Dai Grigi ai Rettiliani: viaggio tra le “razze aliene” catalogate dagli ufologi

di Tindaro Guadagnini

Un bestiario extraterrestre costruito in decenni di avvistamenti, presunti contatti e racconti di abduction. Ma quanto c’è di vero?

Piccoli esseri dalla testa sproporzionata e dagli enormi occhi neri. Umanoidi alti, biondi e dall’aspetto quasi scandinavo. Creature dall’aspetto rettiliano. E ancora esseri simili a mantidi, giganti, ibridi e misteriose entità considerate addirittura “interdimensionali”.

Nell’immaginario ufologico esiste un vero e proprio catalogo di presunte forme di vita extraterrestre. Una classificazione che negli anni è cresciuta attraverso testimonianze, racconti di presunti rapimenti, esperienze di contattismo e letteratura sul fenomeno UFO.

Ma c’è una premessa fondamentale: nessuna di queste presunte razze aliene è stata scientificamente identificata o confermata. Non esistono, allo stato delle conoscenze pubbliche, reperti biologici verificati o prove indipendenti che dimostrino l’esistenza di queste specie.

Quello che esiste, invece, è una mitologia moderna sorprendentemente ricca.

I Grigi: il volto più famoso dell’alieno

Se si pensa a un extraterrestre, probabilmente l’immagine che viene in mente è quella del Grigio.

Piccolo di statura, corpo esile, pelle grigia, testa molto grande rispetto al corpo, naso e bocca appena accennati e soprattutto enormi occhi scuri a mandorla: è il modello che ha dominato per decenni l’immaginario sugli UFO.

I Grigi sono diventati particolarmente associati ai racconti di abduction, cioè ai presunti rapimenti extraterrestri. Uno dei passaggi fondamentali nella costruzione della loro moderna iconografia è il celebre caso di Betty e Barney Hill del 1961.

Nella tradizione ufologica vengono talvolta collegati anche a Zeta Reticuli, una stella o un sistema stellare diventato celebre proprio all’interno della narrativa sugli UFO.

Il loro ruolo nei racconti varia: in alcune versioni sarebbero osservatori o ricercatori, in altre esecutori di esperimenti biologici sugli esseri umani.

I Nordici: gli extraterrestri “troppo umani”

Ben diversa è la figura dei cosiddetti Nordici, o Pleiadiani.

Le testimonianze che li descrivono parlano generalmente di esseri umanoidi alti, con capelli biondi, occhi chiari e caratteristiche fisiche molto simili a quelle attribuite alle popolazioni nordeuropee.

La loro storia è legata soprattutto al movimento dei “contattisti” degli anni Cinquanta. Uno dei nomi più importanti è quello di George Adamski, che raccontò di aver incontrato esseri dall’aspetto umano e di aver ricevuto da loro messaggi sull’umanità e sul futuro della Terra.

A differenza dei Grigi, generalmente associati agli episodi di abduction, i Nordici sono spesso descritti nella letteratura ufologica come esseri benevoli, interessati alla pace, alla crescita spirituale e alla salvaguardia del pianeta.

La loro presunta origine è stata successivamente collegata alle Pleiadi, ammasso stellare nella costellazione del Toro.

I Rettiliani: l’altra faccia dell’ufologia

Se i Nordici rappresentano nell’immaginario ufologico il possibile “fratello cosmico”, i Rettiliani ne costituiscono spesso l’esatto opposto.

Vengono descritti come esseri umanoidi dotati di caratteristiche da rettile: pelle squamosa, occhi particolari, corporatura imponente e aspetto minaccioso.

La loro presenza è cresciuta soprattutto nella letteratura ufologica e complottista della seconda metà del Novecento. In molte narrazioni vengono associati a presunte strutture di potere occulte e a teorie secondo cui creature extraterrestri o interdimensionali controllerebbero segretamente l’umanità.

È importante sottolineare che questo tipo di racconto appartiene alla cultura cospirazionista, non alla biologia o all’astronomia.

