi adeguati, condizioni di lavoro dignitose e una partecipazione effettiva delle donne ai processi decisionali. È necessario, inoltre, riconoscere il valore del lavoro di cura, spesso non retribuito, che continua a gravare in misura significativa sulle donne.

La Giornata internazionale delle donne rurali invita a guardare con maggiore attenzione a chi, ogni giorno, contribuisce a mantenere vivi i territori e a garantire risorse fondamentali per tutti.

Valorizzare le donne rurali significa investire nel futuro dell’agricoltura, nella sostenibilità ambientale e nella coesione sociale. Perché la terra non è soltanto una risorsa da coltivare: è un patrimonio da proteggere, e chi se ne prende cura merita diritti, opportunità e riconoscimento.

jacktoto