Lettera aperta al sindaco di Messina
Gentile Sindaco Federico Basile,
Messina è una città che negli ultimi giorni ha pianto troppo. Ha pianto la giovanissima Giulia Scimone, ha pianto Riccardo Coglitore e, pochi giorni dopo, ha pianto anche Vincenzo La Foresta, conosciuto da tutti come Enzo Miao.
Tre tragedie diverse, accomunate dallo stesso dolore.
Giulia Scimone, sedicenne, ha perso la vita in un drammatico incidente stradale che ha profondamente scosso l’intera comunità. La sua morte ha provocato una mobilitazione spontanea di cittadini, scuole, associazioni e istituzioni. In occasione dei suoi funerali, il Comune di Messina ha proclamato il lutto cittadino, riconoscendo ufficialmente il dolore collettivo che aveva investito la città.
Pochi giorni dopo, un’altra tragedia. Vincenzo La Foresta, 49 anni, volto molto conosciuto sui social con il nome di “Enzo Miao”, è stato travolto e ucciso mentre attraversava viale Gazzi. Un impatto violentissimo, sul quale la Procura ha aperto un’indagine per ricostruire con precisione la dinamica dei fatti.
Ma Enzo Miao non era soltanto un personaggio di TikTok.
Era un uomo che, nel bene o nel male, era diventato parte del tessuto sociale della città. Migliaia di messinesi conoscevano il suo volto, il suo modo semplice e genuino di raccontarsi, la sua capacità di strappare un sorriso. La notizia della sua morte ha generato un’ondata di commozione evidente sui social, nelle strade e tra la gente comune.
Ed è qui che nasce una domanda.
Una domanda che non vuole mettere in discussione il sacrosanto lutto cittadino proclamato per Giulia Scimone. Nessuno può e deve stabilire una graduatoria del dolore.
La domanda è un’altra.
Perché per Enzo Miao il lutto cittadino non è stato proclamato?
Quali sono i criteri adottati dall’Amministrazione comunale?
Perché se il lutto cittadino rappresenta il riconoscimento di un dolore condiviso dall’intera comunità, è difficile comprendere come la morte di una persona così conosciuta e così sentita da tantissimi cittadini non abbia meritato lo stesso gesto istituzionale.
Non è una richiesta di privilegi.
È una richiesta di coerenza.
Perché le istituzioni hanno anche il compito di spiegare le proprie decisioni. Quando due tragedie colpiscono la stessa città a distanza di pochi giorni e in un caso viene proclamato il lutto cittadino mentre nell’altro no, è inevitabile che sorgano interrogativi.
Forse esistono regolamenti, prassi amministrative o valutazioni che i cittadini non conoscono. Se è così, sarebbe opportuno renderli pubblici.
Perché il rischio, altrimenti, è quello di alimentare la percezione che esistano dolori di serie A e dolori di serie B.
E questa sarebbe la sconfitta più grande.
Le vittime non devono essere messe in competizione. Giulia merita il ricordo della città. Enzo merita lo stesso rispetto. Così come ogni cittadino che perde la vita in circostanze tragiche e lascia un segno profondo nella comunità.
Per questo, Signor Sindaco, non Le chiediamo polemiche.
Le chiediamo una risposta.
Una spiegazione trasparente, che chiarisca quali siano i presupposti per proclamare il lutto cittadino e perché, nel caso di Vincenzo La Foresta, quei presupposti non siano stati ritenuti sussistenti.
Le istituzioni diventano più forti quando dialogano con i cittadini.
E oggi Messina attende semplicemente di capire.