Dal 7 novembre del 1988, la televisione popolare italiana è cambiata, senza alcuna opzione di rientro nei canoni precedenti. Sulla rete televisiva berlusconiana di «Italia 1», andava in onda «Striscia la notizia». La satira politica entrava, definitivamente, nella vita di tutti i giorni. La vivace inventiva di Antonio Ricci poggiava, agli inizi di questa trentasettennale avventura, su due presentatori, entrati in simbiosi con la comicità televisiva: Ezio Greggio e Gianfranco D’Angelo.

Quando non avevi turbamenti adolescenziali, ditele pure erezioni se la parola non vi scandalizza, nel vedere le forme di una Carmen Russo o la femminilità di una Lory Del Santo, i due mattatori del «Drive-in» erano là a metterti di buon umore! Da un Ezio Greggio nei panni del professor Zichichirichì a un Gianfranco D’Angelo intento ad ammaestrare il cane Has Fidanken, la quintessenza a quattro zampe della pigrizia e del fancazzismo, si passava a veicolare, ai telespettatori dopati da decenni di grigiore informativo, un TG vivace, satirico, frizzante.
Avevate identificato il tipico conduttore di un TG nell’algida e composta figura del fu bravissimo Paolo Frajese? Ecco a voi quel geniaccio di Antonio Ricci, in grado di scardinare le vostre soporifere certezze! Cari paleosauri da «Telekabul», grazie a «Striscia» avete finito di rompere i cabbasisi con i rimandi alle veline da Minculpop! Ecco a voi la Anastasia Ronca e la Cosmary Fasanelli di turno, l’accoppiata biondo-bruna che porta le notizie ai conduttori!
Altro che veline da censura, qui parliamo di bellezze in grado di accendere l’interesse per la notizia! «Mea, baletta, besugo»! Alzi la mano chi tra voi conosceva queste parole, prima che diventassero di uso comune grazie al Gabibbo. Sì, ci riferiamo proprio a quel pupazzo di colore rosso, esprimentesi in lingua italiana con inflessione genovese, la giusta antitesi alla bellezza delle veline.
Possiamo davvero credere che Striscia abbia chiuso i battenti tra il 28 e il 29 luglio del 2026? Piersilvio, te lo chiediamo col tapiro di color oro in mano: ripensaci! Piersilvio, non lasciare che programmi come «Temptation Island» diventino l’ultima e definitiva espressione della televisione popolare! Meglio finire attapirati che finire tentati. Il tribunale della Storia non assolverà mai nessuno, in base al criterio degli indici d’ascolto!
(Immagine scelta dall’autore del presente articolo, a beneficio dei lettori. Anno 1988. Sulla rete di Silvio Berlusconi, denominata «Italia 1», andava in onda, per la prima volta, il notiziario satirico intitolato «Striscia la notizia». Con questo programma, i due conduttori, i comici di professione Ezio Greggio e Gianfranco D’Angelo, daranno una sberla (metaforica) ai tronfi presentatori della «RAI». Per la prima volta, la satira politica entrava nel minimalismo del quotidiano, focalizzata sul vissuto di ciascuno di noi. Per favore, ripensate ad una decisione che penalizzerebbe la fruizione della televisione popolare italiana! Non chiudete «Striscia»!)