Ripercorrere i passi di un’esistenza da sogno (americano): siamo tutti «Rocky Balboa»! Il 29 settembre 2026 uscirà, in contemporanea mondiale, il libro-memoriale di Sylvester Stallone, intitolato «The Steps. A memoir.» Cosa potremmo e dovremmo aspettarci da un libro che entrerà, di diritto, tra le testimonianze della cultura popolare?

di Marco Leonardi

Credete nel «sogno americano»? Diffidate dal «sogno americano»? Non avete mai sentito parlare del «sogno americano»? L’essenza di quello che il mondo intero riconosce alla definizione di «American Dream», è sempre la medesima. Dalla Costituzione degli Stati Uniti d’America, datata 1787, all’America di Donald Trump, il sogno è quello di vivere un presente all’insegna della libertà, dell’impegno sul lavoro e del sacrificio a beneficio di sé, dei propri cari e della comunità circostante, al fine di costruire un futuro prospero pe sé e le generazioni a venire. Qual è la condizione per realizzare questo sogno? Mettere in gioco sé stessi, ogni giorno, senza riserve.

Avere la possibilità di realizzare la propria persona in una società che riduce al minimo le differenze di ceto sociale o di appartenenza a questa o quella “cordata”. Fruire di quelle possibilità, del tutto inaspettate, che la vita ci può riservare, in quanto provenienti da una società, quella statunitense, immaginata come un Eldorado in grado di offrire a tutti, ma proprio a tutti, la possibilità per emergere, a patto che ci si impegni fortemente per arrivare alla meta. Sogno? Utopia? Realtà possibile o meramente immaginata?

Il cinema, le arti e le biografie di taluni ci fanno credere che tutto questo sia realizzabile. Quando poi ammiriamo, ci commuoviamo, ci identifichiamo nel personaggio inventato di turno, il gioco è fatto. Esiste favola cinematografica migliore della saga di «Rocky Balboa», per dare una forma, una faccia, una trama a quella tanto favoleggiata American way of life, divenuta ormai patrimonio globale dell’umanità?

Domani, martedì 29 settembre 2026, gli esegeti, favorevoli o contrari poco importa, del «Sogno Americano», potranno sfogliare un libro, destinato a diventare una testimonianza di prim’ordine su quell’uomo che ha vissuto e realizzato il «Sogno Americano» nella sua interezza: Sylvester Stallone. «The steps. La mia vita. Un passo dopo l’altro» (Rizzoli, Milano 2026, pp. 416, Euro 23), è il titolo dell’edizione italiana del libro-memoriale di uno degli attori statunitensi tra i più amati al mondo.

Da poco arrivato al traguardo degli ottant’anni di vita, raggiunto il 6 luglio scorso, Sylvester Enzio Stallone pubblica un libro finalizzato a ripercorrere i diversi gradini, in inglese detti steps, che lo hanno portato ad essere l’amatissimo Rocky Balboa, il truce Rambo, e tutta una serie di personaggi iconici del cinema d’azione, non ultimo il Tulsa King che ha spopolato sulle piattaforme digitali. Nella sua ultima intervista, concessa al rinomatissimo quotidiano «The New York Times», il colloquio sulle memorie dell’attore italo-newyorkese anticipa quali sorprese potremmo leggere dal suo ultimo libro: «Sylvester Stallone hid his struggles for Decades. Now He’s Coming clean».

Dopo anni di celebrazioni, arriva il tempo delle introspezioni. Questi sono i beati effetti della Senectute, come insegnatoci da Cicerone: la fine della vita activa porta l’anziano a rivedere, tassello dopo tassello, per «Rocky Balboa» passo dopo passo, le singole fasi della propria vita, quel carosello indomabile di eventi sfociati in vittorie o sconfitte, quell’insieme di relazioni umane da noi tessute, generatrici di amore, amicizia, odio, rivalità e quant’altro.

Il re è nudo? Non siamo abituati a coglionare il lettore, in quanto non abbiamo letto il libro in anteprima. Nelle settimane a venire, potremo verificare se quanto è riportato come gradino, risponda ad una versione edulcorata o attendibile dell’uomo, dell’attore, dello sceneggiatore Sylvester Stallone. Nel momento in cui scriviamo, non possiamo che invitare tutti voi a leggere l’ultima fatica del neo-ottantenne. Per quale motivo? Per essere stato in grado di regalarci sogni di riscatto.

Quel ring nel quale tutti noi ogni giorno combattiamo, chiamato vita quotidiana, ci ha messo a tappeto un’infinità di volte. Tutte le volte che ci siamo rialzati, abbiamo messo in atto, anche a nostra insaputa, il semplicissimo insegnamento di un pugile italoamericano, nato dalla fantasia geniale, e all’epoca bistrattata, di uno sceneggiatore, che aveva creato il personaggio di «Rocky Balboa» per dare voce, forma e lieto fine a quanti, ogni giorno, “boxano” per inseguire e realizzare i propri sogni, in un’altalena infinita di sconfitte e di vittorie. Non occorre di recarsi necessariamente al «Philadelphia Museum of Art», per provare cosa significhi la gioia e la sofferenza di scalare i gradini dell’esistenza. Noi siamo Rocky. È giunto il momento di documentarci meglio su Sylvester Stallone.

(Immagine posta a corredo del presente articolo, scelta dal prof. Leonardi a beneficio del lettore. Domani, martedì 29 settembre, un nuovo bestseller mondiale sarà a nostra disposizione. Ecco a voi la copertina: il libro è già talmente famoso, da non richiedere informazioni suppletive. “Re” Sylvester Stallone, adesso, è definitivamente “messo a nudo”)

Autodafé immaginato, puntata n° 77 di lunedì 28 settembre 2026

jacktoto

jacktoto

slot gacor

jacktoto