La menopausa, un argomento che è sempre di grande attualità sotto diversi profili. Tra questi ultimi c’è anche quello alimentare e spesso ci si chiede quale dieta le donne devono seguire per non rischiare di aver sgradite sorprese.
Si prende peso, ma non solo
La biologa nutrizionista Manila Cacopardo spiega come i problemi non siano relativi soltanto all’aumento di peso, ma anche ad altri fattori che spesso vengono trascurati.
«Oltre all’aumento di peso – afferma la Cacopardo – c’è prima di tutto anche il fatto che il grasso tende a localizzarsi in modo diverso e c’è anche una maggiore frequenza di patologie cardiovascolari. Tutti motivi per i quali una donna si rivolge a un professionista. Queste condizioni sono più frequenti durante la menopausa perché molto spesso il peso tende ad aumentare perché spesso il metabolismo basale rallenta. Il metabolismo basale è quanto il corpo a digiuno spende e rallentando c’è un aumento di peso. Può aumentare perché una persona ha fatto una dieta rigida o una dieta ipocalorica, che è stata protratta troppo nel tempo. A completare il quadro ci sono la sedentarietà e lo stile di vita».
Ma come dicevamo il grasso si localizza diversamente e quindi «nella donna fertile si localizza a livello dei fianchi, mentre in quella in menopausa è a livello dell’addome. Oltre a essere antiestetico è problematico perché a livello dell’addome ci sono gli organi. Questa localizzazione del grasso cambia perché a livello ormonale gli ormoni mimano quelli maschili. Il tutto diventa più pericoloso perché vicino agli organi causando a sua volta malattie. La frequenza delle patologie aumenta e lo dice anche il Ministero della Salute. Bisogna quindi agire con una dieta specifica».
Quale dieta seguire in menopausa?
Le strade in questo caso sono due: «Attuare la dieta mediterranea, che è la migliore, ma che non sempre agisce nelle donne in menopausa, soprattutto per quelle che hanno fatto in modo che il loro metabolismo basale rallentasse durante la loro vita con diete drastiche protratte nel tempo. Un’altra opzione è la dieta chetogenica, che può essere fatta per massimo 21 giorni e sempre con il nutrizionista. Ci sono degli alimenti da consigliare e altri invece da evitare. Per questi ultimi allo scopo di evitare la ritenzione idrica si devono ridurre il sale e gli alimenti salati e l’alcool, che può causare un aumento delle vampate, che possono aumentare anche con un eccesso di alimenti piccanti. Si devono evitare snack e merendine perché vanno a causare picchi glicemici andando interferire nella termoregolazione corporea. Non bisogna eccedere nemmeno con la caffeina».
Tra gli alimenti consigliati ci sono invece quelli che contengono «calcio, perché è utile per la salute delle ossa, altri che contengono vitamina D per l’assorbimento del calcio, stando anche esposti al sole per qualche minuto al giorno. Consumare alimenti ricchi di fibre perché aiutano a controllare il livello degli zuccheri nel sangue e il senso di sazietà. Le spezie naturali aiutano a insaporire i piatti e a limitare il sale».