Sentinelle del mare: la Citizen Science contro le invasioni biologiche

di Giuliano Spina

Dai pescatori ai subacquei, ogni osservazione può trasformarsi in un dato scientifico. Con il progetto AlienFish, cittadini e ricercatori collaborano per monitorare le specie aliene e i profondi cambiamenti che stanno interessando il Mediterraneo.

Il Mediterraneo sta cambiando a una velocità senza precedenti. L’aumento delle temperature, l’intensificazione dei traffici marittimi, lo sviluppo dell’acquacoltura, l’apertura del Canale di Suez e il trasporto involontario di organismi attraverso le acque di zavorra o le incrostazioni sugli scafi delle navi stanno favorendo l’arrivo di specie provenienti da altre aree del pianeta.

Pesci palla, pesci scorpione, pesci coniglio, granchi blu e numerosi altri organismi stanno modificando progressivamente gli equilibri degli ecosistemi marini mediterranei. Alcune specie rimangono presenze occasionali, incapaci di stabilire popolazioni permanenti; altre, invece, trovano condizioni ambientali favorevoli, si riproducono rapidamente e si espandono lungo le nostre coste.

È importante ricordare che una specie aliena non coincide necessariamente con una specie invasiva. Con il termine aliena o non indigena si indica infatti un organismo introdotto, direttamente o indirettamente, al di fuori del proprio areale naturale a causa delle attività umane. Diventa invasiva quando la sua diffusione produce effetti rilevanti sulla biodiversità, sugli ecosistemi, sulle attività economiche o sulla salute pubblica.

La scienza ha bisogno degli occhi di tutti

Rilevare tempestivamente la comparsa di queste specie è fondamentale. Tuttavia monitorare migliaia di chilometri di coste attraverso le sole campagne scientifiche tradizionali risulta estremamente complesso. Le spedizioni oceanografiche, i censimenti subacquei e i campionamenti della pesca sono strumenti indispensabili, ma inevitabilmente limitati nel tempo e nello spazio.

È proprio qui che entra in gioco la Citizen Science, la “scienza dei cittadini”.

Pescatori professionisti e ricreativi, subacquei, fotografi naturalisti, diportisti e semplici appassionati frequentano il mare ogni giorno. Ognuno di loro può diventare una vera sentinella del Mediterraneo, contribuendo a documentare la comparsa di specie insolite o l’espansione di organismi già presenti.

Basta uno smartphone, una fotografia e poche informazioni essenziali – data, località, coordinate, profondità, habitat e modalità di osservazione – perché un semplice avvistamento possa trasformarsi in un’importante informazione scientifica.

Naturalmente una fotografia pubblicata sui social non diventa automaticamente un dato valido. Le immagini devono essere esaminate dagli esperti, l’identificazione tassonomica deve essere confermata e tutte le informazioni devono essere verificate.

La Citizen Science non sostituisce quindi il lavoro dei ricercatori, ma ne amplia enormemente la capacità di osservazione.

AlienFish: una rete nazionale di monitoraggio

Da questa filosofia nasce AlienFish, progetto di Citizen Science dedicato al monitoraggio dei pesci rari, termofili e non indigeni presenti lungo le coste italiane.

Attraverso i social network e il contatto diretto con il gruppo di ricerca, il progetto raccoglie segnalazioni provenienti da tutto il territorio nazionale. Ogni osservazione viene analizzata e, quando possibile, validata attraverso fotografie, video e informazioni dettagliate.

Lo scopo non è semplicemente aggiungere un punto su una mappa. Una singola segnalazione può documentare il primo ritrovamento di una specie in una determinata area, confermarne la presenza dopo molti anni oppure evidenziare una rapida espansione territoriale.

Quando le osservazioni diventano numerose e distribuite nel tempo, permettono inoltre di ricostruire variazioni stagionali, nuove aree di colonizzazione e possibili interazioni con la pesca e con gli ecosistemi locali.

AlienFish è oggi inserito tra le iniziative collegate alla piattaforma europea EASIN (European Alien Species Information Network) e ha già contribuito alla pubblicazione di numerosi studi scientifici, aggiornando la distribuzione di diverse specie e documentando fenomeni che difficilmente sarebbero emersi attraverso i soli monitoraggi tradizionali.

