Perché alcune competenze non si spiegano, ma si allenano
Quando si parla di scuola, c’è una domanda che torna spesso:
alcune competenze si possono davvero insegnare?
Leadership, empatia, pensiero critico vengono spesso considerate qualità personali:
“o ce le hai, o non ce le hai”.
Ma questa convinzione non solo è limitante: è anche falsa.
Queste competenze non sono innate, sono educabili.
A patto di cambiare approccio.
Cosa intendiamo davvero per leadership, empatia e pensiero critico
Prima di chiederci se si possano insegnare, serve chiarire di cosa parliamo.
- Leadership non significa comandare, ma saper guidare se stessi e gli altri.
- Empatia non è “essere gentili”, ma saper comprendere il punto di vista altrui.
- Pensiero critico non è criticare, ma analizzare, collegare, scegliere in modo consapevole.
Sono competenze che permettono agli studenti di:
- orientarsi nelle relazioni
- affrontare problemi complessi
- prendere decisioni
- collaborare in modo efficace
E sono sempre più richieste nel mondo del lavoro e della cittadinanza attiva.
Perché la lezione frontale non basta
Queste competenze non si apprendono ascoltando una spiegazione.
Non si memorizzano.
Non si verificano con un test a risposta multipla.
Leadership, empatia e pensiero critico si sviluppano quando gli studenti:
- vivono esperienze
- si confrontano
- fanno scelte
- riflettono su ciò che accade
La scuola che vuole educare a queste competenze deve creare contesti, non solo contenuti.
Allenare la leadership: dare spazio alla responsabilità
La leadership si sviluppa quando uno studente:
- ha un ruolo
- può prendere decisioni
- sperimenta le conseguenze delle proprie scelte
Attività come:
- lavori di gruppo strutturati
- project work
- ruoli assegnati
- responsabilità condivise
diventano occasioni educative se accompagnate da riflessione e feedback.
La leadership non nasce dal controllo, ma dalla fiducia guidata.
Allenare l’empatia: educare allo sguardo sull’altro
L’empatia cresce quando gli studenti imparano a:
- ascoltare
- sospendere il giudizio
- mettersi nei panni degli altri
Il lavoro cooperativo, il confronto guidato, la narrazione di esperienze personali aiutano a sviluppare questa competenza.
Un ambiente sicuro, dove l’errore non è umiliazione, è il primo passo per educare all’empatia.
Allenare il pensiero critico: fare spazio alle domande
Il pensiero critico si sviluppa quando:
- non esiste una sola risposta giusta
- le domande contano più delle soluzioni immediate
- l’errore diventa occasione di analisi
Proporre problemi aperti, casi reali, situazioni complesse aiuta gli studenti a:
- collegare conoscenze
- argomentare
- scegliere
Pensare criticamente è una competenza che si costruisce nel tempo, con pratica e accompagnamento.
Il ruolo dell’adulto è decisivo
Leadership, empatia e pensiero critico crescono quando l’adulto:
- non si sostituisce
- non giudica in modo affrettato
- accompagna il processo
- restituisce feedback
Il docente, in questo senso, diventa facilitatore dell’apprendimento e della crescita, non solo trasmettitore di contenuti.
In conclusione
Leadership, empatia e pensiero critico si possono insegnare,
ma non nel modo tradizionale.
Si insegnano:
- creando esperienze
- ponendo domande
- accompagnando riflessioni
- dando fiducia
Educare a queste competenze significa preparare studenti capaci di:
- stare nel mondo
- affrontare la complessità
- costruire relazioni
- scegliere in modo consapevole
Ed è una delle responsabilità educative più importanti della scuola di oggi.
Approfondimento
Questi temi sono approfonditi nel libro
Liberare il Talento – Strategie di Coaching e Sviluppo delle Soft Skills nell’Educazione
di Palmina La Rosa, disponibile sul sito ufficiale dell’autrice.
Palmina La Rosa
Coach professionista e formatrice, da oltre trent’anni affianca studenti, docenti ed educatori nel costruire competenze, consapevolezza e leadership. Certificata ICF dal 2018, ha proseguito la sua formazione con l’High Impact Leadership Course del Cambridge Institute for Sustainability Leadership e con ACT Leadership (Brown University). È orientatrice accreditata ASNOR e oggi è Direttore Operativo di AISLi, dove guida il progetto Future Skills Agency. Su L’Urlo, Palmina esplora la mente, le emozioni e le parole che plasmano il modo in cui abitiamo noi stessi.