Sicilia, avviso di preallerta incendi per il 30 giugno 2026: attenzione su tutto il territorio regionale

di Giuliano Spina

Per la giornata del 30 giugno 2026, il Dipartimento della Protezione Civile Regionale ha diramato un avviso di preallerta valido su tutto il territorio siciliano. La misura rientra nelle attività ordinarie della Campagna Antincendio Boschivo (AIB), attiva in Sicilia dal 15 maggio 2026.

Rischio incendi: livello basso ma preallerta regionale attiva

Nonostante il livello di pericolosità incendi sia classificato come “basso” nella maggior parte delle province, la Protezione Civile ha disposto comunque la fase di preallerta su scala regionale.

Si tratta di una procedura automatica prevista durante il periodo estivo di massima sorveglianza, finalizzata a garantire il costante monitoraggio del territorio e la tempestiva attivazione delle strutture operative in caso di necessità.

Situazione per provincia

Di seguito il quadro sintetico delle condizioni previste:

  • Agrigento: pericolosità bassa – preallerta
  • Caltanissetta: pericolosità bassa – preallerta
  • Catania: pericolosità bassa – preallerta
  • Enna: pericolosità bassa – preallerta
  • Messina: pericolosità media – preallerta
  • Palermo: pericolosità bassa – preallerta
  • Ragusa: pericolosità bassa – preallerta
  • Siracusa: pericolosità bassa – preallerta
  • Trapani: pericolosità media – preallerta

Le condizioni meteo previste

Il bollettino evidenzia alcune condizioni climatiche che potrebbero incidere sul rischio incendi:

  • Precipitazioni: possibili isolati temporali nelle aree interne
  • Venti: deboli dai quadranti settentrionali
  • Temperature: valori massimi elevati nelle zone pianeggianti e interne
  • Umidità: tra il 30% e il 50% negli strati bassi dell’atmosfera

Questi elementi, combinati con la vegetazione secca tipica del periodo, possono favorire l’innesco e la rapida propagazione di incendi boschivi.

Cosa significa la fase di preallerta

La fase di preallerta rappresenta un livello di attenzione operativo che non implica emergenza, ma richiede una costante vigilanza del sistema di protezione civile.

In questo contesto:

  • I Sindaci devono mantenere attivi i contatti con le strutture operative locali, la Prefettura-UTG, la Regione e gli enti territoriali
  • Viene rafforzato il monitoraggio delle condizioni meteo-climatiche e dello stato della vegetazione
  • Le autorità raccomandano la massima diffusione dell’avviso alla popolazione
  • È previsto il costante aggiornamento della SORIS (Sala Operativa Regionale Integrata Siciliana)

Un’estate ad alto livello di attenzione

La Protezione Civile sottolinea che, in condizioni di preallerta, l’umidità del combustibile vegetale e le condizioni atmosferiche possono comunque favorire incendi di elevata intensità e rapida propagazione, anche in presenza di un livello di rischio classificato come basso.

Per questo motivo, resta fondamentale la collaborazione dei cittadini e il rispetto delle norme di prevenzione, soprattutto nelle aree rurali e boschive.

Le parole della presidente di Legambiente Catania

La presidente di Legambiente Catania, Viola Sorbello, mostra i tre profili da tenere d’occhio per affrontare l’emergenza nel migliore dei modi.

«L’avviso di preallerta incendi per tutta la Sicilia del 30 giugno – afferma la Sorbello – ce lo ricorda: caldo estremo e rischio incendi non sono “emergenze”. Sono scenari già previsti e studiati da anni. Per affrontarli non serve solo aumentare la sorveglianza. Serve prevenzione vera, che parte dal territorio e dal verde. Tutelare ogni albero, piantarne altri. Gli alberi sono la prima difesa dal caldo. Vanno protetti e non abbattuti se non in extrema ratio, cioè solo per motivi di sicurezza comprovati e come ultima possibilità. E vanno evitate potature drastiche o capitozzature nei mesi che precedono l’estate, perché ci lasciano senza ombra proprio quando serve di più. Serve un piano serio di nuove piantumazioni in ogni quartiere. Più ombra, meno cemento, meno asfalto. Ogni isolato deve avere aree d’ombra, corridoi verdi e un proprio piccolo parco urbano. Questo si ottiene anche con scelte urbanistiche coraggiose: depavimentare dove si può, e demolire edifici vetusti e inutilizzati per sostituirli con verde pubblico. Allo stesso tempo, l’Ufficio Urbanistica deve fare la sua parte: le nuove concessioni edilizie e le autorizzazioni a edificare devono essere limitatissime. Il consumo di suolo va fermato. Quando si rifanno spazi pubblici, il verde non può essere l’ultima voce del progetto. Penso a casi come Piazza Lupo, Piazza Majorana o il Corso Sicilia a Catania, dove si poteva e si può fare di più. Prevenzione anche a casa. Ai cittadini chiediamo comportamenti responsabili: evitare di uscire nelle ore più calde e usare i condizionatori con criterio, a 2-3°C in meno rispetto all’esterno, tenendo chiuse finestre e persiane. Risparmiare energia oggi significa tutelare tutti domani».

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