L’Isola Ferdinandea sprofondata in mare: rivendicata dagli inglesi, ma sicula a tutti gli effetti

di Giuliano Spina

Tra le storie che tuttora affascinano i curiosi nella nostra Isola c’è quella relativa all’Isola Ferdinandea, che emerse nel Canale di Sicilia, a sud della provincia di Agrigento, nel mese di luglio 1831, quando i marinai a bordo della nave Gustavo videro il mare tremare.

In poche settimane emerse un’isola che aveva delle dimensioni considerevoli, che però nel giro di cinque mesi cessò di esistere. La storia però è ancora attuale e stimola un grande dibattito tra gli appassionati.

La guida turistica Antonio Bruccoleri racconta questa storia e spiega per quale motivo ancora sia attuale, parlando anche di avvenimenti che ebbero luogo lì nei decenni successivi.

«Nel 1831 c’era anche una forte componente territoriale – sottolinea Bruccoleri – tra l’Italia e il governo borbonico quando ci fu una scossa sismica di notevole intensità emerse questo isolotto di circa 8 metri. Appena si diffuse la notizie il primo a giungervi fu un docente universitario che si trovava in Sicilia, Frederick Hoffman, e riferì il tutto al Duca di Serradifalco. Il governo borbonico aveva inviato sul posto un fisico, tale Domenico Scinà, che compilò una relazione. Diversi studiosi si avvicinarono le proprietà vulcaniche dell’isola».

A quel punto le più grandi potenze mondiali si interessarono a questa scoperta: «La Gran Bretagna cominciò ad avanzare delle proposte di proprietà cercando di accorparla a sé, ma questo generò la protesta degli abitanti del Regno delle Due Sicilie con re Ferdinando II che la rivendicò. I francesi approdarono sull’isola e battezzarono l’isola Julia, poi arrivarono gli italiani con la bandiera borbonica battezzando l’isola Ferdinandea, poi arrivarono gli inglesi chiamandola Immarinata. Ferdinando rivendicò la proprietà, ma tra luglio e novembre l’isola si inabissò. Poi è riapparsa nel 1846 e nel 1863 per poi scomparire dopo pochi giorni. Si pensò che potesse riemergere nel 1968 e nel 2002 a seguito di eventi sismici, ma rimane sempre a circa sei metri di profondità nella zona del mare di Sciacca».

La legge del mare «rivendicherebbe la proprietà all’Inghilterra, ma è un atollo piccolissimo e non ha nessuna importanza strategica. Ha circa 30 metri quadri. E’ tornata sott’acqua perché il terreno è soggetto agli sciami sismici, anche se nel 1968 e nel 2002 gli sciami furono abbastanza forti. Un medico ha messo una lapide che rivendica come l’Isola Ferdinandea sia del popolo siciliano e ciò è normale per via anche della distanza da Sciacca».

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