Castel Gonzaga a Messina: storia, arte rinascimentale e misteri del forte del 1540

di Giuliano Spina

Abbiamo già visto ieri quali sono le storie ambientate dentro Castel Gonzaga a Messina, che lo collocano di diritto tra i luoghi avvolti nel mistero che abbiamo nella nostra Isola. Ma Castel Gonzaga è anche esempio di arte rinascimentale, essendo stato ultimato nel 1540, e si presta a esse analizzato anche sotto questo punto di vista.

La sua forma infatti consiste in una sagoma bassa con una scarpata e in una pianta stellare con sei bastioni angolari a forma di triangolo con degli spigoli rivestiti da blocchi di calcare. Altri segreti di questo maestoso monumento li racconta sempre lo scrittore messinese Giandomenico Ruta.

«Il Castel Gonzaga – spiega Ruta – è conosciuto da tutti anche come Forte Gonzaga e ha una visuale panoramica eccezionale. Si distingue perché appartiene all’epoca rinascimentale, ma soprattutto a quelli che furono ordinati da Carlo V per la fortificazione di tutta la Sicilia e che fu soprattutto dato in mano a Don Ferrante Gonzaga. Ci lavorò anche Francesco Maurolico, ma soprattutto Giovanangelo Montorsoli per la lavorazione. I nomi importanti hanno contribuito a dar vita a questo maniero. Ricorda soprattutto dall’alto la forma di una farfalla, perché ha una pianta irregolare che la ricorda guardandolo dall’alto. I materiali di costruzioni consistono in mura molto pesanti e forti perché nasceva come una fortificazione. Mura quindi massicce attorno alle quali c’era una sorta di passaggio a livello per mettere dell’acqua. Si pensava che ci fossero anche animali esotici messi lì per creare problemi all’invasore di turno».

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