«Stato e Libertà»: il tema al centro del convegno di Milano
La dicitura «Stato e Libertà» forma un binomio necessario, oppure allude alla solita chincaglieria? Chiediamo ai coraggiosi partecipanti del Simposio, appena conclusosi a Milano grazie al «Centro di Ricerca sulla Sovranità dell’Università Pegaso di Milano», diretto dal prof. Luigi Marco Bassani, “pezzo da Novanta” in Storia delle Dottrine Politiche. Per due giorni, oltre trenta studiosi hanno relazionato, colloquiato, si sono confrontati (per fortuna senza strapparsi i capelli) sul binomio «Stato e Libertà».
Il ruolo del Centro di Ricerca sulla Sovranità
Redigere un resoconto dettagliato di tutti gli interventi sarebbe esiziale per i nostri lettori. La cultura deve apportare il beneficio della conoscenza, per affrontare meglio le sfide del mondo. Le emicranie lasciamole agli appetiti del business farmaceutico. Vogliamo invitare tutti a raccogliere la sfida di affrontare una tematica impegnativa, non ci interessa promuovere la vendita di aspirine e succedanei! Da provati anticonformisti, quali modestamente siamo, attribuiamo ancora un valore alla buona creanza.

Gli interventi tra filosofia politica e società civile
Ergo, pervasi da spirito cavalleresco, menzioneremo, a titolo d’esempio, unicamente gli interventi di alcune professoresse, in grado di dare il polso di quanto detto nella due giorni milanese. I maschietti non se la segnino al dito: se alla parità aggiungiamo la cavalleria, la partita è già segnata prima di cominciare!
Non trattandosi, in questo caso, di una partita, rimaniamo nel solco delle maniere “vecchio stile”! La studiosa Margherita Geniale, un cognome una garanzia, ha rinverdito, in tutti noi, l’interesse per Carl Schmitt (1888-1985), vera e propria “bestia nera” (per i più ignoranti si tratta di una “bestia bruna”) dei politologi del Secondo Novecento, tutti proclivi a glorificare Marx in tutte le salse, chiosato dopo aver lustrato i polsini ottonati della camicia inamidata da laboratorio sartoriale; altro che “acquisti proletari” ai grandi mercatini!
Il pensiero di Carl Schmitt e René Girard nel dibattito
«Conservatore – rallentatore del turbopensiero, oggi tanto chic, nemico della tecnica disumanizzante»; questo è il nocciolo del cattolicesimo di Carl Schmitt. Domandate alla professoressa Barbieri perché dovremmo occuparci di René Gírard (1923-2015), il pensatore che ha fatto, della lotta culturale alla subdola e forzosa “omologazione nell’uguaglianza”, la ragione della sua attività speculativa.
Evitare che la democrazia si trasformi nel peggiore dei totalitarismi, ovvero quello egalitario e uniformatore di tutte le manifestazioni umane. Mi raccomando, da domani non litigate con i gestori degli stabilimenti balneari: degli ombrelloni e delle sedie a sdraio, “omologate” nelle dimensioni e nei colori, non ce ne frega un piffero! Non è questa l’uniformità da combattere!
Le riflessioni delle studiose protagoniste
La disgregazione anticristiana e le istanze neopagane sono i “vettori” sui quali viaggiano quei “mostri”, denominati relativismo culturale, materialismo, laicismo. Entrambe le studiose vengono da Messina. Alla faccia della marginalizzazione delle intelligenze provenienti dal Mezzogiorno d’Italia! L’explicit, dicasi il messaggio conclusivo, posto a suggello di un convegno destinato a lasciare il segno, non poteva che essere tenuto dal professore Bassani, il demiurgo del simposio.
Le conclusioni del professor Luigi Marco Bassani
Spirito caustico, che assomma in sé l’audacia spericolata di Dartagnan e l’imperiosità del «Mega Direttore Galattico» di fantozziana memoria, ha tenuto gli astanti, letteralmente, con le terga (fine latinismo per non dire le chiappe) attaccate alla sedia per tutta la durata del simposio, senza tollerare “diserzioni”! Quando lo capiremo che ci vuole polso, ironia e determinazione, da dosare nel modo giusto, per evitare che il relatore di turno si cimenti in un soliloquio?
«Prendiamo atto dell’assenza di un legame tra la riflessione sulla statualità e la società civile». Per la serie: come essere più realisti di quando c’era il re! Non serve aggiungere altro. Da fautori di una cultura libera e critica, auspichiamo che il «Centro di Ricerca sulla Sovranità dell’Università Pegaso di Milano» possa organizzare mille ulteriori simposi di studio e di confronto, incuranti di affrontare tematiche, spinose e invise, ai tromboni di turno!
(Immagine posta a corredo dell’articolo soprariportato, scelta dall’autore del pezzo in questione. Ecco a voi la locandina del simposio internazionale di studi, tenutosi a Milano, presso il Palazzo Durini, nei giorni del 22 e 23 giugno 2026. Il «Centro di Ricerca sulla Sovranità dell’Università Pegaso di Milano», sotto la Direzione del prof. Bassani, ha ospitato un momento di riflessione e di confronto su un tema, quello del rapporto tra lo Stato e la Libertà, oggi ritenuto vuoi noioso vuoi inutile vuoi superfluo. Nulla di più infondato! Senza una coscienza su cosa sia lo Stato e su quale Valore attribuire alla Libertà, faremmo meglio a raccogliere fave, con tutto il rispetto per quanti svolgono questa (nobilissima) mansione! Oltre trenta studiosi, espressione del mondo accademico senza alcuna propensione all’accademismo, si sono confrontati su tematiche attinenti al Diritto, all’Economia, alla Storia e, chi più ne ha, più «Stato e Libertà» ne metta! Per ulteriori approfondimenti, potete consultare la pagina internet dell’istituzione che ha ospitato il Simposio, consultabile al sito web www.unipegaso.it, laddove troverete maggiori delucidazioni sull’evento. È di gran lunga meglio costruire una coscienza, libera e responsabile, su un tema fondamentale per la vita civile del nostro mondo. Non esagerate nel mangiare le fave, soprattutto se crude: potreste avere la diarrea!)