Oltre alle specie non indigene, il progetto raccoglie informazioni anche su pesci nativi rari, organismi di profondità, specie criptobentoniche difficili da osservare, squali e razze di interesse conservazionistico.

La fotografia subacquea, in particolare, si sta rivelando uno strumento prezioso per documentare piccoli organismi che spesso sfuggono ai metodi di campionamento classici.

Le specie sotto osservazione

«Tra gli organismi che richiedono maggiore attenzione vi sono alcune specie potenzialmente pericolose per la salute. Il pesce palla maculato, Lagocephalus sceleratus, contiene infatti la tetrodotossina, una sostanza molto potente che non viene eliminata con la cottura. Il pesce scorpione, Pterois miles, possiede spine velenifere che possono provocare punture dolorose. I pesci coniglio Siganus luridus e Siganus rivulatus presentano anch’essi spine associate a ghiandole velenifere», afferma Francesco Tiralongo, ricercatore catanese e responsabile scientifico del progetto.

Proprio queste quattro specie sono al centro della campagna nazionale “Attenti a quei 4”, promossa da ISPRA e CNR con la collaborazione del progetto AlienFish.

L’iniziativa punta a fornire informazioni corrette ai cittadini, facilitare il riconoscimento degli esemplari e raccogliere rapidamente nuove segnalazioni.

Come sottolineano i promotori, l’obiettivo non è creare allarmismo, ma consentire a pescatori e cittadini di riconoscere queste specie, evitare comportamenti rischiosi e fornire dati utili alla ricerca.

Il valore delle conoscenze locali

Uno degli aspetti più interessanti della Citizen Science è la valorizzazione delle conoscenze diffuse sul territorio.

I pescatori, ad esempio, possiedono una memoria ecologica costruita in decenni di esperienza diretta. Possono ricordare quando una determinata specie ha iniziato a comparire nelle reti, in quali periodi dell’anno è diventata più abbondante o quali attrezzi risultano maggiormente interessati.

Queste informazioni, conosciute come Local Ecological Knowledge, non rappresentano semplici testimonianze, ma possono diventare una preziosa integrazione ai dati scientifici quando vengono raccolte con metodi rigorosi.

Parallelamente, il coinvolgimento diretto dei cittadini aumenta anche la consapevolezza ambientale: chi partecipa al monitoraggio impara a osservare il mare con occhi diversi e comprende meglio la complessità dei fenomeni legati alle invasioni biologiche.

Le criticità della Citizen Science

Naturalmente anche questo approccio presenta alcuni limiti.

Le osservazioni non sono distribuite in maniera uniforme: provengono soprattutto dalle aree maggiormente frequentate e riguardano le specie più appariscenti.

Inoltre, una specie appena arrivata suscita molta attenzione e viene segnalata frequentemente, mentre quando diventa comune tende progressivamente a non essere più documentata.

«Questa “stanchezza da segnalazione” rischia di far apparire in diminuzione organismi che, in realtà, sono ormai ampiamente diffusi», sottolinea Francesco Tiralongo.

A ciò si aggiungono possibili errori di identificazione, fotografie poco leggibili e informazioni incomplete, aspetti che rendono indispensabile un rigoroso processo di validazione scientifica.

Il futuro passa dalla partecipazione

I profondi cambiamenti in atto nel Mediterraneo richiedono nuove forme di collaborazione tra ricerca scientifica, istituzioni, pescatori, associazioni e cittadini.

Nessun singolo soggetto può monitorare da solo un ecosistema così vasto e dinamico.

AlienFish nasce proprio con questa ambizione: trasformare migliaia di osservatori distribuiti lungo le coste italiane in una rete nazionale capace di produrre dati affidabili senza rinunciare al rigore scientifico.

Ogni fotografia può raccontare una storia. Può documentare l’arrivo di una nuova specie, seguire l’espansione di un organismo o riportare all’attenzione della comunità scientifica animali raramente osservati.

In un Mediterraneo che cambia rapidamente, la partecipazione dei cittadini non rappresenta soltanto un supporto alla ricerca, ma una componente fondamentale della nostra capacità collettiva di comprendere e proteggere il mare.