Savoca: ricordata per Il Padrino, ha bisogno di qualcosa in più

di Giuliano Spina

La storia e il fascino di Savoca

Un insieme di costruzioni pittoresche a circa 300 metri sopra il livello del mar Ionio su Monti Peloritani e un turismo in crescita. Possono bastare queste parole per descrivere Savoca, piccolo comune del Messinese a due passi dalle località marine del versante ionico della provincia peloritana.

Il successo turistico legato a Il Padrino

Fondato in epoca romana Savoca attraversò secoli di splendore, in particolare il XII secolo, quando in corrispondenza dell’istituzione del Regno di Sicilia divenne centro principale della Valle d’Agrò. Nel XIX secolo iniziò un declino, che vide lo spopolamento e che culminò in epoca fascista, quando venne inglobato nel territorio di Santa Teresa di Riva. Una volta riconquistata l’autonomia comunale nel 1948 iniziò un percorso di rinascita, in particolar modo sotto il profilo turistico , con l’entrata nel circuito dei Borghi più belli d’Italia e nei Luoghi del Cuore del Fondo Ambientale Italiano.

Savoca tra turismo, notorietà e pregiudizi

Maria Teresa Rizzo, residente storica di Savoca e proprietaria di un’azienda agricola, mostra come la notorietà di questo luogo sia aumentata grazie alle scene del film Il Padrino lì girate, ma anche come questa cosa abbia portato anche dei pregiudizi sul luogo.

«Savoca è salito agli onori della cronaca – spiega la Rizzo – grazie alle scene de Il Padrino che vi sono state girate e in questo modo negli ultimi anni è diventata meta di cineturismo. Possiamo essere l’esempio più palese in tal senso, perché la parte prima di questo film è fra i primi 100 film più importanti al mondo. Per questo motivo vengono molti americani, ma c’è anche ignoranza quando si dice che a Savoca si inneggia alla mafia. Non è così perché la faccia del Padrino si trova dappertutto e non solo a Savoca e bastava quindi scrivere solo ‘Film Oscar».

Tra notorietà e pregiudizi

Spostando l’attenzione sull’aspetto enogastronomico «il piatto delle feste e dei compleanni è stato rappresentato dai maccheroni alla norma, fatti in casa in inverno con il sugo e in estate con melanzane e ricotta salata. Oltre a questo sono importanti le braciolettine di carne, di pesca, di melanzane e di peperoni. Poi abbiamo i limoni, con i quali si fanno la crema e le torte, perché qui ci sono anche i giardini di limone. Io trasformo limoncello e Savoca ha tante cose, ma purtroppo c’è poco agroalimentare da noi e questo mi cruccia. Io facevo la farmacista e ho ripreso l’azienda agricola di mio padre trasformandola per scopi turistici e facendo anche educazione alimentare. Qui purtroppo arriva il limoncello da altre parti del mondo e spesso si fa il tutto con l’essenza. Il turista quando viene qui cerca l’identità locale e per il turismo a Savoca dobbiamo portare avanti la filiera produttiva primaria. Dobbiamo mettere su piccoli carretti i prodotti e promuovere il turismo esperienziale».