Grotta Calafarina a Marzamemi, non solo mistero: anche archeologia

di Giuliano Spina

La Grotta di Calafarina a Marzamemi non è soltanto il luogo in cui la moglie dell’Emiro di Noto Ben Avert decise di nascondere il tesoro. E’ anche un sito molto importante dal punto di vista archeologico.

Le sue dimensioni infatti sono talmente grandi in termini di profondità da renderlo una meta visitabile per i turisti che si trovano in una delle aree più gettonate da un punto di vista turistico in tutta la Sicilia.

La guida turistica Pietro Piazza mostra la sua importanza dal punto di vista archeologico e come nei decenni passati vi siano stati anche dei ritrovamenti.

«La Grotta di Calafarina – spiega Piazza – è un sito archeologico di grandissima importanza perché è una grotta non molto lunga, circa centro metri, ma è profonda e vi si accede da quella che è la spiaggia di Calafarina, che è una spiaggia posta nel punto in cui un tempo sfociava un piccolo torrente, che oggi però è in secca. C’è quindi una cava molto vicina al mare. Dal 2022 appartiene al demanio regionale, prima era una proprietà privata e va comunque visitata con le dovute cautele. Nei primi del Novecento Paolo Orsi rinvenne materiali dell’Età del Bronzo Antico e del Bronzo Medio. Quindi Faces di Castleluccio e di Thapsos, a testimonianza della presenza delle popolazioni micenee che frequentavano la zona nell’Età del Bronzo Medio. Vi passa un ponte che scavalca proprio la cava e che rappresenta l’unico per passare da Marzamemi a Portopalo. Alcuni anni fa questo ponte è rimasto chiuso per cedimenti strutturali e questo creò non pochi disagi».

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