Il 6 luglio del 1946 nasceva a New York, nel popoloso quartiere di Hell’s Kitchen, Sylvester Enzio Stallone. La matrice italiana era talmente innata nel nascituro, da riapparire, nei decenni a seguire, in tutta una serie di film che hanno fatto la storia del cinema d’azione, che hanno fatto sognare milioni di persone, che hanno rimesso il genio italiano, nella versione del self-made men nato nella povertà e riscattatosi grazie al suo impegno, al centro del mondo.
Chiedi in Australia se conoscono qualcuno dei nostri emigranti. Chiedi, dall’Australia al Tibet, se qualcuno conosce «Rocky Balboa», e anche il Dalai Lama ti fisserà negli occhi, con il suo sguardo da onnisciente! Siamo arrivati a 80 anni, un bel traguardo per un uomo che, fuori dallo schermo, ne ha combinate di cotte e di crude, al pari di tanti altri suoi “amici di merende” da cinema hollywoodiano. Lasciamo quindi stare il privato, e fiondiamoci su un augurio di buon compleanno che guarda a «Rocky Balboa», il personaggio più amato dagli Italiani, tra le tante maschere indossate dall’attore, una girandola di eroi da grande schermo in grado di vantare nomi quali Rambo, Cliffhanger, Tulsa King.

Niente male per l’intraprendente e combattivo figlio del barbiere Frank Stallone e dell’astrologa americana Jacqueline Labofish. Perché dovremmo porgere i nostri auguri di buon compleanno? Ancoriamo la nostra “tesi” all’amatissima serie di «Rocky». Nel 1976, la finzione cinematografica ci ha regalato un sogno. Uno spezzapollici a servizio del classico “ras” della malavita locale, mantiene grinta e cuore d’oro, contro tutte le avversità del mondo spietato che lo circonda. Epiche rimarranno le sue battute rivolte ad Adriana Pennino, del tipo: «vedi, queste sono le mie tartarughe, si chiamano «Tarta» e «Ruga».
La semplicità di Rocky ti avvolge, ti lascia impersonare il ruolo di un pugile che le prende da tutti, si rialza sempre e riprende a lottare. Nel 1982, in occasione di «Rocky II», la voce da doppiatore di Ferruccio Amendola captava la tua attenzione, fino all’ultima sillaba. «Adriana, quali progetti avresti per i prossimi vent’anni»? Prova a fare, oggi, una simile proposta di matrimonio, adottando parole e stile grossomodo identiche, per finire con i fenicotteri dello zoo comunale! Potremmo continuare all’infinito: abbiamo visto la saga dello «Stallone Italiano» centinaia di volte. Grazie per averci fatto sognare all’insegna del verosimile, ineguagliabile Sly! Auguri di Buon Compleanno!
(Immagine posta a corredo del presente articolo, scelta dal prof. Leonardi a beneficio dei lettori. Quando finisce l’ammirazione per una personalità d’eccezione ed inizia la sua trasformazione in icona della cultura popolare? Bando alle panzane retoriche: uno dei segnali, tangibili di “mitizzazione” odierna di un qualsivoglia essere umano, risiede nella commercializzazione del suo (o dei suoi) “personaggio/i”. Se dovessimo elencare le testimonianze materiali che confermano tale tesi, in relazione all’attore Sylvester Stallone, potremmo editare un catalogo, suddiviso in più tomi! Ecco a voi quanto era visibile a tutti nel corso dello svolgimento di «Etnacomics2026»: una riproduzione “in formato mini” del personaggio più amato, tra quelli interpretati e creati dall’attore newyorkese di origini italiane. Buon ottantesimo compleanno, Sly!!!)