Il dovere di rinverdire la fioca eredità della memoria: il 20 agosto ricorre la memoria di San Bernardo di Chiaravalle (Digione [Francia] 1090 ‒ Clairvaux [Francia] 1153). Mai, come oggi, abbiamo bisogno di rendere nuovamente attuale la ricchezza spirituale e materiale di una biografia, pervenutaci dal cuore dell’Europa Medievale

di Marco Leonardi

Thomas Bernhard, chi era costui? Quale radice richiama, alla nostra memoria, il solo sentire nomi quali Bernardo Gui o Federico Bernardeschi? Non è il momento di porsi questa domanda, dall’irresistibile sapore manzoniano. Lasciamo stare lo scrittore, il teologo-inquisitore e il calciatore nell’anticamera delle nostre azioni.

Quanto ci preme, adesso, mettere in evidenza, è come, di riffa o di raffa, i primi tre nomi che hanno lampeggiato nella nostra mente richiamino il 20 agosto, e precisamente quel nome dal forte e inconfondibile sapore medievale, Bernardo. Derivato dall’antico tedesco, oggi scritto come Bernhard, la parola designa, e soprattutto denomina e significa, «ardito come un orso».

Ergo, portiate o meno questo nome, tanto affascinante quanto poco diffuso ai nostri tempi, può bastare ricordare e attualizzare le gesta del «Bernardo» per eccellenza, il monaco cistercense Bernardo di Chiaravalle (1090-1153), per dare alla nostra vita quel “tocco” di possanza, coraggio e solidità di avanzamento propria di un orso.

Con i recenti eventi vulcanici, perdonate pure la nostra visione, per un momento «Etnacentrica», vorremmo osservare quel cane possente e montanaro per eccellenza a fianco di ogni guida turistica. Vi sembra un caso se denominiamo un amico a quattro zampe come «San Bernardo»? Alla radice di filiazioni continue, in grado di arrivare all’agosto 2026, per noi etnei dominato dal nero della sabbia vulcanica, urge ripetere perché la conoscenza di San Bernardo di Chiaravalle non può essere unicamente relegata alle poche righe del Missale Romano. Una frase per una vita.

Finitela di adoperare la parola rete, dimenticando che la prima “rete” che la storia ricordi, venne creata dai monaci del medioevo, cistercensi compresi. La rete dei monasteri è stata quella maglia, per la prima volta nella storia in grado di superare i confini sempre mutevoli e ostili, generati dalle guerre e dalle conflittualità tra gli uomini!

Mai come oggi avremmo la necessità di recuperare la prassi di quanto realizzato in Europa Occidentale tra il V e il XV secolo da quanti univano la preghiera al lavoro, la comunità alla realizzazione del cristianesimo in ogni secondo della propria vita, la meditazione e la ricerca della sapienza, promanante dalle Sacre Scritture, all’appagamento, egoistico ed immediato, di tutte le pulsioni terrene, dal ventre in giù. Scusate, vi sembra poco? Un motto ci dice tutto: VITA EST MILITIA SUPER TERRAM.

Cosa intendeva Bernardo di Chiaravalle con questa definizione, da lui adoperata per istruire e spronare i Cavalieri Templari a compiere la loro missione in Terrasanta? VITA: l’esistenza quotidiana non ha nulla delle corbellerie di quanti ci invitano a vivere la vita per come viene, senza una programmazione e un fine.

Per dirla con il pensatore Marcello Veneziani, vivere non basta, dobbiamo orientare la nostra esistenza ad una visione di lunga durata! EST: il verbo latino, dicasi la terza persona singolare del presente indicativo del verbo sum, non ammette confusioni. La vita È troppo preziosa per essere abbandonata ai flutti della casualità/cazzualità dell’inconcludenza, come malamente suggeriscono i tanti guru del piffero che appestano la nostra percezione del reale!

MILITIA: la vita richiede l’assunzione di responsabilità e la forza, che solo Dio Onnipotente può donarci, di andare avanti fino in fondo nella realizzazione della missione di ciascuno di noi, proprio come il milite che ha ricevuto una consegna dal suo superiore. SUPER: tutti noi dobbiamo camminare sopra quel coacervo di intrighi, fango, conflitti che inquinano il corso ininterrotto della storia umana e della vita quotidiana di ciascuno di noi.

Dobbiamo essere superiori al flusso degli eventi, non lasciamoci fagocitare da essi! TERRAM: la terra è la base della nostra vita. Occorre ricordare che una vita con la maiuscola si svolge sulla terra, ovvero sopra la terra, richiedendo il nostro essere limpidi e specchiati. Lasciamo che a nascondersi sotto la terra siano le talpe e i vermi! VITA EST MILITIA SUPER TERRRAM: riprendiamo, dal 20 agosto, la lezione di San Bernardo di Chiaravalle. L’escursione continua!

(Immagine posta a corredo del presente articolo, scelta dal prof. Leonardi a beneficio dei lettori. Vogliamo compiere un atto, davvero rivoluzionario per il mese assolato in cui viviamo, in quel del Mezzogiorno d’Italia? Per un giorno dimentichiamoci del mare, lasciamo a casa le creme abbronzanti e non facciamo caso alle temperature. Rechiamoci invece in una biblioteca, quel luogo che avrebbe fatto la gioia di studiosi del calibro di Gianfranco Contini, Anna Maria Corti, Francesco Petrarca. Andate in una biblioteca e accomodatevi in una sala di lettura, a patto che il locale sia climatizzato. Saremo anticonformisti, non saremo coglioni! L’abbassamento di pressione se lo prendano gli altri! Aprite pure il Liber de Laude Militiae di Bernardo di Chiaravalle, vero e proprio gioiello della cultura monastica medievale, risalente al triennio compreso tra il 1132 e il 1135. Una volta letto il trattato, fate ritorno ai vostri luoghi di lavoro con quanto avete appreso. La più larvata tentazione a vivere le mansioni lavorative senza la dimensione della “missione”, insita in qualsivoglia attività ci metta in relazione con gli altri, sparirà come una crosta rinsecchita, rimasta, per errore, sulla superficie sana del nostro corpo. Fiondatevi nelle biblioteche: andrete a mare nel pomeriggio, per una volta!)

Autodafé immaginato, puntata n° 49 di venerdì 21 agosto 2026

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