Malati di collezionismo? Per niente, diremmo “malati” di egotismo! La frenesia da acquisto compulsivo, nell’illusoria speranza di “fare soldoni” con la rivendita dei collezionabili, a prezzi stramaggiorati poche ore dopo la loro uscita, rivela una bruttissima tendenza del nostro presente. Non acquistiamo più per fruire del prodotto, sia esso un fumetto, una trading card, o un gadget dalla millantata tiratura limitata. L’importante è comprare, comprare, comprare. Un esempio da riportare, tra centinaia possibili? L’ultimo numero di «Dylan Dog», andato letteralmente a ruba nel giorno della sua uscita. Come e perché uscirne?

di Marco Leonardi

Troviamo oggi l’ennesima parola, consona al nostro modo di stare nel mondo di oggi: egotismo. «Stima eccessiva di sé che induce ad attribuire valore solo alle proprie esperienze e a parlare esclusivamente di sé». La definizione della parola egotismo, ricavata dalla consultazione del dizionario della lingua italiana, non lascia adito a dubbi. Ogni nostra azione, oggi, è improntata al soddisfacimento del proprio ego, il nuovo «vitello d’oro» dinanzi al quale prostrarsi.

Il moto orgiastico non sarà quello da «Antico Testamento», ma le finalità demoniche sono, ahimé, le medesime. Fino a qualche decennio addietro, nel contegno e negli eccessi, era il singolo ad “uniformarsi” al suo modello di riferimento. Portati i capelli con ricciolone a cannolo sopra la testa? Emulavi Elvis Presley. Indossavi jeans a zampa d’elefante e ti recavi in discoteca con tanto di camicia sbottonata e catenina in evidenza? Il tuo modello era il John Travolta della «Febbre del Sabato sera».

Il 26 settembre del 2026 acquisti una copia di «Dylan Dog», la numero 481 della serie regolare, dal forte valore simbolico, in quanto celebrativa dei quarant’anni di un personaggio a fumetti che ha segnato l’immaginario collettivo di almeno tre generazioni di giovani? Scordatevi che l’albo sia servito a ricordare, identificarsi o ripercorrere le gesta dell’«Indagatore dell’incubo» per eccellenza? Volete conoscere, approfondire, farvi affascinare dalle battute esilaranti di Groucho, l’assistente sofista/macchiettista del protagonista? Mai fare di tutta l’erba un fascio! Siamo pronti a scommettere, però, che la stragrande maggioranza degli acquirenti non ha nemmeno aperto l’albo celebrativo.

Da perfetti egotisti, quali siamo diventati, la propria esperienza che conta, è quella dello spacchettare un albo, magari acquistato in dieci o più copie, al fine di trovare tutte e quattro le copertine. Esse sono state singolarmente inserite, in una confezione sigillata, a firma di artisti dal calibro eccezionale, quali Gianluca o Raul Cestaro per la copertina a tiratura regolare, Claudio Villa, presente in una copia su quattro, Corrado Roi, la cui copertina sarà fruibile in rapporto di una ogni quaranta, e, leggete, leggete, Angelo Stano, la cui copertina sarà più rara delle gemme ricercate da Indiana Jones.

Del disegnatore pugliese i lettori fruiranno, appena, di una copia ogni quattrocento disponibili! I lettori, abbiamo scritto davvero: i lettori? Andate su Facebook, aprite Instagram, consultate Telegram: quanti hanno speso una sola riga, un solo filo di fiato, una sola diretta video, per commentare, valutare, ponderare i contenuti dell’albo? A proposito, sapete che si intitola «Prima che sia l’alba?». Tutti, o meglio quasi tutti, a vantare o deplorare di avere trovato questa o quella copertina. Dov’è finita l’identificazione con un personaggio, con le sue battute, con i proverbiali “ghirigori”, usciti dalla bocca dei comprimari? Uscire dalla sindrome di egotismo compulsivo non è impresa facile. Apriamo «Prima che sia l’alba» e iniziamo a leggere. Se non vi concentrerete sulla lettura e continuerete a farfugliare su questa o quella copertina, rischiereste di finire la lettura dell’albo tra quarant’anni!

(Immagine posta a corredo del presente articolo, scelta dal prof. Marco Leonardi a beneficio del lettore. Riuscireste a credere che il “piacere” di spacchettare un albo imbustato è stato replicato decine di volte, da parte di appassionati e curiosi del fumetto «Dylan Dog»? Quanti hanno letto la storia contenuta in «Dylan Dog n. 481», uscito il 26 settembre del 2026 e andato esaurito nel giro di poche ore? Non ci stancheremo mai di ammonire i nostri lettori nel non cadere in operazioni di marketing, ben poco consone a valorizzare il messaggio, la fattura artistica e le finalità di un’opera d’arte, fumetti compresi.)

Autodafé immaginato, puntata n° 78 di martedì 29 settembre 2026

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