Mare pulito in Sicilia e in Italia: il 94,9% delle coste è eccellente, nell’Isola il 91,7% delle acque balneabili raggiunge il massimo livello

di Giuliano Spina

L’estate 2026 si apre con una fotografia incoraggiante per il mare italiano e per quello siciliano. Secondo gli ultimi dati del Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente (SNPA), il 94,9% delle coste italiane monitorate per la balneazione rientra nella classificazione di qualità “eccellente”, il livello più elevato previsto dalla normativa europea.

Un risultato che conferma la buona salute delle acque costiere del Paese e che vede la Sicilia mantenersi su livelli particolarmente positivi: il 91,7% delle acque balneabili dell’Isola è infatti classificato come eccellente.

Italia promossa: quasi 6 mila chilometri di costa eccellente

Su oltre 6.200 chilometri di litorale sottoposti a monitoraggio, circa 5.926 chilometri hanno ottenuto il massimo riconoscimento qualitativo. Solo una minima parte delle coste è stata classificata come buona, sufficiente o scarsa.

Le regioni che registrano le migliori performance sono Puglia, Friuli Venezia Giulia, Basilicata e Sardegna, tutte con percentuali vicine o superiori al 99% di acque eccellenti.

La Sicilia si colloca poco sopra la media nazionale per quanto riguarda la qualità complessiva delle acque, con oltre nove tratti costieri su dieci che soddisfano gli standard più elevati richiesti dall’Unione Europea.

Sicilia: mare promosso, ma resta l’attenzione sulle criticità

Nel dettaglio, il monitoraggio evidenzia che il 91,7% delle acque balneabili siciliane è eccellente, il 5,1% è classificato come buono, il 2,1% come sufficiente e solo l’1% come scarso.

Numeri che testimoniano il valore ambientale delle coste siciliane e che rappresentano un elemento importante anche per il turismo, settore strategico dell’economia isolana.

I controlli vengono effettuati attraverso campionamenti periodici che analizzano principalmente la presenza di Escherichia coli ed Enterococchi intestinali, indicatori utilizzati per verificare eventuali contaminazioni microbiologiche.

Balneabilità non significa automaticamente mare in salute

Gli esperti invitano però a non confondere la qualità delle acque di balneazione con lo stato complessivo dell’ecosistema marino.

Un tratto di costa può infatti risultare perfettamente balneabile dal punto di vista sanitario ma essere comunque esposto a fenomeni di erosione, perdita di biodiversità, inquinamento da plastiche o effetti legati ai cambiamenti climatici.

La balneazione misura principalmente la sicurezza dell’acqua per chi fa il bagno. La salute del mare, invece, comprende aspetti molto più ampi che riguardano fondali, habitat naturali, flora, fauna marina e capacità degli ecosistemi di resistere alle pressioni ambientali.

Controlli continui durante tutta l’estate

Nel corso del 2025 sono stati effettuati circa 30 mila prelievi lungo le coste italiane. Durante la stagione balneare i controlli proseguono con verifiche periodiche mensili e, in caso di anomalie, vengono attivati campionamenti straordinari.

Qualora vengano superati i limiti previsti dalla normativa, i Comuni sono tenuti a emanare immediatamente divieti temporanei di balneazione fino al ripristino delle condizioni di sicurezza.

La sfida del futuro: proteggere il Mediterraneo

Il dato positivo del 2026 rappresenta un’importante conferma della qualità delle acque italiane, ma non deve trasformarsi in un motivo per abbassare la guardia.

Il Mediterraneo resta uno dei mari più vulnerabili agli effetti della crisi climatica, con temperature in costante aumento, fenomeni di acidificazione, erosione costiera e una crescente pressione dovuta alle attività umane.

Per questo motivo, accanto al monitoraggio della balneazione, continuano i progetti di tutela ambientale e recupero degli ecosistemi marini, tra cui il programma PNRR MER dedicato al ripristino della biodiversità e alla salvaguardia di habitat fondamentali come le praterie di Posidonia oceanica.

Per la Sicilia, dunque, il bilancio è positivo: il mare continua a rappresentare uno dei principali patrimoni naturali dell’Isola, con oltre il 90% delle acque balneabili ai massimi livelli di qualità. Una risorsa da valorizzare, ma soprattutto da proteggere.

jacktoto