E’ arrivato il momento di Himorta, all’anagrafe Antonella Arpa, la cosplayer e influencer con oltre un milione di followers su Instagram, nell’area Taboocom di Etna Comics. A moderare l’incontro la studiosa di moda Valeria Magistro, che durante l’incontro ha chiesto ad Himorta qual è la sua concezione di cosplay.
Secondo Himorta il cosplayer si concentra in alcuni tratti della sua personalità e il corpo diventa oggetto di narrazione. Antonella ha detto anche come il cosplay serva a capire molti lati di sé stessi e le passioni che accomunano diverse persone e lei lascia sempre qualche parte di sé in ogni personaggio che interpreta, perché la sua identità e la sua interpretazione devono essere sue.
Il cosplay è identità, immaginazione e aggregazione, quest’ultima nel senso di community. Il corpo passa sempre in secondo piano e nessun cosplay è identico al personaggio che vuole interpretare, mostrando anche come il cosplay rappresenti persino un esempio di empowerment.
Ogni cosa che viene indossata, secondo Antonella, vuole comunicare qualcosa e in questo senso il cosplay si interseca con la moda, in quanto anche all’interno del cosplay c’è anche la parola intermediazione. Il personaggio di Himorta con quello di Antonella Arpa secondo lei stessa devono coesistere.
La sua storia di cosplayer risale a quando stava prendendo la seconda laurea, insegnava già e faceva questo lavoro come hobby andando però anche in televisione. La scelta di fare la content creator è stata dieci anni fa un salto nel buio e da insegnante temeva un giudizio retrogrado, il che la portava a tenere un profilo Instagram privato. All’improvviso mentre spiegava letteratura inglese un alunno le ha chiesto se faceva un altro lavoro. Sul momento ha sviato la domanda, ma al termine dell’anno scolastico ha deciso di lasciare il lavoro di insegnante.
Correggeva i compiti mentre andava a Mediaset nel giorno libero e anche per questo ha capito che era difficile far combaciare entrambi i lavori. Per Antonella il cosplay è semplicemente divertimento e bisogna lasciar perdere ogni minimo particolare. Il colore che la caratterizza è il rosso e tra lo snickers e il tacco preferisce il tacco, che la fa sentire più forte. Riguardo ai capelli si definisce molto vanitosa e in genere anche disordinata.
Il vero segreto della sua professione è proprio quello che non pensava a riuscire a monetizzare i primi tempi in cui la svolgeva e secondo lei quando si decide di fare il content creator non bisogna pensare a essere virali o a diventare famosi, bensì a cosa portare, perché lo sponsor è più attratto dal contenuto. Il costume più difficile da indossare per lei è stato quello di Buzz Lightyear e per fare la cupola di Buzz ha dovuto prendere un lampione.
Nel pubblico c’è stato anche chi ha cominciato a seguirla perché gli piacevano i suoi capelli rossi. Il suo nome nasce da una pagina umoristica che fu creato da lei su Naruto, nel quale storpiava i nomi dei personaggi. L’incontro si è concluso con le foto dei fans con la protagonista.