Dialogare con gli irregolari della letteratura? Sì grazie! Nell’epoca del conformismo di massa, andare alla ricerca di quanti hanno rifiutato mode, prebende e carriera facile, rappresenta un percorso ricco di sorprese. Con quali risultati? Straordinari, a patto di non fare “trasmigrare” l’irregolarità, spesso fonte di tragedie vissute da un’altra vita, nella nostra. La recente pubblicazione del diario di Guido Morselli (1912-1973), da poco uscito con il titolo «Mi sono conosciuto nel sogno» rende benissimo, agli occhi di noi lettori, quale sia l’importanza di leggere e assimilare scritti di pregio, appartenenti ad un genio “estraneo” ai meccanismi dell’industria culturale.

di Marco Leonardi

Riprendere le letture preautunnali, con un libro a firma dello scrittore “irregolare” Guido Morselli (1912-1973), da poco approdato in libreria, e intitolato Mi sono conosciuto nel sogno. Diario, comporta, innanzitutto, avere ben chiaro cosa intendiamo con la dicitura di «irregolare». Nell’accezione di un autore che ha dedicato la sua esistenza a scrivere ininterrottamente, su carta, pensieri e digressioni dal 1938 al 1973, l’irregolarità consiste nell’aver elaborato un patrimonio scrittorio, in netta dissonanza con la “regolarità” dominante del proprio tempo.

Lasciate perdere le solite “menate” da falsi umanitaristi, tutti dediti solo ed esclusivamente a tendere la mano agli “irregolari” che deambulano nei nostri centri urbani, sovente mai censiti o presenti negli schedari delle forze dell’ordine. Qui alludiamo ad un irregolare, nel quale ciascuno di noi si potrebbe identificare, o quanto meno uno scrittore di eccezionale valore, con il quale ciascuno di noi, nulla importa se d’accordo o in totale disaccordo con quanto annotato nel “Diario”, potrebbe confrontarsi, per trarne giovamento tanto sulla sfera della maturazione intellettuale quanto nell’ambito della maturazione stilistica, nonché nell’ampliamento dei propri orizzonti.

I diciassette quaderni che compongono quello che sarebbe giusto definire uno «Zibaldone di pensieri», sulla scia di una fedeltà leopardiana mai rinnegata, bensì arricchita dall’elaborazione di quell’officina di idee, passioni, idee talora attuate, talora a malapena teorizzate, che hanno dato sostanza al Novecento Letterario Italiano. Essere finemente letterati, insegna Guido Morselli, non implica recidere i legami con la realtà che ci circonda, da osservare per come essa si manifesta.

Unica differenza, rispetto a quanto accadrebbe oggi: mai abdicare, mai allinearsi, mai omologarsi alla realtà corrente, senza immaginare una realtà possibile. Il 7 febbraio del 1949, ecco come annotava il “nostro” Morselli uno spaccato della vita quotidiana, esperita nella Milano del Secondo Dopoguerra: «Folla enorme ieri sera nelle vie di Milano, all’ora in cui gli spettatori della gara di calcio allo stadio rientravano in città, a decine di migliaia.

Al partito, nella giornata festiva nella quale la passione politica si farebbe sentire di più, si sostituisce la partita». Rabdomante, profeta a sua insaputa, precursore inascoltato: chi mai avrebbe previsto che le annotazioni di Guido Morselli, del tutto anomale e peregrine per il 1949, sarebbero diventate delle ovvietà, dal 1989 ai nostri tempi così scontate, da apparire noiose? Quanti rinuncerebbero, oggi, a vedere la partita della propria squadra del cuore, per andare ad una riunione indetta da un partito politico, vicino alla nostra sensibilità?

Abbiamo davvero perso il gusto di immaginare un mondo possibile? La realtà può essere solo quella che si vede, nuda e cruda davanti ai nostri occhi? Fautori, quali convintamente siamo, di un «Autunno Caldo» sotto il profilo della speculazione intellettuale, nulla a che vedere con forme isteriche di protesta che hanno già fatto (per fortuna) il loro tempo, suggeriamo di aprire a caso il libro-diario di Guido Morselli. Anche gli irregolari hanno tanto da insegnare; quello che conta, è di saper apprendere, da loro, tanto quanto basta.

(Immagine posta a corredo del presente articolo, scelta dal prof. Marco Leonardi, a beneficio dei lettori. Sarà pure finita la stagione estiva, non finirà mai la nostra voglia di leggere il mondo, sia pure a distanza da spiagge e ombrelloni. Riprendiamo il consueto periplo delle librerie, in attesa di conoscere quali novità librarie la stagione autunnale porterà con sé. Ecco a voi il titolo, da noi suggerito per riprendere le letture pre-autunnali: Guido Morselli, Mi sono conosciuto nel sogno. Diario, Adeplhi Edizioni, Milano 2026, pp. 441, Euro 26. Un Paese che legge è un Paese che cresce: quanti di voi mettono in pratica questo “motto”?

Autodafé immaginato, puntata n° 64 di mercoledì 9 settembre 2026

jacktoto

situs togel