Il calcio italiano piange la scomparsa di Igor Protti, spentosi oggi all’età di 57 anni dopo una grave malattia. Ma per Messina la sua morte assume un significato ancora più profondo: con lui se ne va uno degli attaccanti che hanno segnato un’epoca fondamentale della storia giallorossa, raccogliendo un’eredità pesantissima, quella lasciata da Salvatore Schillaci.
L’eredità lasciata da Totò Schillaci
Arrivato in riva allo Stretto nell’estate del 1989, proprio quando Schillaci lasciava il Messina per approdare alla Juventus, Protti si trovò davanti a una sfida non semplice. Doveva sostituire il centravanti che aveva trascinato i giallorossi e che di lì a poco sarebbe diventato l’eroe delle Notti Magiche di Italia ’90.
Eppure il giovane attaccante romagnolo riuscì a conquistare il pubblico messinese con il lavoro, il sacrificio e soprattutto i gol. Dal 1989 al 1992 vestì la maglia dell’Acr Messina per tre stagioni, collezionando oltre cento presenze e realizzando 31 reti, diventando uno dei protagonisti di una squadra che continuò a essere competitiva nel calcio che contava.
Le stagioni in giallorosso che lanciarono la sua carriera
Furono anni importanti per la sua crescita. Messina rappresentò infatti il trampolino di lancio verso una carriera che lo avrebbe portato a indossare le maglie di Bari, Lazio e Napoli, fino a diventare una delle punte più prolifiche del calcio italiano degli anni Novanta. Con la maglia dei pugliesi retrocedette in Serie B nella stagione 1995/96, ma divenne capocannoniere a pari merito con il laziale Beppe Signori che avrebbe raggiunto la stagione successiva in maglia biancoceleste.
Se Schillaci aveva acceso i riflettori nazionali sul Messina, Protti contribuì a mantenere viva quella tradizione di grandi attaccanti che hanno fatto la fortuna del club peloritano. Un filo ideale che oggi lega due protagonisti della storia giallorossa, entrambi scomparsi e rimasti nel cuore dei tifosi.
L’ultimo saluto di Igor Protti
Negli ultimi mesi Protti aveva affrontato con grande dignità la malattia. Soltanto due mesi fa la sua straordinaria carriera era stata celebrata attraverso un documentario proiettato al Cinema Lux, testimonianza dell’affetto che il mondo del calcio continuava a nutrire nei suoi confronti.
Poco prima di morire ha voluto lasciare un ultimo messaggio ai tifosi, diffuso dalla famiglia attraverso i social.
«Questo splendido viaggio, come ogni partita, è arrivato al fischio finale. Difficile trovare parole che possano spiegarlo. L’unica cosa che posso fare è ringraziare la mia grande e meravigliosa famiglia che ho adorato, tutte le persone che mi hanno voluto bene e che mi sono state vicino, tutti i tifosi delle squadre nelle quali ho giocato per l’affetto e l’amore sempre dimostratomi e totalmente ricambiato. Sperando che sia un arrivederci e non un addio».
Il cordoglio dell’Acr Messina
Anche l’Acr Messina ha voluto ricordarlo con un messaggio di cordoglio, definendolo «indimenticato protagonista della storia giallorossa» e sottolineando il segno lasciato nel cuore dei tifosi durante le tre stagioni vissute in maglia biancoscudata.
Oggi Messina perde un altro pezzo della propria storia calcistica. Dopo Totò Schillaci, se ne va anche l’uomo che ne raccolse il testimone sul campo, continuando a far sognare una città che non ha mai smesso di amare i suoi bomber.
Attore di teatro
Nella sua vita ha trovato spazio anche il teatro, precisamente nel maggio del 2009, quando ha recitato una versione narrata de La Bohéme di Giacomo Puccini al teatro i Quattro Mori di Livorno e quando ha fatto parte della compagnia teatrale Mayor Von Frinzius, con la quale ha portato in scena nello stesso mese al Teatro Carlo Goldoni di Livorno lo spettacolo Agàpe. Ti manca chi c’è, t’innamori di chi manca.