Quando il vino incontra la moda: Feudi del Pisciotto e le etichette firmate dai grandi stilisti italiani

di Giuliano Spina

Una cantina siciliana dove il vino incontra l’alta moda

Una cantina legata al mondo della moda. Può bastare questa frase per descrivere la cantina Feudi del Pisciotto a Niscemi, nel Nisseno, nella DOCG Cerasuolo di Vittoria, a poca distanza dal mare e nei pressi della Riserva Sugherata di Niscemi.

Feudi del Pisciotto, tra vigneti e tradizione nel cuore della Sicilia

La produzione in 43 ettari di vigneti fino a 300 metri sopra il livello del mare spazia dallo Chardonnay al Grilo fino ad arrivare al Nero d’Avola Versace. Proprio quest’ultimo nome suggerisce il legame di questa cantina con il mondo della moda, come spiega il direttore di produzione della cantina, Marco Parisi.

«La nostra cantina iniziò la sua produzione – racconta Parisi – intorno ai primi anni del 2000. Nello stesso periodo il proprietario iniziò ad allacciare dei rapporti con gli stilisti, in quanto la Settimana della Moda di Milano prevedeva anche una tappa a Taormina. In virtù di ciò riuscì a coinvolgere alcune personalità del mondo del design italiano per disegnare le etichette per la cantina Feudi del Pisciotto, che stava appunta nascendo proprio allora. Tra questi c’erano Versace, Gianfranco Ferré, Giambattista Valli e tanti altri che hanno quindi firmato le nostre etichette».

Da Versace a Gianfranco Ferré: il legame con il fashion system

Adesso i progetti sono cambiati, in quanto «ne facciamo altri legati alla sostenibilità del territorio, ma la parte legata al devolvere una parte di questo progetto alla valorizzazione del patrimonio siciliano è stata mantenuta ed è ancora in essere. Abbiamo pubblicato un libro su Giacomo Alessi, che è l’unico artista ceramista di Caltagirone. Abbiamo una linea di bottiglie dedicata alle ceramiche realizzate da lui e che abbiamo chiamato Colori di Sicilia. Gianfranco Ferré è stato uno degli artisti che hanno disegnato le etichette per noi nella prima decade del 2000».

Il Passito ispirato da Giacomo Tachis, a conferma del legame tra vino e moda

Proprio lo stilista nativo di Legnano ha disegnato l’etichetta per una variante di Passito molto buona, confermando questo straordinario legame tra vino e moda: «Un Passito realizzato con le varianti esteri di Gewurztraminer e Semillon, che generalmente non si trovano in Sicilia. Quando abbiamo impiantato queste varianti il proprietario Paolo Panerai ricevette il consiglio di impiantarle per fare il Passito dall’enologo Giacomo Tachis. Così il nostro vino, un tempo dedicato a Gianfranco Ferré oggi è dedicato a Tachis. Questo Passito ha delle proprietà organolettiche particolari, perché comunque non ha una gradazione zuccherina altissima, che si attesta intorno ai 40 gradi, bensì è molto bilanciato e si può utilizzare a tutto pasto grazie all’acidità molto spiccata. Abbassando la temperatura si può servire con diversi piatti. E’ molto apprezzato ed è una bella espressione di vino liquoroso».