Tra le perle della nostra Isola c’è il Parco Archeologico di Selinunte, che si caratterizza principalmente per le strutture templari presenti al suo interno, come il tempio G di Zeus realizzato dai Greci o quello di Demetra Malophoros, solo per citarne alcuni.
Al suo interno hanno avuto luogo delle recenti scoperte archeologiche nella Porta Nord del Parco, ma rappresenta nello stesso tempo anche uno scrigno di biodiversità davvero unico, come spiega il direttore del Parco Archeologico di Selinunte, Felice Crescente.
«Selinunte è un parco archeologico – afferma Crescente –, ma anche naturalistico e paesaggistico immerso nella macchia mediterranea. Ci sono più di 150 specie vegetali diverse erbacee, arbustive e legnose. C’è anche una specie che la Facoltà di Botanica di Palermo sta monitorando, che è il Galium, una piccola pianta erbacea che cresce assieme alle palme nane, che ci sono anch’esse assieme alle acacie, l’olivastro, l’oleandro, il pino marittimo, vari tipi di querce, il leccio, la roverella e il lentisco, che è tipico di questa zona. Noi la curiamo per la riproduzione del tema vegetazionale che va dalle dune al litorale e fino all’interno della collina».
Per l’estate appena iniziata si prevede che il parco diventi sempre più centrale «grazie anche alle attività che si fanno e all’offerta turistica di tutto il territorio. La nostra stagione sarà ampia e lunga. Inizieremo tra qualche giorno e finiremo ai primi di settembre con un programma dedicato alle famiglie su varie tipologie di spettacoli, dal teatro classico alla musica leggera, al jazz e alla commedia. Tutti spettacoli pensati per offrire al turista la possibilità di godere del parco. Ci stiamo aprendo alle visite serali e alla possibilità di degustare dei cocktail sulla collina e sull’acropoli con visite notturne guidate dai nostri archeologici e dalle nostre guide».