I Mantidi: l’enigma degli insettoidi

Tra le figure più inquietanti ci sono gli Insettoidi, spesso descritti come creature simili a grandi mantidi religiose.

Avrebbero corpo allungato, arti sottili, testa triangolare e un comportamento estremamente distaccato.

I racconti che li riguardano compaiono soprattutto nella letteratura sulle abduction e nelle testimonianze raccolte attraverso presunte sessioni di ipnosi regressiva. Nella mitologia ufologica vengono spesso rappresentati come esseri intelligenti, freddi e osservatori, talvolta collocati in una posizione gerarchicamente superiore rispetto ai Grigi.

Anche in questo caso, però, non esiste una prova scientifica dell’esistenza di tali creature.

I Tall Whites e gli altri umanoidi

Il catalogo ufologico non si ferma ai quattro grandi archetipi.

Compaiono anche i cosiddetti Tall Whites, descritti come umanoidi molto alti dalla pelle estremamente chiara; gli Ibridi, che secondo alcuni racconti sarebbero il risultato di programmi di manipolazione genetica tra extraterrestri e umani; e numerose altre categorie che variano a seconda dell’autore, del gruppo ufologico o del testimone.

Esistono persino classificazioni che tentano di ordinare queste presunte popolazioni secondo caratteristiche fisiche, origine o comportamento.

Il problema è che non esiste una tassonomia ufologica universalmente riconosciuta. Ogni autore può utilizzare categorie differenti e attribuire nomi diversi agli stessi presunti esseri.

Da dove nasce questo “bestiario” extraterrestre?

La domanda più interessante, forse, non è soltanto se questi esseri esistano, ma perché continuino a comparire nei racconti umani.

La moderna cultura UFO prende forma soprattutto nel secondo dopoguerra. Gli avvistamenti di oggetti misteriosi, la Guerra fredda, la corsa allo spazio, la paura delle nuove tecnologie e l’esplosione della fantascienza contribuirono alla nascita di un immaginario nel quale l’extraterrestre diventò una figura sempre più familiare.

Cinema, televisione, fumetti e letteratura contribuirono poi a consolidare alcune caratteristiche fisiche che oggi consideriamo quasi “naturali”: il grande cranio dei Grigi, l’aspetto umano dei Nordici, la minaccia dei Rettiliani.

Secondo alcuni studi sul fenomeno, infatti, le principali figure dell’ufologia moderna possono essere ricondotte anche a precedenti archetipi presenti nella cultura popolare e nella fantascienza.

Quattro specie aliene “scoperte”? La cautela è d’obbligo

Nel 2026 è tornata inoltre a circolare la narrazione secondo cui sarebbero state identificate quattro diverse specie extraterrestri: Grigi, Nordici, Rettiliani e Insettoidi.

La storia, però, è stata presentata online in modo molto più definitivo di quanto consentano le fonti disponibili. Le affermazioni citate derivano da dichiarazioni indirette e non da una scoperta scientifica verificata. Non esiste una conferma ufficiale dell’esistenza di queste quattro specie.

Ed è proprio qui che passa la linea di confine tra cronaca, ufologia e scienza.

Un catalogo che racconta soprattutto noi

Grigi, Nordici, Rettiliani, Mantidi e Ibridi appartengono dunque a un affascinante archivio di racconti sul possibile “altro” extraterrestre.

Per chi crede negli UFO, possono rappresentare la descrizione di incontri realmente vissuti. Per gli scettici, sono invece prodotti di folklore contemporaneo, influenzati dalla cultura popolare, dalla psicologia e dalle paure collettive.

La scienza, al momento, rimane molto più prudente: non abbiamo prove pubblicamente verificate dell’esistenza di nessuna di queste razze.

Ma il fenomeno continua a essere interessante per un’altra ragione.

Perché ogni epoca, quando immagina qualcuno che arriva dalle stelle, sembra costruire l’alieno secondo le proprie paure, i propri desideri e le proprie ossessioni.

Forse, allora, il vero mistero non è soltanto capire chi potrebbe esserci là fuori.

È capire perché noi, da sempre, sentiamo il bisogno di immaginarlo.

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