Abbiamo già visto come Acireale, seppur in tono minore rispetto ad altri grandi centri dell’Isola, sia una delle città siciliane in cui il Barocco ha lasciato un’impronta significativa. A raccontare la particolare stratificazione artistica della città è soprattutto il suo monumento simbolo: il Duomo, un edificio nel quale convivono epoche e linguaggi architettonici differenti.
Dalle origini alla cattedrale
Le origini dell’edificio religioso risalgono all’epoca aragonese, quando nell’area sorgeva una cappella a tre mura. In epoca spagnola questa prima struttura venne demolita e sostituita da un nuovo edificio di culto, orientato secondo l’asse est-ovest.
Alla fine del XVI secolo venne quindi deliberata la costruzione di una nuova chiesa, destinata a diventare l’attuale Duomo. La realizzazione proseguì nei decenni successivi e sulla pietra lavica della facciata è ancora visibile la data 1600, scolpita ad altezza d’uomo.
Il complesso attraversò poi diverse trasformazioni e subì i danni provocati dal terremoto del 1693, che interessarono in particolare il campanile, il transetto, la cupola e le coperture. L’aspetto attuale della cattedrale è il risultato di interventi e modifiche protrattisi nei secoli, fino alla configurazione definita alla fine dell’Ottocento.
Una cittadella religiosa nel cuore di Acireale
Dedicato a Maria Santissima Annunziata, il Duomo presenta un impianto a croce latina e tre navate. La cattedrale è inserita in un più ampio complesso ecclesiastico che comprende il Palazzo vescovile e altri edifici lungo via Genuardi, formando una vera e propria cittadella religiosa nel centro storico.
Il prospetto, la cui costruzione ebbe inizio nel XVII secolo, racconta più di ogni altra parte dell’edificio la sovrapposizione di epoche diverse. Tra gli elementi più antichi spicca il gruppo scultoreo dell’Annunciazione, realizzato tra il 1668 e il 1672 nella bottega messinese di Placido Blandamonte.
Particolarmente caratteristica è la presenza dei due campanili ai lati della facciata. Sebbene appaiano simmetrici, non sono coevi. Il campanile meridionale, documentato già nel 1544, presenta richiami allo stile gotico-normanno e in passato svolse anche una funzione di torre d’avvistamento.
Il campanile settentrionale appartiene invece a una fase molto più tarda. Insieme al rosone e alla loggia a colonnine, fu realizzato in stile neogotico tra il 1887 e il 1889, su progetto di Sebastiano Ittar, con successive modifiche attribuite a Giovan Battista Filippo Basile.
La cupola e gli interni
Anche la cupola testimonia la lunga storia costruttiva della cattedrale. I lavori iniziarono nel 1655 e si conclusero soltanto nel 1732, sulla base del progetto dell’architetto Paolo Amico.
L’interno conserva un ricco apparato decorativo, frutto delle trasformazioni avvenute soprattutto tra Settecento e Ottocento e degli interventi resi necessari dai terremoti che colpirono il territorio.
Di particolare interesse è la volta della navata centrale, decorata nel 1907 da Giuseppe Sciuti, con l’aiuto del discepolo Primo Panciroli. Le decorazioni raffigurano diverse scene di carattere religioso, tra cui l’Orchestra degli Angeli, il Coro delle Vergini, la Gloria degli Angeli con i simboli di Santa Venera e l’Annunciazione.
Nella controfacciata è inoltre custodito il prezioso fercolo argenteo di Santa Venera, patrona di Acireale, la cui realizzazione ebbe inizio nel XVII secolo e venne perfezionata nel corso dei decenni successivi.