Leggere, o meglio saper centellinare, uno alla volta, i tredici libri che compongono le Confessiones, celebre opera stilata da Agostino di Ippona tra il 397 e il 401, comporta attraversare quasi due millenni di cultura occidentale. Un libro, un “semplice” libro, ha più potere delle diavolerie fanta-tecnologiche, escogitate dall’eccentrico Doc di «Ritorno al Futuro», celebre pellicola del 1985, nella quale un simpatico scienziato-pazzo, Emmett Brown, riesce a zigzagare tra l’epoca presente e le epoche del passato, grazie ad una macchina ipertecnologica.
Non avrete bisogno, in questo caso, di avere folti (e crespi) capelli bianchi. Per intersecare una storia plurimillenaria, capace di suscitare la curiosità di personalità tutt’altro che cattoliche quali il pensatore Jean Jacques Rousseau nel 18°secolo e la pornostar Moana Pozzi negli Anni Ottanta del Secolo Ventesimo, un libro è più che sufficiente. Quale occasione migliore, se non quella dataci dal 28 agosto, data nella quale ricorre la memoria di Agostino di Ippona, vero e proprio gigante di intellettualità e di spiritualità del cristianesimo? Per un momento, ignoriamo sia le condizioni meteorologiche da caldo record, proprio dell’area mediterranea in questi giorni, quanto la gloriosa esegesi di quel Dottore della Chiesa, il Vescovo di Ippona vissuto tra il 354 e il 430, che ha annoverato il teologo Joseph Ratzinger tra i più illustri studiosi cimentatisi con gli scritti di Agostino.

Rimaniamo alla lettura delle Confessioni, opera alla quale ci accostiamo da profani, nell’intento di conseguire un’immediatezza di riflessioni, volutamente prive di approfondimenti da effettuare in altre sedi. «Chi può da solo enumerare i tuoi vanti, che in sé solo ha conosciuto? Che facesti tu allora, Dio mio? Imperscrutabile abisso delle tue decisioni!». Caro Vasco Rossi, non si può solo «vivere e basta». Il quarto libro delle Confessioni ti fa comprendere, appieno, la presenza di una volontà, superiore alla nostra, che guida processi, in apparenza demandati al caso. Potete volere la vita spericolata che vi pare!
Una cosa sono i guai, creati con le vostre stesse mani, sulla base di un cattivo uso del libero arbitrio, ben altra cosa è avervi fatto illudere di essere al posto di Dio, cari (e fallibili) mortali! «Rievocavo il lungo tempo passato dal momento in cui, diciannovenne, avevo cominciato a infervorarmi nella ricerca della sapienza». Ecco a voi una riflessione, giuntavi, dritta dritta dritta, dal sesto libro. Vi rendete conto di come un’esistenza, dedita esclusivamente al soddisfacimento degli istinti e dei vizi, non vi lascia nulla? «Chiediamo a te, cerchiamo in te, bussiamo da te. Così, così otterremo, così troveremo, così ci sarà aperto».
Rileggere l’explicit dell’opera, con il quale si chiude il tredicesimo (e ultimo) libro delle Confessioni, suona per tutti noi come un ammonimento. La vogliamo finire, una volta per tutte, di rinserrarci nel guscio dell’autoreferenzialità? La vita è ricerca, la vita è socialità, la vita è costruzione di un percorso condiviso di salvezza, alla quale arrivare insieme agli altri. Non esiterebbe modo più anticonvenzionale per congedarci dall’estate, se non quello di riprendere in mano le Confessioni di Agostino.
(Immagine posta a corredo del presente articolo, scelta dal prof. Marco Leonardi a beneficio dei lettori. Siamo inclini alla pedanteria; a nostro modo di vedere, si tratta di una virtù, piuttosto che di un difetto. Tra il 354 e il 430 abbiamo visto all’opera un genio, chiamato Sant’Agostino d’Ippona. Nella lettura delle Confessiones di Agostino, la celebre definizione di classico, scaturita dal genio scrittorio di Italo Calvino, è quanto mai calzante. «Un classico è un libro che non smette mai di dire quel che ha da dire». Tra le centinaia di edizioni delle «Confessioni», oggi in commercio, quale sarebbe l’edizione da scegliere per una lettura antiaccademica e ispirata alla libera formazione di una coscienza critica? Agostino, Le Confessioni, a cura di Maria Bettetini. Ed. con testo a fronte, Einaudi, Torino 2008 (più volte ristampato), pp. 772, Euro 14. Mi raccomando, questo libro è da leggere con gradualità. Provate con un capitolo al giorno, e assimilerete, con gioiosa pienezza, uno dei capolavori della cultura occidentale. Auspichiamo, per li bene di ciascuno di voi, che la lettura delle Confessioni porti a fare maturare delle riflessioni. Non vogliamo che una lettura frettolosa e superficiale generi le congestioni…)